“La Padania 01-02.09.2013”
E' ufficiale: l'assegno per le famiglie numerose concesso
dai Comuni spetta anche ai cittadini stranieri. Unica condizione: devono essere in regola con il permesso di
soggiorno. La notizia è pubblicata sul sito http://www.stranieriinitalia.it,
che si afferma sempre di più come il punto di riferimento degli immigrati di
ogni provenienza. Un'autentica "Bibbia" che fornisce informazioni
aggiornate su tutte le normative e le tematiche che interessano chi viene, a
vario titolo, nel nostro Paese e vi si stabilisce. A disposizione anche esperti
per rispondere ai quesiti. «I tribunali italiani - scrive il sito a proposito dell'assegno - lo sostengono da anni, ma l'Inps,
che versa l'assegno, continuava a negarlo, tanto che all'inizio di quest'anno
l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani aveva chiesto al governo di fare
chiarezza.
Ora a dire una parola definitiva in favore degli immigrati è la
legge europea 2013, la stessa che ha aperto agli stranieri l'accesso ai posti della
pubblica amministrazione». L'articolo 13 della nuova legge, che entrerà in
vigore il 4 settembre, spiegano, «stabilisce che l’"assegno ai nuclei
familiari con almeno tre figli minori", spetta, oltre che ai cittadini
italiani e comunitari, anche ai "cittadini di paesi terzi che siano
soggiornanti di lungo periodo". Costo della manovra: 15,71 milioni di euro
fino alla fine del 2013, e 31,41 milioni di euro a decorrere dal 2014. L'importo
dell'assegno varia in base al numero di componenti e al reddito delle famiglie
e viene rivalutato ogni anno in base al costo della vita: per il 2013 è di
139,49 euro al mese per tredici mensilità (quindi persino la tredicesima, che
molti lavoratori italiani si sognano). Per riscuotere l'assegno basta farne
domanda al Comune di residenza. Fin qui l'informazione, e passi. Ma il sito non
si limita a questo bensì fa politica e, naturalmente, polemica antileghista: «Prevedibili
- si legge nell'articolo, siglato "EP" - le sparate anti immigrati che
questa novità si porterà dietro. Se serve a qualcosa, leghisti & co.
sappiano che anche stavolta la legislazione italiana si è dovuta adeguare a una
direttiva europea (2003/109/CE) che assicura agli stranieri che hanno la carta
di soggiorno parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali per quanto
riguarda le prestazioni sociali. A Bruxelles era stata già avviata una procedura
di infrazione». Sarebbe interessante sapere chi finanzia il sito e con quali
scopi...

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