“Iva
Garibaldi”
“La
Padania 07.08.2013”
Decreto
del non-fare è alle ultime battute ma la maggioranza schizofrenica e il Governo
del dis-fare non riescono a mettere la parola fine al provvedimento che
continua a fare la navetta tra le due Camere. E questo solo per correggere
qualche errore madornale come
l'introduzione del Durt, il documento unico di regolarità tributaria, «una
stupidata voluta dai grillini alla Camera» ricorda Massimo Bitonci mentre
il Senato ancora non ha ultimato la seconda lettura del decreto che deve essere
convertito, pena la sua decadenza, prima della pausa estiva. Il Durt comunque
non c'è più e questo è accaduto perché la Lega Nord per prima aveva denunciato l'obbrobrio
introdotto durante l'esame della Camera. Ma nel complesso il provvedimento è
davvero di scarsissima concretezza tanto che il voto finale del Carroccio, previsto
per questa mattina, sarà contrario. «Questo decreto del "non Fare" è
un provvedimento inconsistente - dice Silvana Comaroli - che non prevede
alcuna soluzione concreta volta a migliorare e rilanciare l'economia del Paese.
Purtroppo non sono state prese in considerazione molte proposte della Lega Nord orientate a risolvere la crisi del lavoro e dell'occupazione. Tuttavia, una delle poche note positive è l'approvazione del nostro emendamento sull'Expo che estende la deroga per l'assunzione di persona le con contratti a tempo determinato anche alle società in house che fanno prestazione di servizi e altre attività. È una boccata di ossigeno per 500 mila persone che potranno contare sull'introduzione di norme più flessibili per accedere nel mondo del lavoro». Ma la Lega riesce a dare anche un altro ceffone al Governo e alla maggioranza: ieri infatti è passato, contro il parere del Governo con i voti favorevoli della Lega, Pdl e Gal, un ordine del giorno a prima firma Jonny Crosio per l'abolizione della tassa governativa sui telefoni cellulari. «L'impegno ad abolire la tassa sui telefonini è una grande vittoria della Lega Nord e una sconfitta per il governo Letta - dice Crosio che ha dato parere contrario alla cancellazione di questa odiosa imposta. Quella sui cellulari è una tassa assurda nata negli anni '90 come imposta di lusso, mentre oggi i telefonini sono uno strumento di lavoro e un bene di largo consumo». Altra nota positiva è la conferma a Torino per la sede dell'Authority: «Bene - dice Crosio - abbiamo sconfitto le lobby romano-centriche che hanno cercato di far decadere questa decisione». Ma il giudizio ovviamente resta molto critico: «Questo decreto è un minestrone - dice Nunziante Consiglio - che non serve a risolvere i problemi del Paese e a favorire una ripresa orientata alla preservazione del tessuto industriale, dello stato sociale e della dinamica tra categorie. E' tuttavia utile ad adempiere puntualmente ai dettami della Commissione europea e dell'asse francotedesco». Consiglio che ricorda la presentazione da parte della Lega Nord di «una serie di emendamenti orientati al taglio della spesa e all'applicazione dei costi standard che, se recepiti, avrebbero portato risorse a questo Paese senza l'imposizione di nuove tasse». «Invece - sostiene il senatore del Carroccio - il governo ha imposto in pochi giorni la conversione di sette decreti che sinceramente meritavano più rispetto e più attenzione per le materie trattate, visto anche il momento drammatico che sta attraversando il Paese». «La Lega Nord ha sempre manifestato la volontà di sostenere le misure che possono aiutare il rilancio dell'economia e a cui il decreto avrebbe dovuto essere mirato - dice Patrizia Bisinella - ma purtroppo il provvedimento in esame contiene solo degli annunci». Per la relatrice di minoranza «colpisce inoltre che non ci sia nulla per ridurre davvero la spesa pubblica corrente. Anzi, con molte delle misure inserite si determina un aumento della spesa pubblica e quindi del nostro debito».
Purtroppo non sono state prese in considerazione molte proposte della Lega Nord orientate a risolvere la crisi del lavoro e dell'occupazione. Tuttavia, una delle poche note positive è l'approvazione del nostro emendamento sull'Expo che estende la deroga per l'assunzione di persona le con contratti a tempo determinato anche alle società in house che fanno prestazione di servizi e altre attività. È una boccata di ossigeno per 500 mila persone che potranno contare sull'introduzione di norme più flessibili per accedere nel mondo del lavoro». Ma la Lega riesce a dare anche un altro ceffone al Governo e alla maggioranza: ieri infatti è passato, contro il parere del Governo con i voti favorevoli della Lega, Pdl e Gal, un ordine del giorno a prima firma Jonny Crosio per l'abolizione della tassa governativa sui telefoni cellulari. «L'impegno ad abolire la tassa sui telefonini è una grande vittoria della Lega Nord e una sconfitta per il governo Letta - dice Crosio che ha dato parere contrario alla cancellazione di questa odiosa imposta. Quella sui cellulari è una tassa assurda nata negli anni '90 come imposta di lusso, mentre oggi i telefonini sono uno strumento di lavoro e un bene di largo consumo». Altra nota positiva è la conferma a Torino per la sede dell'Authority: «Bene - dice Crosio - abbiamo sconfitto le lobby romano-centriche che hanno cercato di far decadere questa decisione». Ma il giudizio ovviamente resta molto critico: «Questo decreto è un minestrone - dice Nunziante Consiglio - che non serve a risolvere i problemi del Paese e a favorire una ripresa orientata alla preservazione del tessuto industriale, dello stato sociale e della dinamica tra categorie. E' tuttavia utile ad adempiere puntualmente ai dettami della Commissione europea e dell'asse francotedesco». Consiglio che ricorda la presentazione da parte della Lega Nord di «una serie di emendamenti orientati al taglio della spesa e all'applicazione dei costi standard che, se recepiti, avrebbero portato risorse a questo Paese senza l'imposizione di nuove tasse». «Invece - sostiene il senatore del Carroccio - il governo ha imposto in pochi giorni la conversione di sette decreti che sinceramente meritavano più rispetto e più attenzione per le materie trattate, visto anche il momento drammatico che sta attraversando il Paese». «La Lega Nord ha sempre manifestato la volontà di sostenere le misure che possono aiutare il rilancio dell'economia e a cui il decreto avrebbe dovuto essere mirato - dice Patrizia Bisinella - ma purtroppo il provvedimento in esame contiene solo degli annunci». Per la relatrice di minoranza «colpisce inoltre che non ci sia nulla per ridurre davvero la spesa pubblica corrente. Anzi, con molte delle misure inserite si determina un aumento della spesa pubblica e quindi del nostro debito».

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