“Andrea Accorsi”
“La Padania 06.08.2013”
Ogni
immigrato che delinque ci costa 60 mila euro. Moltiplicato per i 25 mila
stranieri detenuti nelle carceri italiane, fa un miliardo e mezzo di euro.
Questo il conto presentato ai contribuenti italiani dai criminali d'importazione.
Un conto che la Lega Nord giudica «folle»: per questo torna a chiedere che chi
arriva in Italia per delinquere, viene arrestato e condannato e finisce in carcere
debba scontare la pena nel suo Paese, sollevando le disastrate casse italiane
dall'onere di mantenerlo per l'intera durata della detenzione. A sollevare la
questione nell'Aula di Montecitorio è stato il deputato Gianluca Buonanno, nel
corso delle votazioni sul decreto carceri. Nel passaggio alla Camera, il dl è stato
oggetto di 450 proposte di modifica, per la maggior parte firmate dalla Lega
Nord. Fra gli argomenti contestati, il costo materiale della detenzione dei
delinquenti stranieri nelle carceri italiane. Questi rappresentano circa il 35%
della popolazione carceraria (66 mila detenuti in tutto). Secondo un recente
studio della Fondazione Leone Moressa, la maggior parte dei reati commessi dagli
immigrati sono la produzione e lo spaccio di stupefacenti, i reati contro il
patrimonio e quelli contro le persone, ai quali si aggiunge la condizione di
clandestinità. La cittadinanza più diffusa fra i detenuti è quella marocchina, seguita
da quella rumena e da quella tunisina.
«Nelle carceri italiane ci sono circa 25 mila persone che sono extracomunitarie e che ogni anno costano circa un miliardo e mezzo di euro allo Stato - ha detto Buonanno nel corso di uno dei suoi interventi alla Camera contro il decreto del governo. La soluzione numero uno è la più semplice in linea teorica: abbiamo visto che nella pratica è più difficile, ma bisognerebbe continuare nel lavoro iniziato dall'ex ministro dell'Interno Maroni. Ed è quella di fare in modo che le persone non italiane che stanno nelle nostre carceri vadano a scontare le pene nei Paesi di appartenenza. Questo significherebbe innanzitutto eliminare il problema del sovraffollamento delle carceri e nello stesso tempo ci consentirebbe di risparmiare circa un miliardo e mezzo di euro di costi che non ci competono. Anche perché – ha incalzato Buonanno – già facciamo fatica ad andare avanti,. se poi abbiamo 25 mila persone che vengono nel nostro Paese, e che oltre a commettere dei reati ci costano ancora un sacco di soldi perché li dobbiamo mantenere, non ci sembra una buona cosa». Fin qui le argomentazioni prodotte dal Carroccio. Ma il governo sembra pensarla in maniera opposta. Infatti insiste nel premiare chi commette reati, regalandogli gli arresti domiciliari in alternativa alla detenzione in carcere. Mentre gli onesti cittadini devono continuare a vivere nella paura di restare vittime di reati commessi da stranieri, che magari si ritroveranno pure come vicini di casa. Ma questa soluzione, sottolinea la Lega, comporta un ulteriore aggravio di spese per la sorveglianza dei detenuti ai domiciliari nei rispettivi alloggi. Insomma, un autentico controsenso, ancora più paradossale in tempi di vacche magre come gli attuali. Buonanno ha quindi stigmatizzato la «presa in giro » nei confronti delle forze dell'ordine. «Perché oltre a rischiare la vita con uno stipendio quasi da fame, si ritrovano poi a vedere quelli che commettono i reati che se ne stanno tranquillamente a casa o che, addirittura, se ne vanno fuori perché tanto non hanno niente da perdere e sanno che non gli succederà mai niente» in mancanza di efficaci dispositivi di sorveglianza.
«Nelle carceri italiane ci sono circa 25 mila persone che sono extracomunitarie e che ogni anno costano circa un miliardo e mezzo di euro allo Stato - ha detto Buonanno nel corso di uno dei suoi interventi alla Camera contro il decreto del governo. La soluzione numero uno è la più semplice in linea teorica: abbiamo visto che nella pratica è più difficile, ma bisognerebbe continuare nel lavoro iniziato dall'ex ministro dell'Interno Maroni. Ed è quella di fare in modo che le persone non italiane che stanno nelle nostre carceri vadano a scontare le pene nei Paesi di appartenenza. Questo significherebbe innanzitutto eliminare il problema del sovraffollamento delle carceri e nello stesso tempo ci consentirebbe di risparmiare circa un miliardo e mezzo di euro di costi che non ci competono. Anche perché – ha incalzato Buonanno – già facciamo fatica ad andare avanti,. se poi abbiamo 25 mila persone che vengono nel nostro Paese, e che oltre a commettere dei reati ci costano ancora un sacco di soldi perché li dobbiamo mantenere, non ci sembra una buona cosa». Fin qui le argomentazioni prodotte dal Carroccio. Ma il governo sembra pensarla in maniera opposta. Infatti insiste nel premiare chi commette reati, regalandogli gli arresti domiciliari in alternativa alla detenzione in carcere. Mentre gli onesti cittadini devono continuare a vivere nella paura di restare vittime di reati commessi da stranieri, che magari si ritroveranno pure come vicini di casa. Ma questa soluzione, sottolinea la Lega, comporta un ulteriore aggravio di spese per la sorveglianza dei detenuti ai domiciliari nei rispettivi alloggi. Insomma, un autentico controsenso, ancora più paradossale in tempi di vacche magre come gli attuali. Buonanno ha quindi stigmatizzato la «presa in giro » nei confronti delle forze dell'ordine. «Perché oltre a rischiare la vita con uno stipendio quasi da fame, si ritrovano poi a vedere quelli che commettono i reati che se ne stanno tranquillamente a casa o che, addirittura, se ne vanno fuori perché tanto non hanno niente da perdere e sanno che non gli succederà mai niente» in mancanza di efficaci dispositivi di sorveglianza.

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