venerdì 2 agosto 2013

Solo la Lega è contro le politiche sbagliate sull'immigrazione

“Andrea Accorsi”
“La Padania 02.08.2013”


Sinistra e sindacati sposano le battaglie degli immigrati per l'abolizione del reato di clandestinità e per la concessione indiscriminata della cittadinanza italiana attraverso lo ius soli, ovvero il semplice presupposto che si nasca sul territorio nazionale. Ma non tengono conto degli effetti devastanti che simili concessioni avrebbero sul nostro welfare: dalla sanità alla previdenza sociale, l'aggravio di costi manderebbe in tilt un sistema già in difficoltà per gli alti costi in un periodo di recessione economica. «Le affermazioni del ministro Cecile Kyenge, che ha posto come suoi primi obiettivi la revisione della legge Bossi-Fini e la concessione dello ius soli, sono del tutto fuori luogo, e rischiano di costituire un reale pericolo per il sistema di welfare del nostro Paese». L'altolà arriva dal consigliere regionale veneto Cristiano Corazzari, dopo le parole della nuova ministra all'Integrazione.
La Kyenge ha sempre fatto delle sue battaglie la libera circolazione degli  immigrati, una nuova legge sulla cittadinanza e l'abrogazione della Bossi-Fini. «La contrarietà della Lega allo ius soli e alla cittadinanza facile - argomenta Corazzari - è motivabile con un semplice principio giuridico, che si richiama al decreto legislativo 286/98 e al Dpr 394/99 in attuazione del Testo unico sull'Immigrazione. Per legge, non possono essere espulsi dal Paese i parenti di cittadini italiani fino al secondo grado, cui il Questore deve subito concedere il permesso di soggiorno. Perciò, a meno di una modifica in senso restrittivo della legislazione vigente, garantendo la cittadinanza ai nati entro i nostri confini creeremmo un effetto migratorio a catena, considerando poi che a questa gente spetterebbero tutti i servizi sanitari, l'assegno sociale, le cure mediche, la scolarizzazione e via dicendo. In breve tempo il nostro sistema di welfare impazzirebbe, a vantaggio dei nuovi arrivati e a svantaggio di anziani e disoccupati che per questo Paese hanno lavorato una vita». Per Corazzari, poi, «è fuori luogo che ci vengano sbandierati i diritti dei bambini, perché in Italia essi sono garantiti in ogni loro necessità anche se clandestini. Ma dobbiamo scongiurare nuove ondate migratorie verso il  Paese insiste il consigliere leghista -, favorite anche da una legislazione permissivista che contrasta non solo col buonsenso, ma anche coli momento di crisi pesante che si sta vivendo e con l'allarme del presidente Inps Mastrapasqua per cui entro il 2015 si potrebbe non essere più in grado di garantire le pensioni. Voglio fare mie, in conclusione - prosegue Corazzari -, le parole di Toni lwobi, nigeriano e assessore leghista in un Comune della Bergamasca (Spiano, nda, dov'è assessore esterno ai Servizi sociali), che ha precisato come l’integrazione non abbia bisogno di tutori o di un ministro, giacché è semplice dovere individuale di ogni straniero».   

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