“mi-lorenteggio.it 09.08.2013”
Regione Lombardia, attraverso la Direzione generale
Agricoltura, ha stanziato 2,5 milioni di euro per interventi a favore del
sistema agro-silvo-pastorale della montagna. REGIONE ATTENTA ALLA MONTAGNA
- "Questo importante stanziamento, previsto dalla Legge 31/2008, -
dichiara l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava - a cui si
aggiungono altre Misure alimentate dal Programma di sviluppo rurale, è frutto
dell'attenzione di Regione Lombardia alle zone svantaggiate di montagna. Le
risorse, in particolare, saranno destinate al miglioramento delle condizioni
igienico-sanitarie dei caseifici di montagna, dove si trasforma direttamente il
latte prodotto dal bestiame, che pascola libero negli alpeggi d'alta
quota". UE IMPONE REQUISITI SEVERI E COSTOSI - La normativa
comunitaria impone, a tutela della salute e della sicurezza alimentare e del
consumatore, requisiti molto severi e costosi anche per queste strutture di
caseificazione di ridotte dimensioni e gestite da secoli direttamente dai
caricatori d'alpeggio e dai loro familiari. TUTELARE VALORE PRODUZIONI -
"L'obiettivo - illustra Fava - è di tutelare l'enorme valore alimentare e
tradizionale delle produzioni, dando continuità all'antica tradizione di
altissimo valore ambientale, che vede i caricatori d'alpeggio, nei mesi estivi,
portare ('caricare' in gergo tecnico) il bestiame dalle stalle di fondo valle e
di pianura su nelle praterie naturali d'alta quota".
"Nelle praterie pascolate, infatti, - spiega l'assessore - vivono molte più specie botaniche rispetto alle zone riprese da rododendri, ginepri, ontani, larici e pini mughi. Un numero enormemente superiore di farfalle e coleotteri vive nelle cenosi erbacee pascolate e i pulcini dei tetraonidi, quali il gallo forcello, il cedrone e la pernice, hanno in queste aree aperte maggiori possibilità di sopravvivenza". NECESSARIA COOPERAZIONE TRA ISTITUZIONI E IMPRESE - "Se pensiamo - conclude l'assessore - che in Lombardia abbiamo oltre 800 alpeggi, risulta facile comprendere come, senza questa mutua cooperazione tra Istituzioni pubbliche ed imprese, si andrebbe incontro a un grave declino ambientale, oltre che produttivo". Le domande pervenute sono state selezionate dalle 23 Comunità montane della Lombardia, le quali verificano la progettazione e la conformità delle opere realizzate e controllano i tempi di esecuzione. Gli interventi sono realizzabili solo nei mesi estivi, a causa del freddo e della neve che impedisce l'accesso ed i lavori da ottobre a maggio.
"Nelle praterie pascolate, infatti, - spiega l'assessore - vivono molte più specie botaniche rispetto alle zone riprese da rododendri, ginepri, ontani, larici e pini mughi. Un numero enormemente superiore di farfalle e coleotteri vive nelle cenosi erbacee pascolate e i pulcini dei tetraonidi, quali il gallo forcello, il cedrone e la pernice, hanno in queste aree aperte maggiori possibilità di sopravvivenza". NECESSARIA COOPERAZIONE TRA ISTITUZIONI E IMPRESE - "Se pensiamo - conclude l'assessore - che in Lombardia abbiamo oltre 800 alpeggi, risulta facile comprendere come, senza questa mutua cooperazione tra Istituzioni pubbliche ed imprese, si andrebbe incontro a un grave declino ambientale, oltre che produttivo". Le domande pervenute sono state selezionate dalle 23 Comunità montane della Lombardia, le quali verificano la progettazione e la conformità delle opere realizzate e controllano i tempi di esecuzione. Gli interventi sono realizzabili solo nei mesi estivi, a causa del freddo e della neve che impedisce l'accesso ed i lavori da ottobre a maggio.

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