“Simone
Girardin”
“La
Padania 06.08.2013”
L'estensione
dei finanziamenti da destinare alle social card solo per i Comuni del Sud ha
fatto arrabbiare e non poco la Lega. Perché se «può anche essere una buona idea»,
il fatto di consegnarla esclusivamente nelle tasche delle aree del Mezzogiorno,
«la rende non più apprezzabile» fa capire Marco Rondini, capogruppo
della Lega in commissione Affari Sociali alla Camera. Stessa cosa per i fondi a
sostegno dei giovani disoccupati, inspiegabilmente indirizzati al solo
meridione. «Di fronte a questi riprovevoli strascichi di politica clientelare
siculocentrica non si può non restare sbigottiti, specie per il fatto che a votarla saranno molti deputati
eletti in quel Nord che continuano ad ignorare», tuona Rondini. Come se i
poveri del settentrione sono diversi da
quelli del meridione, fa intendere ancora l'esponente leghista. Idem i giovani
senza lavoro, ai quali - evidenzia con tono ironico Rondini - «suggerisco di
preparare i bagagli e salire sul primo treno per trasferirsi nel paese di
Bengodi, ossia quella porzione di territorio che inizia con il Lazio e finisce
con la Sicilia.
Sono sicuro che lì non avranno alcun problema a vivere sulle spalle di mamma Stato che paga medicinali, cibo, bollette e che finanzia attività imprenditoriali senza batter ciglio. Noi della Lega Nord, negli ultimi vent'anni, abbiamo svelato ingiustizie, doppiopesismo e scandali del Sud. Ebbene, suggerisco di cambiare strategia: trasferiamoci tutti là». Una provocazione politica, certamente. Che però fotografa bene la rabbia di un Carroccio che da 20 anni «svela ingiustizie, doppiopesismo e scandali del Sud». E allora «trasferiamoci tutti là». Di fatto il Decreto Legge del 28 giugno 2013 prevede, tra l'altro, l'estensione della sperimentazione della social card finanziata con 167 milioni nel biennio 2014-2015 per le regioni del Mezzogiorno, con l'obiettivo di promuovere l'inclusione sociale, in aggiunta alle 12 città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona) dove è già operativa. La nuova Social Card è, come si può facilmente capire, una sorta di nuovo ammortizzatore sociale, pensato per offrire un sostegno al reddito per le famiglie che versano in condizioni di grave disagio economico. Una misura notevolmente differente, dunque, rispetto a quella vecchia che era, invece, destinata alle persone che avessero superato i 65 anni e alle famiglie che avessero un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro e figli a carico di età inferiore ai 3 anni. La nuova social card, tuttavia, non va a sostituirsi alla vecchia ma ad affiancarvisi, avendo destinatari e obiettivi profondamente differenti. Ma a beneficiarne saranno solo quelli del Sud. Tanto al Nord i poveri non ci sono... E comunque sono diversi rispetto a quelli del Meridione, almeno a sentire il governo.
Sono sicuro che lì non avranno alcun problema a vivere sulle spalle di mamma Stato che paga medicinali, cibo, bollette e che finanzia attività imprenditoriali senza batter ciglio. Noi della Lega Nord, negli ultimi vent'anni, abbiamo svelato ingiustizie, doppiopesismo e scandali del Sud. Ebbene, suggerisco di cambiare strategia: trasferiamoci tutti là». Una provocazione politica, certamente. Che però fotografa bene la rabbia di un Carroccio che da 20 anni «svela ingiustizie, doppiopesismo e scandali del Sud». E allora «trasferiamoci tutti là». Di fatto il Decreto Legge del 28 giugno 2013 prevede, tra l'altro, l'estensione della sperimentazione della social card finanziata con 167 milioni nel biennio 2014-2015 per le regioni del Mezzogiorno, con l'obiettivo di promuovere l'inclusione sociale, in aggiunta alle 12 città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona) dove è già operativa. La nuova Social Card è, come si può facilmente capire, una sorta di nuovo ammortizzatore sociale, pensato per offrire un sostegno al reddito per le famiglie che versano in condizioni di grave disagio economico. Una misura notevolmente differente, dunque, rispetto a quella vecchia che era, invece, destinata alle persone che avessero superato i 65 anni e alle famiglie che avessero un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro e figli a carico di età inferiore ai 3 anni. La nuova social card, tuttavia, non va a sostituirsi alla vecchia ma ad affiancarvisi, avendo destinatari e obiettivi profondamente differenti. Ma a beneficiarne saranno solo quelli del Sud. Tanto al Nord i poveri non ci sono... E comunque sono diversi rispetto a quelli del Meridione, almeno a sentire il governo.

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