venerdì 9 agosto 2013

Obiettivo giustizia: la parola passi al popolo Parte la campagna d'agosto della lega

“Iva Garibaldi”
“La Padania 09.08.2013”

Parte la campagna d'agosto della Lega Nord. E sarà caldissima. Ma in cantiere ci sono già le proposte per l'autunno. A presentarle lo stesso segretario del Carroccio che ieri nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio ha delineato gli obiettivi da centrare già a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari. Roberto Maroni ha messo in primo piano la  giustizia seguendo un doppio binario: da una parte tre distinte proposte di legge targate Lega Nord che saranno affidate a Nicola Molteni, dall'altra l'adesione ad alcun i quesiti referendari dei radicali. Le proposte di legge che il Carroccio  presenterà in Parlamento a settembre sono per l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, per riportare le  indagini preliminari in capo agli organi di polizia e per far scontare agli extracomunitari il carcere nei loro Paesi d'origine. Quest'ultima è la strada da seguire per risolvere alla radice il problema del sovraffollamento carcerario. Altro che svuotacarceri.
Eppure la risposta della maggioranza e del Governo sembra essere solo questa: proprio ieri infatti Palazzo Madama ha licenziato definitivamente il decreto tra benefici premiali e sconti di pena riapre i cancelli delle galere per migliaia di detenuti. «Il problema del sovraffollamento carcerario non si risolve con lo svuotacarceri e men che meno con l'amnistia, se qualcuno lo propone - scandisce Maroni - ci sarà altro che Vietnam o Afghanistan da parte della Lega». «Per  svuotare le carceri - aggiunge - l'unica vera soluzione è che i cittadini extracomunitari scontino carcere nel loro paese di origine fa parte degli accordi internazionali. Presenteremo una proposta di legge che risolva il problema in questo modo». Come realizzare gli accordi Maroni lo sa bene visto che se n'è occupato a lungo quand'era ministro degli Interni: «Bisogna  andare a parlarci e convincerli, io lo avevo fatto da ministro degli Interni nei paesi del Maghreb, c'è già un accordo quadro europeo che lo consente. Noi vogliamo presentare una legge che impegna il governo a fare questo, nel rispetto dei diritti del detenuto: è la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri. Parlamento e governo devono attrezzarsi per trovare le modalità per dargli attuazione». Maroni non perde d'occhio nemmeno l'Esecutivo guidato da Letta: «Un governo che non governa a Roma non mi sta bene perché impedisce anche a me di fare ciò che devo fare come governatore di una Regione». Maroni sottolinea come l'attuale «rapporto tra politica e giustizia» inficia e «mette pressione» anche alle istituzioni e indebolisce la «loro capacità decisionale». Al centro dell'iniziativa leghista resta comunque la giustizia e l'annuncio del sostegno ad alcun i dei quesiti referendari dei radicali. «Ho sentito Marco Pannella - dice Maroni - e ci stiamo muovendo per dare il nostro contributo come organizzazione ad alcun i referendum». Ma il segretario chiarisce che il sostegno alla raccolta firma è per tre quesiti sulla giustizia e per la richiesta dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. In particolare si tratta del referendum che prevede la separazione delle carriere dei magistrati per il rientro nelle funzioni proprie dei magistrati fuori ruolo e la l'introduzione della responsabilità civile dei magistrati secondo il principio che chi sbaglia paga, anche se si tratta di un giudice. «Noi - ha detto il leader della Lega - abbiamo le idee molto chiare. La Lega è stata oggetto di attenzioni quasi mai fondate da parte della magistratura. E' ancora aperta la dolorosa pagina del processo Papalia, dal 1996, penso sia un record. E' stata imputata tutta la Lega, che rischia di essere condannata per reati del codice fascista riesumati per l'occasione, per non parlare delle informazioni fatte trapelare dalla magistratura sulla bufala delle tangenti Finmeccanica, destituita di ogni fondamento. Mi auguro che quando tutto si chiarirà chi ha messo in giro queste oscene insinuazioni paghi il giusto prezzo per quello che ha fatto». Intanto «le nostre denunce sono ancora  sospese». «Presentiamo le proposte sulla giustizia non solo per questo Lega ma perché ci pare che il rapporto tra politica e giustizia abbia evidenziato la incapacità della politica di prendere decisioni. La prima proposta è quindi abolire l'obbligatorietà dell'azione penale. Secondo: per evitare abusi nell'esercizio dell'azione penale, proponiamo una legge ordinaria che riporta le indagini preliminari nella responsabilità della polizia, solo dopo porteranno il fascicolo al pm, così si sottrae la titolarità polizia giudiziaria». Maroni annuncia quindi «l'adesione ad alcuni dei referendum radicali: quello sulla responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere e il rientro dei magistrati fuori ruolo, infine sosterremo quello sull'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Ora invito i nostri militanti ad andare a firmare solo per questi 4 referendum». «Sugli altri referendum il parere resta sospeso - spiega Maroni - sul divorzio breve, ci sono pro e contro, è un tema etico lasciamo libertà di espressione, siamo contrari invece agli altri referendum. E' vero che c'è un abuso della custodia cautelare ma è sbagliato eliminare il requisito della reiterazione del reato, perciò diciamo no a questo referendum. Bocciato anche quello sull'abolizione dell'ergastolo, significa, come ha detto l'altro giorno Molteni, favorire soprattutto boss mafiosi. Siamo contrarissimi - ha ribadito - al referendum che abolisce il reato di immigrazione clandestina e contrari a quello sulle droghe, che prevede niente carcere per i reati minori. Contrari anche al referendum sulla libertà di scelta per la destinazione dell'otto per mille: è un errore perché significa penalizzare le onlus». Presenti alla conferenza anche il capogruppo alla Camera Giancarlo Giorgetti e i componenti in commissione giustizia Nicola Molteni e Angelo Attaguile. «E' una giornata importante - dice Giorgetti - in cui si chiudono i lavori parlamentari e noi chiariamo con quali punti intendiamo ripartire a settembre». Con la giustizia come ha già chiarito Maroni. Ma una giustizia alla portata di tutti i cittadini, che sia a servizio della gente: «A noi interessano i cittadini - dice Maroni – e non i vip». 




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