“Igor
Iezzi”
“La
Padania 09.08.2013”
«Ministero
dell'Integrazione. Un ente inutile, costoso, una fabbrica dell' ipocrisia». Il
Carroccio torna a contestare il progetto che il Governo Letta sta portando
avanti sul tema dell'immigrazione (tra introduzione dello ius soli e abolizione
del reato di clandestinità) e lancia l'idea di una consultazione sul
dipartimento che deve occuparsi proprio di questo tema. «Secondo voi - si è
chiesto Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda - troviamo
500mila cittadini pronti a firmare un Referendum che abolisca questo
Ministero?». Chi subito si schiera contro la possibilità di ascoltare i cittadini
è Cecile Kyenge che siede sulla poltrona di quel dicastero. «A Salvini
chiedo di mettere a disposizione del mio Ministero i soldi che spenderebbe per
fare un referendum per abolirlo» ha ribattuto l'esponente del Pd secondo il
quale «in questo momento i soldi spesi per un referendum per cancellare il mio
ministero servirebbero allo stesso ministero per un piano perfetto
d'integrazione di tutti i cittadini, non solo degli stranieri».
Giusto, perché mai ascoltare i cittadini, meglio aiutare gli stranieri. Che però sono già abbondantemente aiutati: «Quei cattivoni dei cittadini Lombardi hanno curato nei loro ospedali migliaia di immigrati clandestini che ovviamente non hanno pagato un euro. l soldi per quelle cure - ha replicato Salvini - li ha anticipati tutti la Regione Lombardia, governata dai razzisti della Lega, in attesa di essere rimborsata dallo Stato... Italiano. Il debito del Governo nei confronti della Lombardia, e dei suoi cittadini, è ormai di 100 milioni di euro! Quando pensa il governo di Roma, così buono con chi sbarca a Lampedusa, di ripagare questo debito? Sì, perché intanto i nostri anziani pagano i ticket sui farmaci, alla faccia dell'integrazione...» Ma per chi dice, come il ministro all'Integrazione, di «sognare un futuro dell' Italia come Paese multiculturale» non ci sono argomenti che tengono. «Non è più una questione di egoismi o di cittadini stranieri, ma di una nuova cittadinanza, di un'identità italiana rafforzata da va lori che acquisiamo mano a mano che siamo a contatto con altri popoli» spiega il ministro che torna a difendere lo ius soli, il grimaldello per la definitiva invasione del Paese: «Non sono stata io la prima a parlarne, negli anni passati ne ha parlato non solo l'ex ministro per l'Integrazione Riccardi ma anche l'ex presidente della Camera Fini. Forse sono la prima che ha suscitato tanto clamore, perché sono una persona nata in un altro Paese, che ha preso la cittadinanza italiana. Di fatto all'epoca - sostiene lo smemorato ministro - non c'è stata nessuna reazione, la reazione c'è adesso». Forse per questo non vuole il referendum.
Giusto, perché mai ascoltare i cittadini, meglio aiutare gli stranieri. Che però sono già abbondantemente aiutati: «Quei cattivoni dei cittadini Lombardi hanno curato nei loro ospedali migliaia di immigrati clandestini che ovviamente non hanno pagato un euro. l soldi per quelle cure - ha replicato Salvini - li ha anticipati tutti la Regione Lombardia, governata dai razzisti della Lega, in attesa di essere rimborsata dallo Stato... Italiano. Il debito del Governo nei confronti della Lombardia, e dei suoi cittadini, è ormai di 100 milioni di euro! Quando pensa il governo di Roma, così buono con chi sbarca a Lampedusa, di ripagare questo debito? Sì, perché intanto i nostri anziani pagano i ticket sui farmaci, alla faccia dell'integrazione...» Ma per chi dice, come il ministro all'Integrazione, di «sognare un futuro dell' Italia come Paese multiculturale» non ci sono argomenti che tengono. «Non è più una questione di egoismi o di cittadini stranieri, ma di una nuova cittadinanza, di un'identità italiana rafforzata da va lori che acquisiamo mano a mano che siamo a contatto con altri popoli» spiega il ministro che torna a difendere lo ius soli, il grimaldello per la definitiva invasione del Paese: «Non sono stata io la prima a parlarne, negli anni passati ne ha parlato non solo l'ex ministro per l'Integrazione Riccardi ma anche l'ex presidente della Camera Fini. Forse sono la prima che ha suscitato tanto clamore, perché sono una persona nata in un altro Paese, che ha preso la cittadinanza italiana. Di fatto all'epoca - sostiene lo smemorato ministro - non c'è stata nessuna reazione, la reazione c'è adesso». Forse per questo non vuole il referendum.

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