“corrieredelveneto.it 01.08.2013”
VENEZIA
- «Ha ragione Marchionne: l'Italia è diventata incompatibile con la libera
impresa e l'unica secessione reale la stanno facendo le nostre aziende fuggendo
e decentrando verso zone d'Europa dove la pressione fiscale è equa, gli
adempimenti sono umani. Nel frattempo Roma cosa fa? Dorme...». Così il
presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta le dichiarazioni dell'ad di Fiat
durante la recente riunione con gli analisti finanziari. Il manager del
Lingotto aveva affermato che «le condizioni industriali in Italia restano
impossibili». «Spesso - spiega Zaia - ricevo rappresentanti di multinazionali
che vengono a presentarmi progetti chiavi in mano i quali prevedono
investimenti e nuovi posti di lavoro per il Veneto. L'unica cosa che davvero li
preoccupa è non rimanere invischiati nell'«Ufficio complicazione affari
semplici», nei rinvii e nei paradossi burocratici, nell'intrico di regole e di
leggi che si smentiscono l'un l'altra».
«Decine di adempimenti su ogni
bicchiere di vino che viene prodotto da imprenditori veneti che stanno
mostrando la polvere ai francesi - prosegue il presidente della Regione -, una
pressione fiscale che ha superato ogni limite mondiale e si aggira fra il 65 e
il 68%, sessantotto dichiarazioni per svolgere una attività, anche minima, di
import-export; peregrinazioni fra decine di uffici per svolgere adempimenti; 31
miliardi di costo l'anno per adempiere a tutti gli obblighi di legge e dai 30
ai 100 giorni di lavoro rubati dalla burocrazia al lavoro in impresa». «Non
lamentiamoci poi se gli investimenti non prendono in considerazione il nostro
paese - conclude Zaia - insomma, stiamo ammazzando definitivamente le imprese e
la voglia di intraprendere».

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