mercoledì 7 agosto 2013

Così i grillini hanno salvato l'esecutivo facendo leva sul Pdl

“Andrea Accorsi”
“La Padania 07.08.2013”

Sta' a vedere che se il governo sta ancora in piedi, Letta deve ringraziare i grillini. Dietrologie? Forse. Fantapolitica? Non proprio. Riepiloghiamo alcun i fatti avvenuti a cavallo dell'ultimo fine settimana. Dopo vent'anni di "assedio" giudiziario, Berlusconi alfine capitola, si becca una condanna definitiva e deve lasciare la scena politica, per sentenza della  magistratura. Tutti si aspettano, ragionevolmente, che sia la fine per la maggioranza contro natura che regge l'Esecutivo: resta solo da vedere se saranno i fedeli del Cavaliere a mollare tutto, o il Pd a buttare fuori l'alleato più scomodo che si possa immaginare, e divenuto ora insostenibile. Invece non accade nessuna delle due cose: nel Pd1 -è cronaca di ieri - il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, getta acqua sul fuoco e respinge ogni ipotesi di crisi di governo in nome della stabilità perché, sostiene, «la gente ha bisogno di certezze». Dal Pd, nel frattempo, si sono levate solo voci più o meno di maniera per difendere l'operato della magistratura. Il segretario in persona, Guglielmo Epifani, recita come un mantra il pensiero secondo cui la sentenza di condanna a Berlusconi «va rispettata ed eseguita». Quindi - è ancora notizia di ieri - Epifani convoca la direzione del partito per domani sera, giovedì, presente lo stesso Enrico Letta. Di mezzo, però, c'è stata una intromissione non da poco, che ha visto protagonisti i grillini. O, almeno, alcuni di loro.
Nelle prime ore seguite alla condanna della Corte di Cassazione sul caso Mediaset, il Cavaliere ha detto chiaro e tondo di voler tornare alle urne al più  presto se il Capo dello Stato non gli avesse concesso la grazia. Di qui l'ipotesi che il governo avesse non i giorni, ma le ore contate. Senonché in soccorso dell'Esecutivo si è mosso il capogruppo dell'M5s alla Camera, Riccardo Nuti. Con una e-mail inviata ai deputati del Movimento e resa nota da Repubblica, Nuti ha illustrato quello che avrebbe dovuto fare il Pd: «Chiudere con il governo, fare una legge elettorale con noi e andare a votare». Un'apertura in «Riccardo Nuti, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera piena regola al Pd, dunque, insieme al quale il capogruppo grillino proponeva di lavorare alla nuova legge elettorale ma anche su «reddito di cittadinanza, misure per le piccole e medie imprese,  abolizione del finanziamento pubblico, legge sul conflitto d'interesse». Alla proposta non è seguita alcuna riunione dei parlamentari grillini per discuterla. È noto che Grillo è contrario a qualsiasi compromesso col Pd o col Pdl, ed è sempre  pronto a sconfessare chiunque dei suoi lavori in questa direzione. Eppure quelli pronti a farlo non mancano, specie col Pd. Quella prospettata da Nuti, insomma, sarebbe una prospettiva gradita da diversi parlamentari a 5 Stelle. Un po' tardiva, la  smentita di Nuti a Repubblica arriva via Facebook per definire «ovviamente falsa» l'ipotesi di un'apertura al Pd. L'e-mail era stata spedita appena poche ore prima che la Suprema Corte confermasse la condanna di Berlusconi. «Se Napolitano non scioglie le Camere», vi si legge, «toccherebbe a noi governare». Sarà un caso ma dopo che questa lettera, vera o falsa che sia, è stata recapitata, dal Pdl sono partiti i dietrofront sull'ipotesi di scaricare Letta e aprire la crisi di governo. Come dire: piuttosto che lasciare il posto ai grillini, il Pd conti pure su di noi per proseguire l'attività di governo. Se non è realpolitik questa...




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