venerdì 2 agosto 2013

L’ultima del governo la sanità Lombarda NON è un modello

“Alessandro Montanari”
“La Padania 01.08.2013”

Poi ci si chiede come mai i conti del Paese fanno acqua da tutte le parti. Per forza: se, per esempio, quando c'è da decidere quali siano le regioni punto di riferimento nella sanità vengono "dimenticate" Lombardia e Veneto, è evidente che qualcosa non funziona. O almeno così la pensano Roberto Maroni e Luca Zaia, furiosi dopo l'esclusione delle loro Regioni dalla lista delle tre che saranno il modello per i costi standard in sanità . La Lombardia s i è piazzata quarta, il Veneto quinto. Davanti a loro Emilia-Romagna, Umbria e Marche. La "classifica" , decisa dal governo e discussa durante la conferenza delle Regioni, com'era prevedibile, ha scatenato una marea di polemiche, tanto che la decisione definitiva su chi sarà  davvero il punto di riferimento è stata rimandata a settembre, ufficialmente per «approfondimenti tecnici », in realtà per l'opposizione netta di Lombardia e Veneto. Alle quali si è aggiunto il Piemonte, il cui governatore Roberto Cota ha subito dichiarato che «È stato fatto un evidente errore. La Lombardia e il Veneto sono le regioni più virtuose in assoluto.
Lo sanno tutti». Secondo Maroni invece non si è trattato di un semplice errore, ma di una precisa scelta del governo che però non ha avuto nulla a che fare con la solidità dei conti e l'efficienza del servizio, quanto piuttosto con il colore politico delle amministrazioni regionali. Per il leader della Lega, se si adottasse la classifica proposta dall'esecutivo «Si escluderebbe dalle tre Regioni benchmark l'unica con i conti in regola, che non ha mai sforato e non ha mai avuto alcun piano di rientro: la Lombardia». «Qualcuno al governo non sa fare bene i conti – dice Maroni - se una Regione che ha sempre avuto i conti in ordine e non ha mai chiesto un centesimo allo Stato, non è considerata Regione benchmark, allora vuoi dire che la virtuosità non è un benchmark». «Attualmente - aggiunge Maroni - Umbria, Marche ed Emilia Romagna, che sono ai primi tre posti, hanno avuto dei piani di rientro. Noi mai, ma veniamo esclusi per ragioni politiche a favore d i regioni del centrosinistra». Rincara la dose il governatore del Veneto Zaia: «Aver inserito soltanto al quarto e al quinto posto Lombardia e Veneto, non è soltanto una bieca manovra politica, ma puzza lontano un miglio di voglia o di necessità di non chiudere i rubinetti della spesa agli spreconi». «È universalmente noto ha sottolineato Zaia - che il Veneto costituisce un'eccellenza sanitaria a livello europeo per non dire mondiale e invece ci troviamo, insieme all'altra eccellenza che è la Lombardia, in coda alla classifica dei più virtuosi. Un modo poco elegante per evitare che i fabbisogni standard vengano studiati qui dove una siringa costa 6 centesimi contro i 25 di altre zone, dove un pasto costa 7-8 euro mentre in altre zone arriva fino a 50-60, dove il letto di un ospedale in un mese viene occupato da ben quattro malati contro uno soltanto in  altre regioni». «Se nessuno - conclude Zaia - ha in realtà molta voglia di prendere esempio dalle regioni virtuose, è per consentire a chi non sa amministrare di continuare a sprecare soldi pubblici portando interi sistemi sanitari al collasso. E magari per continuare a tagliare la spesa anche a chi, come il Veneto, non se lo merita». 



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