“La Padania 24.09.2013”
«Dopo sei
anni di numeri sempre più negativi, finalmente una lieve speranza per il
domani, non certo derivata dall'inversione
significativa di quei numeri, ma dalla sensazione che il clima stia cambiando, anche
se la ripresa sarà lenta e diversa tra i territori e tra i settori». Così ha
dichiarato nel corso dell'Assemblea Annuale Claudio De Albertis, Presidente
di Assimpredil Ance, l'Associazione del sistema Ance che raggruppa le imprese
di costruzione delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Per il secondo
mese consecutivo, infatti, la domanda di mutui delle famiglie italiane cresce e
il mese di agosto ha fatto segnare un incoraggiante +4 % rispetto all'agosto
2012, che segue al +2 % del mese di luglio: si tratta di vere e proprie
istruttorie presentate alle aziende di credito, di cui oltre il 75% ha un valore
inferiore ai 150.000 euro. «Un risultato storico per il nostro settore che
premia l'attività molto impegnativa che abbiamo fatto in quest'ultimo anno per affermare una sofferenza non più sostenibile».
Immediata la risposta del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che,
intervenendo all'Assemblea generale Assimpredil Ance, ha ricordato l'impegno
del Governo lombardo e i numerosi provvedimenti adottati o avviati per
sostenere le imprese e il settore dell'edilizia e della casa, definito
"strategico per la nostra economia". SBLOCCATI 3000 CANTIERI -
Il governatore ha usato proprio una metafora "edile", per spiegare l'impegno
profuso fin dai primi giorni dopo il suo insediamento. «in Regione Lombardia -
ha detto - abbiamo aperto diversi "cantieri". Un primo
"cantiere" l'abbiamo già "chiuso", rispettando uno degli impegni
assunti in campagna elettorale. Alludo alla legge sui Pgt, studiata dalla
Giunta e approvata a tempo di record in Consiglio regionale». «Una norma - ha
spiegato - che consente ai Comuni che ancora non l'hanno fatto, e sono tanti in
Lombardia, di poter approvare i Piani di governo del territorio entro il 30
giugno 2014. Ciò permette di poter applicare fino a quella data i piani
esistenti e quindi di procedere alla riapertura dei cantieri. Abbiamo stimato
che in questo modo s i potranno sbloccare in tutta la regione 3000 cantieri
edilizi, per un valore di circa 500 milioni di euro». CASE POPOLARI, SISTEMA
DA RIVEDERE – Un altro "cantiere" aperto dalla Regione Lombardia,
ha proseguito il presidente Maroni, «riguarda la riforma delle Aler. Il sistema
delle abitazioni gestite dal "pubblico" - ha sottolineato - così
com'è non funziona, perché genera costi più che benefici. Vogliamo rendere
questo sistema efficiente, tagliando costi ingiustificati e investendo nuove
risorse nel settore della casa. Anche su questo tema - ha continuato Maroni - c'è un
confronto aperto sul piano della politica, che spero - ha esortato - si potrà
arricchire anche del contributo degli imprenditori del settore edile». NON
FAREMO FALLIRE ALER MILANO - Nella prima fase, ha specificato il governatore,
«Ci siamo concentrati sull'Aler di Milano, che, da sola, detiene circa la metà
di tutto il patrimonio regionale e che ha evidenziato un buco di gestione
superiore agli 80 milioni di euro. Sono risorse che troveremo, perché questa
società non può andare in default. Ma io voglio capire come fare, per garantire
una gestione efficiente, come se fosse un'impresa privata». LA NOVITÀ DI
CREDITO IN CASSA - Fra le iniziative concrete a sostegno delle imprese
Maroni ha citato "Credito in Cassa" e la revisione migliorativa di "Credito
adesso" . Per quanto riguarda il primo provvedimento, il governatore ha
ricordato l'ingente ammontare dell'iniziativa e ha risposto ad alcuni rilievi
mossi dal presidente di Assimpredil
Ance. «È vero che c'è qualche criticità nell'adesione dei Comuni - ha
riconosciuto Maroni -, ma è dovuta alla presenza del Patto di stabilità ».
Rivolgendosi poi al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, Maroni ha
esortato il superamento di questi vincoli. Altrimenti, ha osservato, «le misure
studiate per dare un po' di ossigeno all'economia
rischiano di rimanere bloccate, non perché lo strumento non funzioni, ma per le
regole di contesto». PATTO DI STABILITÀ, LA SOLUZIONE C'È – Rivolgendosi
ancora all'esponente del Governo centrale, il presidente della Regione ha evidenziato come «la soluzione ci sarebbe già.
È già scritta - ha detto Maroni - ed è quella riforma secondo la quale dal
prossimo gennaio il Patto di stabilità concordato oggi fra Governo ed Enti
locali sia negoziato con le Regioni, lasciando poi a queste ultime l'attuazione
nel rapporto fra Regioni e territori. Questa riforma, purtroppo, necessita provvedimenti
attuativi da parte di Palazzo Chigi. Sarebbe un peccato che per un mancato
intervento da parte dell'Esecutivo centrale, non arrivasse in porto un
provvedimento richiesto a gran voce da tutti i Comuni». CREDITO ADESSO –
Riguardo a "Credito adesso", altro provvedimento della Regione a favore
del mondo produttivo, approvato venerdì scorso dalla Giunta, Maroni ha
ripercorso i passaggi che hanno portato alla revisione dello strumento che
finanzia il fabbisogno di capitale circolante delle imprese. MERITO E
METODO- Dopo aver analizzato alcuni dei tanti interventi di merito portati
avanti dalla Regione Lombardia, il governatore ha voluto ribadire alcune
questioni di metodo. «Sono convinto – ha dichiarato - che il dialogo fra
istituzioni e imprese sia fondamentale. È per questo che, a luglio, abbiamo dato
vita al tavolo regionale per l'edilizia con alcuni obiettivi precisi, come quello
di aprire un percorso di consultazione per la revisione della legge regionale sulla
competitività, puntando a introdurre elementi di sburocratizzazione e semplificazione
che rendano più facile la vita alle nostre imprese». INFRASTRUTTURE,
SUPERARE LE CRITICITÀ - Sulla realizzazione delle infrastrutture strategiche
per il territorio, Maroni ha confermato il massimo impegno. «Ci sono delle criticità,
ma vogliamo superarle. Per cogliere tutte le potenzialità di Expo 2015 e non
solo».

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