mercoledì 7 agosto 2013

Malta rifiuta le imposizioni Ue e non fa sbarcare 102 clandestini

“Nicola Leoni”
“La Padania 07.08.2013”


Braccio di ferro tra l'Unione Europea e Malta cui si chiede che faccia sbarcare sul proprio territorio i 102 migranti che sono  stati recuperati in mare e che La Valletta vorrebbe rimandare in Libia. «A questo punto è dovere umanitario delle autorità maltesi permettere che queste persone sbarchino», ha detto il commissario per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom, sottolineando che a bordo della nave vi sono quattro donne incinte, un neonato ed una donna ferita. «Il capitano della nave ha mandato una richiesta urgente per il ricovero della donna ferita», ha aggiunto. Il governo maltese sostiene che l'équipe medica mandata a bordo della nave ha stabilito che non vi è necessità di trasferire nessuno. E ha detto che l'esercito ha consegnato cibo e acqua ai migranti che sono stati messi in salvo domenica scorsa da una nave battente bandiera liberiana che li ha recuperati da un'imbarcazione più piccola al largo delle coste della Libia. Il capitano della Salamis ha ignorato gli ordini del governo maltese, che gli ingiungeva di riportare i migranti in Libia, e ha continuavo alla volta di Malta, sua destinazione finale. «Il capitano della nave ha rispettato i suoi doveri umanitari», ha detto ancora  Malmstrom.
Ma le forze maltesi hanno intercettato la Salamis a 40 chilometri a largo delle coste, appena fuori le acque territoriali maltesi. Il governo maltese ha risposto alla Ue ribadendo il divieto di sbarco agli immigrati che si trovano a bordo della nave cisterna Mv Salamis, sostenendo che il capitano dell' imbarcazione non ha eseguito degli ordini «molto chiari». Malta insiste sul fatto che il capitano della nave era stato avvertito «nel modo più chiaro che non aveva  l'autorizzazione all'attracco» e che ha ignorato le istruzioni che gli aveva dato la Marina maltese di invertire la rotta verso la Libia. Gli esponenti del Carroccio plaudono alla determinazione del piccolo Stato insulare: «Quando si parla di migranti si parla di persone che, nel rispetto delle nostre leggi, entrano legalmente nel Paese. Gli altri sono clandestini, punto. E come tali vanno trattati. E cacciati se questo prevede la legge», afferma in una nota Gianluca Pini, vice presidente della Lega Nord alla Camera che aggiunge: «Per questo sarebbe saggio prendere esempio da Malta: i clandestini sono da respingere senza se e senza ma. Con buona pace dei terzomondisti da salotto che con il loro buonismo alimentano la criminalità  organizzata». «Il governo di Malta, nonostante le minacce dell'Unione Europea, tiene duro e vieta ad una nave straniera con 102 clandestini a bordo di avvicinarsi all'isola. Fa bene? No, fa benissimo», scrive dal canto suo su Facebook il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini. Il motivo del contendere tra Europa e Malta è l'enorme zona marittima di ricerca e soccorso (Search and Rescue, Sar) di quasi 250.000 chilometri quadrati che Malta reclama nonostante il suo territorio insulare sia di appena 315 chilometri quadrati. La zona reclamata da Malta include persino le acque territoriali italiane delle Isole Pelagie, Lampedusa compresa. Proprio Lampedusa costituisce una delle ragioni centrali della disputa: Malta sostiene che i migranti salvati nella sua zona di ricerca e soccorso debbano essere trasportati sull'isola italiana, qualora questa sia l'approdo più vicino per i mezzi di salvataggio. Malta non accetta in sostanza il principio, codificato nel 2004 nell'ambito della Convenzione Solas (1974) e della Convenzione di Amburgo (1979), secondo cui il posto sicuro (piace of safety) in cui sbarcare i migranti va individuato tra i porti del paese che è titolare della zona Sar. 

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