“lindipindenza.com 02.09.2013”
«Andrea Bolla, presidente del Comitato tecnico per
il fisco di Confindustria, ha ragione: stiamo tutti sperando che alle tante,
troppe parole sulla materia fiscale, il governo faccia seguire i fatti. E che
la tanto attesa deducibilità sugli immobili industriali, per mesi annunciata
come sicura e che autorevoli membri dell’esecutivo giudicavano elemento
irrinunciabile per favorire la timida ripresa attesa a fine anno, diventi una
misura stabile all’interno della legge di stabilità». È il commento del Presidente
del Veneto, Luca Zaia, alla scomparsa nel decreto Imu della misura che avrebbe
dovuto sancire lo sconto fiscale sui capannoni. «La verità è che si naviga a
vista e che a Roma non sanno neppure cos’è un capannone.
Quella che doveva
essere una manovra per abolire una tassa iniqua sulla prima casa e togliere un
po’ di carico fiscale a chi crea Pil e lavoro, si è risolta – prosegue il
governatore veneto – nella promessa di nuovi aumenti di tasse odiose come Ires
e Irap e delle accise, che non mancano mai. Il tutto per recuperare qualche
centinaio di milioni, quando tutti sappiamo che il governo sta seduto su un
tesoro di 30 miliardi immediatamente disponibili se applicasse costi e
fabbisogni standard. Ma piuttosto che tagliare le unghie agli spreconi d’ogni regione
e colore, si tagliano le risorse alle imprese manifatturiere. Come diceva quel
regista? Continuiamo cosi, facciamoci del male…». «Nello stesso tempo si
annunciano nuovi metodi per rendere più attrattivi gli investimenti in Italia –
conclude Zaia – ma quale attrattività potrà mai avere un Paese con una
pressione fiscale sulle imprese che supera ormai il 68 per cento e con
burocrazie che rendono la vita impossibile a suon di adempimenti pur di
giustificare la propria esistenza in vita?».

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