domenica 11 agosto 2013

Il rapporto debito/Pil dell’Italia di Letta è il peggiore dai tempi del Duce

“lindipendenza.com 10.08.2013”

Con in bilico i rendimenti minimi dei titoli di Stato italiani triennali, si dovrebbe dimenticare il flusso costante di parole senza senso da parte dei leader europei affermanti che il peggio è passato. Tuttavia, a parte la “promessa” sulle operazioni monetarie definitive (Outright monetary transactions, n.d.t) sulla trachea dei bond vigilantes non domestici (combattendo una domanda inesorabile da parte delle banche auto-referenziali e dei fondi pensione che offrono BTP), la situazione resta quantomeno cattiva in termini di debito e PIL, la peggiore dal 1925, quando fu proclamata da Mussolini la dittatura fascista. Letta e la sua maggioranza formano il 64°esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale (e il 27°esimo dal 1980), la sua durata sembra limitata e destinata a non cambiare nulla, con l’Italia che rappresenta il 16,5% del PIL dell’Ue (e la previsione per il prossimo anno è di una contrazione del -1,9%), il PIL reale è oggi più piccolo di quello del 2001.
I tentativi di rilanciare la crescita sono in procinto di finire ancora una volta in meri annunci, con il partito di Berlusconi che minaccia dimissioni di massa. Come abbiamo notato ieri sera, non fatevi ingannare dalla tranquillità apparente in Europa. Via Bloomberg Brief (@EconomistNiraj) I tentativi del primo ministro Enrico Letta per rilanciare la crescita economica possono essere in pericolo a causa di una tempesta politica innescatasi con la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale. I parlamentari del Popolo della Libertà di Berlusconi stanno minacciando dimissioni di massa le quali farebbero cadere il governo di coalizione a meno che il presidente Giorgio Napolitano non grazi Berlusconi.






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