“Iva Garibladi”
“La Padania 01.08.2013”
Se sei
giovane e disoccupato del Sud arriva l'aiutino. La marcia in più per il Meridione
arriva con il decreto lavoro approvato ieri dal Senato con il voto contrario della
Lega Nord. L'ennesima vergogna del Governo Letta che distingue tra figli e
figliastri. «Non è possibile né accettabile - dice Manuela Munerato - che
in nome di una perdurante 'questione meridionale'
si continuino a sprecare risorse e denaro, a danno di quelle regioni che
rappresentano il traino dell'economia. E' vergognoso che su un provvedimento che
dovrebbe recare misure in favore di famiglie e lavoratori i l governo non si sia
confrontato con il Parlamento, ma abbia imposto la decretazione d' urgenza. Letta
ha compiuto questa scelta perché purtroppo come nella peggiore tradizione democristiana
tergiversa, rimanda, non decide.
Questo decreto è lo specchio di questo atteggiamento, non si decide nulla ma si continua sulla strada dell'assistenzialismo all'italiana con soldi buttati al Sud dove spari ranno tra le maglie delle inefficienze e non investiti nel lavoro e nella produzione del Nord». Il decreto parla chiaro: sono stati stanziati 500 milioni per le regioni del Sud e 294 per le altre per gli anni 2013-2016. Per le nuove assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni, è prevista la decontribuzione fino a un tetto di 650 euro al mese per 18 mesi (se si tratta di nuova assunzione; se si stabilizza un contratto a termine lo sgravio dura 12 mesi). L'assunzione deve riguardare giovani tra i 18 e i 29 anni senza impiego da almeno 6 mesi, o senza un titolo di scuola media superiore o professionale. Escluse le assunzioni per lavoro domestico. L'obiettivo per il ministro del welfare è creare 100.000 nuovi posti di lavoro. Che ci riesca davvero è tutto un altro discorso. Per il Sud c'è anche un altro regalino: sono stati infatti stanziati anche 168 milioni di euro (coinvolti circa 80mila giovani) per borse di tirocinio formativo per giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione (i neet). E anche la social card per i più svantaggiati ha una marcia in più se è del Sud. Ma il decreto contiene anche altre misure: lo slittamento dell'aumento dell'Iva dal 21% al 22% e le misure necessarie per il rinvio del pagamento dell'Imu sulla prima casa. L'aumento dell'aliquota Iva avrebbe dovuto scattare a partire dal primo luglio passando dal 21 al 22%. Ma è slittato al 1 ottobre. Il problema è che per finanziare questo rinvio il decreto individua le coperture finanziarie nell'aumento degli anticipi Irpef di fine anno e altri incrementi di imposta come quello sulle cosiddette sigarette elettroniche. Via libera allo sblocco di altri 20-25 miliardi di debiti della Pa e stop alle pubblicità per le sigarette elettroniche «Il decreto su Imu e Cassa in Deroga - dice Munerato si è rivelato una farsa, considerato che non si è affrontato il problema, bensì solo rinviato nel tempo lo stesso è accaduto con l'Iva. Provate a scendere dall'auto blu e muovervi senza scorta tra i cittadini, tra coloro che ci hanno eletto, e permettetemi di ricordare che sono loro che ci stanno pagando lo stipendio, e subito vi rendereste conto che non sono ignoranti come voi credete. Quando un popolo è alla fame, per quanto sia civile e democratico, può avere delle reazioni incontenibili». «Un 'altra cosa è veramente vergognosa - spiega Munerato - usare due pesi e due misure nei confronti dei cittadini del Nord e del Sud». «Dei tanti obiettivi dichiarati (promozione dell'occupazione, incentivi per i giovani, interventi in favore della coesione sociale, ecc.) quello che attua questo provvedimento è l'ennesimo assistenzialismo nei riguardi dei disoccupati ed inoccupati del Sud, finendo per sussidiare, attraverso la decontribuzione, l'assunzione di giovani residenti nel Mezzogiorno. Siete solo capaci di prendere in giro gli italiani - conclude Munerato - e in particolar modo il Nord». Nella stessa giornata in cui il Senato ha approvato le nuove norme sul lavoro arriva la bacchettata dell'Ue che invita l'Italia ad adottare le misure necessarie per rilanciarlo: «La ricetta della Commissione Ue per combattere la disoccupazione - dice Massimiliano Fedriga - non è altro che ciò che la Lega Nord ripete da mesi. Abbiamo presentato proposte di legge ed emendamenti finalizzati alla detassazione del lavoro ma questo Governo sordo, spalleggiato dalla maggioranza, non ha mai ascoltato le nostre istanze incisive e di buon senso». Secondo l'esponente del Carroccio «Fino ad oggi abbiamo assistito a tutta una serie di sterili spot ma nulla di minimamente vicino al concreto. Presenteremo alla Camera una serie di emendamenti al Decreto Lavoro, che vanno esattamente nel senso delle indicazioni della Commissione Ue, con l'auspicio che si esca dal pantano nel quale Letta e i suoi ci hanno cacciato».
Questo decreto è lo specchio di questo atteggiamento, non si decide nulla ma si continua sulla strada dell'assistenzialismo all'italiana con soldi buttati al Sud dove spari ranno tra le maglie delle inefficienze e non investiti nel lavoro e nella produzione del Nord». Il decreto parla chiaro: sono stati stanziati 500 milioni per le regioni del Sud e 294 per le altre per gli anni 2013-2016. Per le nuove assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni, è prevista la decontribuzione fino a un tetto di 650 euro al mese per 18 mesi (se si tratta di nuova assunzione; se si stabilizza un contratto a termine lo sgravio dura 12 mesi). L'assunzione deve riguardare giovani tra i 18 e i 29 anni senza impiego da almeno 6 mesi, o senza un titolo di scuola media superiore o professionale. Escluse le assunzioni per lavoro domestico. L'obiettivo per il ministro del welfare è creare 100.000 nuovi posti di lavoro. Che ci riesca davvero è tutto un altro discorso. Per il Sud c'è anche un altro regalino: sono stati infatti stanziati anche 168 milioni di euro (coinvolti circa 80mila giovani) per borse di tirocinio formativo per giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione (i neet). E anche la social card per i più svantaggiati ha una marcia in più se è del Sud. Ma il decreto contiene anche altre misure: lo slittamento dell'aumento dell'Iva dal 21% al 22% e le misure necessarie per il rinvio del pagamento dell'Imu sulla prima casa. L'aumento dell'aliquota Iva avrebbe dovuto scattare a partire dal primo luglio passando dal 21 al 22%. Ma è slittato al 1 ottobre. Il problema è che per finanziare questo rinvio il decreto individua le coperture finanziarie nell'aumento degli anticipi Irpef di fine anno e altri incrementi di imposta come quello sulle cosiddette sigarette elettroniche. Via libera allo sblocco di altri 20-25 miliardi di debiti della Pa e stop alle pubblicità per le sigarette elettroniche «Il decreto su Imu e Cassa in Deroga - dice Munerato si è rivelato una farsa, considerato che non si è affrontato il problema, bensì solo rinviato nel tempo lo stesso è accaduto con l'Iva. Provate a scendere dall'auto blu e muovervi senza scorta tra i cittadini, tra coloro che ci hanno eletto, e permettetemi di ricordare che sono loro che ci stanno pagando lo stipendio, e subito vi rendereste conto che non sono ignoranti come voi credete. Quando un popolo è alla fame, per quanto sia civile e democratico, può avere delle reazioni incontenibili». «Un 'altra cosa è veramente vergognosa - spiega Munerato - usare due pesi e due misure nei confronti dei cittadini del Nord e del Sud». «Dei tanti obiettivi dichiarati (promozione dell'occupazione, incentivi per i giovani, interventi in favore della coesione sociale, ecc.) quello che attua questo provvedimento è l'ennesimo assistenzialismo nei riguardi dei disoccupati ed inoccupati del Sud, finendo per sussidiare, attraverso la decontribuzione, l'assunzione di giovani residenti nel Mezzogiorno. Siete solo capaci di prendere in giro gli italiani - conclude Munerato - e in particolar modo il Nord». Nella stessa giornata in cui il Senato ha approvato le nuove norme sul lavoro arriva la bacchettata dell'Ue che invita l'Italia ad adottare le misure necessarie per rilanciarlo: «La ricetta della Commissione Ue per combattere la disoccupazione - dice Massimiliano Fedriga - non è altro che ciò che la Lega Nord ripete da mesi. Abbiamo presentato proposte di legge ed emendamenti finalizzati alla detassazione del lavoro ma questo Governo sordo, spalleggiato dalla maggioranza, non ha mai ascoltato le nostre istanze incisive e di buon senso». Secondo l'esponente del Carroccio «Fino ad oggi abbiamo assistito a tutta una serie di sterili spot ma nulla di minimamente vicino al concreto. Presenteremo alla Camera una serie di emendamenti al Decreto Lavoro, che vanno esattamente nel senso delle indicazioni della Commissione Ue, con l'auspicio che si esca dal pantano nel quale Letta e i suoi ci hanno cacciato».

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