“Iva Garibladi”
“La Padania 02.08.2013”
Nel giorno
in cui tutti gli occhi della stampa e della politica sono puntati verso la
Cassazione in attesa della sentenza Berlusconi, alla Camera, quasi in sordina
vanno in scena le riforme. O meglio il d i segno di legge costituzionale con il
quale si prevede l'istituzione del Comitato dei 42 che dovrà affrontare il nodo
delle riforme. La Camera ha affrontato il lungo dibattito con una grande
partecipazione della Lega Nord dove sono stati numerosissimi gli interventi
proprio a sostegno dell'interesse del Carroccio sul tema. Cristian Invernizzi, Matteo
Bragantini, Gianluca
Buonanno, Guido Guidesi, Marco Rondini e Massimiliano Fedriga si sono avvicendati
nell'Aula di Montecitorio per spiegare i motivi per cui è fondamentale che il
Governo mantenga la promessa di realizzare le riforme in un anno e mezzo come
ha detto il premier Letta di fronte alle camere al momento del suo
insediamento.
E la Lega si è battuta, con Giancarlo Giorgetti, proprio perché fossero rispettati i tempi. Terminata la fase della discussione generale resta solo il voto che è già previsto alla ripresa dei lavori, tra il 6 e il 9 settembre prossimi. «Vogliamo essere protagonisti nel processo delle riforme nei contenuti ma anche cercando di incidere sui tempi e fare in modo che il governo mantenga almeno una delle tante promesse fatte, ovvero l'arrivo delle riforme entro diciotto mesi» incalza il vicecapogruppo a Montecitorio Bragantini. «La Lega Nord ha aperto questa sfida riformatrice tanti anni fa con l'approvazione della devolution che prevedeva tra le altre disposizioni la riduzione del numero dei parlamentari e il Senato federale, e con l'approvazione del federalismo fi scale il principio che le regioni e gli enti locali debbano avere delle adeguate risorse proprie». «Purtroppo di queste due riforme la prima è stata bocciata per motivi politici - spiegano Invernizzi e Guidesi - la seconda è ancora ferma a causa del governo Monti che non ha voluto fare i decreti attuativi necessari. Noi sosterremo con forza queste riforme e un sistema macroregionale che per noi è garanzia di identità ed espressione del territorio». «Il governo ha un ampio sostegno e dovrà avere il coraggio di affrontare le riforme - aggiungono- ma lo dovrà fare con la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari. Siamo un Paese che risponde ai diktat europei in quanto formalmente parte integrante dell'Ue, ma siamo troppo arretrati come struttura e organizzazione per esserne protagonisti. La Lega Nord sarà il controllore di questa maggioranza, perché chi bloccherà il processo delle riforme se ne dovrà assumere la responsabilità di fronte ai cittadini». Rassicurante in Aula il ministro Gaetano Quagliariello: «Il voto sul provvedimento, come è noto, è già stato fissato per settembre - ha detto - entro la seduta di venerdì 6. Non c'è nessun intento di stravolgere l'art. 138 della Costituzione ma solo la volontà di rafforzarne lo spirito e l'efficacia, con maggiore fluidità nell'esame parlamentare senza strozzare le prerogative delle minoranze», ha detto Quagliariello parlando in aula.
E la Lega si è battuta, con Giancarlo Giorgetti, proprio perché fossero rispettati i tempi. Terminata la fase della discussione generale resta solo il voto che è già previsto alla ripresa dei lavori, tra il 6 e il 9 settembre prossimi. «Vogliamo essere protagonisti nel processo delle riforme nei contenuti ma anche cercando di incidere sui tempi e fare in modo che il governo mantenga almeno una delle tante promesse fatte, ovvero l'arrivo delle riforme entro diciotto mesi» incalza il vicecapogruppo a Montecitorio Bragantini. «La Lega Nord ha aperto questa sfida riformatrice tanti anni fa con l'approvazione della devolution che prevedeva tra le altre disposizioni la riduzione del numero dei parlamentari e il Senato federale, e con l'approvazione del federalismo fi scale il principio che le regioni e gli enti locali debbano avere delle adeguate risorse proprie». «Purtroppo di queste due riforme la prima è stata bocciata per motivi politici - spiegano Invernizzi e Guidesi - la seconda è ancora ferma a causa del governo Monti che non ha voluto fare i decreti attuativi necessari. Noi sosterremo con forza queste riforme e un sistema macroregionale che per noi è garanzia di identità ed espressione del territorio». «Il governo ha un ampio sostegno e dovrà avere il coraggio di affrontare le riforme - aggiungono- ma lo dovrà fare con la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari. Siamo un Paese che risponde ai diktat europei in quanto formalmente parte integrante dell'Ue, ma siamo troppo arretrati come struttura e organizzazione per esserne protagonisti. La Lega Nord sarà il controllore di questa maggioranza, perché chi bloccherà il processo delle riforme se ne dovrà assumere la responsabilità di fronte ai cittadini». Rassicurante in Aula il ministro Gaetano Quagliariello: «Il voto sul provvedimento, come è noto, è già stato fissato per settembre - ha detto - entro la seduta di venerdì 6. Non c'è nessun intento di stravolgere l'art. 138 della Costituzione ma solo la volontà di rafforzarne lo spirito e l'efficacia, con maggiore fluidità nell'esame parlamentare senza strozzare le prerogative delle minoranze», ha detto Quagliariello parlando in aula.

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