“La
Padania 08.08.2013”
«Dopo due
indecenti svuotacarceri e dopo due vergognosi indulti mascherati che metteranno
in libertà migliaia di criminali, il Pd ha pensato di proporre l'abolizione dell'ergastolo,
che altro non è che un regalo alla mafia e alla criminalità organizzata. l
cittadini onesti chiedono più sicurezza, più legalità e certezza della pena non
certamente l'abolizione dell'ergastolo». Non usa mezzi termini Nicola Molteni,
capogruppo in Commissione Giustizia per la Lega Nord a Montecitorio, nel bacchettare il
centrosinistra che - secondo lo stesso esponente del Carroccio - avrebbe ormai
gettato la maschera, manifestandosi per ciò che veramente è: «Un movimento che
ha cuore le sorti di delinquenti e criminali e non più quelle di operai e
lavoratori». Di fatto è Danilo Leva, avvocato 35enne e responsabile Pd per la
giustizia, a spiegare bene l'andazzo: «Sul carcere il partito, dopo l'estate,
avanzerà una proposta sì sull'abolizione dell'ergastolo».
Leva, che in un'intervista al Foglio esprime preoccupazione anche sulla carcerazione preventiva, annota: «Non si può continuare così, troppe persone in carcere senza condanna. Credo siano due i problemi che andrebbero affrontati. Uno riguarda il carcere, l'altro l'organizzazione della magistratura». Ma per Molteni, che fa sue alcune riflessioni del sindacato di polizia carceraria, nonostante i vari indulti mascherati che si sono susseguiti, «dall'agosto scorso a oggi il numero di detenuti è diminuito solo di mille unità. A questo punto è lampante che per risolvere il problema sovraffollamento la sola cosa da fare è pianificare una seria edilizia carceraria e far scontare la pena ai circa 23.000 detenuti stranieri nei rispettivi Paesi d'origine. Non si azzardi questa traballante maggioranza a proporre amnistie, da qui a qualche mese, o la risposta della Lega sarà durissima sia in Parlamento che nelle piazze».
Leva, che in un'intervista al Foglio esprime preoccupazione anche sulla carcerazione preventiva, annota: «Non si può continuare così, troppe persone in carcere senza condanna. Credo siano due i problemi che andrebbero affrontati. Uno riguarda il carcere, l'altro l'organizzazione della magistratura». Ma per Molteni, che fa sue alcune riflessioni del sindacato di polizia carceraria, nonostante i vari indulti mascherati che si sono susseguiti, «dall'agosto scorso a oggi il numero di detenuti è diminuito solo di mille unità. A questo punto è lampante che per risolvere il problema sovraffollamento la sola cosa da fare è pianificare una seria edilizia carceraria e far scontare la pena ai circa 23.000 detenuti stranieri nei rispettivi Paesi d'origine. Non si azzardi questa traballante maggioranza a proporre amnistie, da qui a qualche mese, o la risposta della Lega sarà durissima sia in Parlamento che nelle piazze».

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