“Andrea Accorsi”
“La Padania 06.08.2013”
Non
bastava la maggioranza. A difendere gli stalker, e ad estendere a loro i
benefici del decreto svuotacarceri, ci si è messo anche Sel, il partito di Nichi
Vendola. È accaduto in occasione del passaggio alla Camera del contestato
provvedimento già approvato dal Senato, dove peraltro dovrà tornare dal momento
che il testo è stato modificato in commissione Giustizia di Montecitorio. Già
Pdl e Pd hanno votato contro un emendamento della Lega Nord che prevedeva l'aumento
della pena per i molestatori, così da escludere il reato di stalking da quelli
compresi nel provvedimento. Forte del successo ottenuto togliendo i benefici della legge ai recidivi,
il Carroccio ha cercato il bis su uno dei reati di maggiore allarme sociale: gli
atti persecutori, come vengono definite nel codice penale le molestie ripetute.
Ma di mezzo, oltre ai capisaldi della maggioranza
che sostiene il governo Letta, ci si è messa a sorpresa anche Sinistra
Ecologia Libertà: i deputati vendoliani hanno infatti votato contro un
emendamento presentato ancora dalla Lega Nord e finalizzato all'aumento di pena
per gli stalker da cinque a sei anni.
Una presa di posizione che il deputato del Carroccio Gianluca Buonanno non ha esitato a definire «vergognosa», ironizzando: «Credo che un nome azzeccato per il loro movimento sarebbe "Sinistra e Impunità", perché hanno venduto la sicurezza dei cittadini onesti di questo Paese». Nel corso del dibattito in Aula, proseguito per tutta la giornata di ieri, la Lega ha tentato ancora una volta di farsi portavoce delle opinioni espresse dalla gente comune, secondo la quale il posto giusto per chi delinque è il carcere, non il proprio domicilio. Senza contare l'assoluta mancanza di meritocrazia del provvedimento, di cui anzi questo è, per usare ancora le parole di Buonanno, «l'esatto contrario, dal momento che spinge chi delinque a fare quello che vuole, tanto non gli capita niente», garantendo di fatto «l'impunità per tutti tranne per una persona, Silvio Berlusconi». Ma se il parlamentare piemontese ha ribattezzato come accennato Sel, ne ha avute anche per il Pd, «il Partito dei Delusi: se vogliono governare in futuro il Paese in maniera più cospicua di adesso, non deve fare simili provvedimenti. E lo dico da uomo di sinistra» ha chiosato Buonanno. «È evidente che i rappresentanti di questa sinistra non hanno più a cuore le sorti di lavoratori, operai e cassintegrati - ha detto in Aula Nicola Molteni, capogruppo in commissione Giustizia per la Lega Nord a Montecitorio, annunciando il voto contrario del Movimento al decreto. Il loro cuore batte invece per rom, extracomunitari e delinquenti. Se oggi venisse fatta una valutazione sull'operato di questo Esecutivo, state certi che otterrebbero il 100% di gradimento, ma solo nei penitenziari. Il Paese vero, il Paese reale, il Paese che lavora con onestà e che produce volterebbe loro le spalle. Anzi, lo ha già fatto».
Una presa di posizione che il deputato del Carroccio Gianluca Buonanno non ha esitato a definire «vergognosa», ironizzando: «Credo che un nome azzeccato per il loro movimento sarebbe "Sinistra e Impunità", perché hanno venduto la sicurezza dei cittadini onesti di questo Paese». Nel corso del dibattito in Aula, proseguito per tutta la giornata di ieri, la Lega ha tentato ancora una volta di farsi portavoce delle opinioni espresse dalla gente comune, secondo la quale il posto giusto per chi delinque è il carcere, non il proprio domicilio. Senza contare l'assoluta mancanza di meritocrazia del provvedimento, di cui anzi questo è, per usare ancora le parole di Buonanno, «l'esatto contrario, dal momento che spinge chi delinque a fare quello che vuole, tanto non gli capita niente», garantendo di fatto «l'impunità per tutti tranne per una persona, Silvio Berlusconi». Ma se il parlamentare piemontese ha ribattezzato come accennato Sel, ne ha avute anche per il Pd, «il Partito dei Delusi: se vogliono governare in futuro il Paese in maniera più cospicua di adesso, non deve fare simili provvedimenti. E lo dico da uomo di sinistra» ha chiosato Buonanno. «È evidente che i rappresentanti di questa sinistra non hanno più a cuore le sorti di lavoratori, operai e cassintegrati - ha detto in Aula Nicola Molteni, capogruppo in commissione Giustizia per la Lega Nord a Montecitorio, annunciando il voto contrario del Movimento al decreto. Il loro cuore batte invece per rom, extracomunitari e delinquenti. Se oggi venisse fatta una valutazione sull'operato di questo Esecutivo, state certi che otterrebbero il 100% di gradimento, ma solo nei penitenziari. Il Paese vero, il Paese reale, il Paese che lavora con onestà e che produce volterebbe loro le spalle. Anzi, lo ha già fatto».

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