martedì 20 agosto 2013

Arrivati altri 350 clandestini Centri di accoglienza PROSSIMI AL COLLASSO


“Andrea Accorsi”
“La Padania 20.08.2013”

Solo ieri ne sono arrivati altri 350, in quattro sbarchi diversi, avvenuti tutti sulle coste siciliane e in diverse località. Uno stillicidio che, a detta di chi si ne occupa da sempre, non potrà che peggiorare. Il primo risultato tangibile è il collasso delle strutture di prima accoglienza sparse nella Penisola. •Quello che sta succedendo in Egitto - spiega il vice comandante della  Capitaneria di Porto di Catania, Giacomo Salerno – porta questa gente a scappare da dove rischia la vita. Si rifugiano nel primo porto che ritengono più sicuro del loro Paese•. La meta finale è sempre la stessa: l'Italia. IL BILANCIO DELLE ULTIME 24 ORE. Ieri, nell'arco di meno di 24 ore la Guardia Costiera ha soccorso 77 clandestini provenienti dall'Africa, fra cui otto  donne, a bordo d i un gommone al largo di Lampedusa; al largo di Aci Castello, nel Catanese, un barcone con 99 immigrati a bordo
presumibilmente egiziani e siriani, fra cui 11 donne, una della quali incinta, e 17 bambini, è stato raggiunto da motovedette per essere guidato nel porto di Catania; nel Siracusano, sulla spiaggia di San Lorenzo, tra Pachino e Noto, sono approdati altri 150 clandestini che, appena toccata terra, si sono dispersi nella zona circostante; infine, sulle coste agrigentine 15 clandestini, fra cui una donna, sono riusciti ad eludere i controlli e ad approdare direttamente a Siculiana: sono stati intercettati dai carabinieri mentre cercavano di far perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Ai militari hanno riferito di far parte di un gruppo di una trentina di persone lasciate da un' imbarcazione sulla spiaggia di  Torre Salsa. 505 DEI COMUNI AL GOVERNO. L'emergenza immigrati sta mettendo a dura prova i centri di accoglienza. In particolare, nella zona sud orientale della Sicilia, particolari difficoltà si registrano in quello di Pozzallo dove, a fronte di una capienza massima di 130 posti, sono circa 400 i clandestini presenti. L'affollamento rende inevitabili tensioni fra gli immigrati e disagi per la popolazione locale. Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, come nei giorni scorsi ha già fatto quello di Siracusa, Giancarlo Garozzo, ha lanciato un appello alle istituzioni nazionali, in particolare al ministro Alfano, ricordando che per accogliere e •mantenere queste persone dobbiamo anticipare delle somme quando poi, di contro, vantiamo un credito dallo Stato di 700 mila euro. Ci sentiamo abbandonati a noi stessi•. •CIE PRIGIONI PER l POLIZIOTTI•. Il  Ci e Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto (Crotone) è stato chiuso perché alcuni locali sono stati dichiarati inagibili in seguito ad una protesta degli immigrati. Nel Cie nei giorni scorsi un immigrato era morto per cause naturali, mentre la protesta  scoppiata era legata ai tempi di permanenza nel centro. Situazione sotto controllo invece a Lampedusa, dove sono presenti "solo" 250 ospiti, pari alla capienza attuale a fronte degli 800 posti originali. Nel 2011, in piena emergenza sbarchi, infatti, alcuni immigrati durante una rivolta appiccarono un incendio in due padiglioni, rendendoli completamente inagibili. Di •prigione per i poliziotti• parla invece il sindacato di polizia Coisp a proposito del Cie di Gradisca d'Isonzo (Gorizia), teatro sabato scorso della protesta di una trentina di immigrati, saliti sul tetto della struttura dal quale sono scesi solo domenica pomeriggio, dopo avervi trascorso la notte. •Quanto è accaduto e sta accadendo al Cie di Gradisca d'Isonzo - si legge in una nota del Coisp - conferma ancora una volta la volontà di scaricare sulle spalle dei poliziotti le inefficienze causate dall'assenza anche di quel minimo vitale di necessaria programmazione e organizzazione, indispensabile per qualsiasi tipo di servizio di sicurezza pubblica. La struttura è stata, per decreto, ulteriormente "gratificata" dall'istituzione di un Centro di accoglienza a cu i vengono fatti affluire parte delle centinaia di immigrati che sbarcano sulle coste italiane. Per soddisfare questo incremento numerico (nell'ordine di centinaia di persone) non è stato previsto alcun adeguamento del personale, il quale si trova a fronteggiare ogni emergenza in evidente inferiorità numerica•. PRESI QUATTRO SCAFISTI. Di fronte a questo quadro della situazione, assai magra consolazione dà la notizia del fermo di alcuni scafisti, in due diverse  circostanze. La polizia di Ragusa ha fermato un libico, Ayoudi Hamada, 23 anni, già arrestato nel 2011 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e un egiziano, Mohamed Ahmed Mokhar, 24 anni, del barcone soccorso il 9 agosto. Durante quella navigazione due passeggeri pakistani, come raccontato dai sopravvissuti, erano caduti in mare ed erano stati abbandonati senza soccorso. Nella notte, a 3 miglia dalla costa di Capo Teulada (Cagliari) una motovedetta della Guardia Costiera di Cagliari ha fermato un peschereccio presumibilmente algerino che aveva le luci di segnalazione spente: a bordo c'erano due persone che hanno dichiarato di aver smarrito la rotta e che, considerate le spiegazioni poco convincenti, sono state fermate. 




Nessun commento:

Posta un commento