martedì 20 agosto 2013

LA GRANDE TRUFFA DEI CAMPI NOMADI: il Comune di Padova "legalizza" le roulotte


“La Padania 20.08.2013”

Funziona così, secondo quanto testimoniato dalla stampa loca le. Un gruppo di nomadi occupa uno spazio adibito a verde pubblico e lo recinta. Poi lo compra, pagando in contanti, cosa che non è consentita a un contribuente qualsiasi, ovviamente a cifre ridottissime. Il Comune di Padova gli dà un numero civico e la residenza. Avuta la residenza, il gruppo di nomadi può iscriversi alle liste comunali per l'assegnazione di case popolari. A svantaggio di chi, fra i padovani, ne avrebbe davvero diritto. Questo il metodo Zanonato {l'ex sindaco Flavio, ndr) che il suo successore lvo Rossi non ha fatto niente per cambiare". Lo dichiara Massimo Bitonci, presidente dei senatori della Lega e segretario della sezione padovana del Carroccio, commentando l'inchiesta pubblicata dal Gazzettino.
«Questo è un modus operandi che deve finire. Chiederò al ministro Kyenge e al ministro Alfano di rispondere in aula a questa domanda: è giusto premiare chi opera ai margini della legalità a danno di chi già risiede in città e sta scontando sulla sua pelle il peso di una crisi economica causata soprattutto da uno Stato sprecone? Uno Stato che prende al Nord per dare al Sud? Da questa vicenda emerge un razzismo al contrario,  contro i padovani - conclude il politico leghista – contro chi fa parte di una comunità storicamente determinata a vantaggio di un gruppo di privilegiati cari a una parte politica egemone". «Proprio lo scorso anno - spiega il servizio del Gazzettino - di questi tempi scrivevamo dello strano caso di una roulotte di nomadi piazzata in via Ferrera su un'area a verde pubblico e a poca distanza da un gasdotto (quindi in zona pericolosa) alla quale il Comune aveva assegnato il numero civico, come fosse una casa normale. All'epoca in amministrazione si affannarono a dire che era una cosa provvisoria e che la famiglia bosniaca aveva ricevuto più volte l'ordine di andarsene dal terreno che a tutti gli effetti aveva acquistato. Ebbene a distanza di un anno non solo non è cambiato nulla - anzi nel frattempo è stato costruito abusivamente un prefabbricato - ma questo insediamento e tutti gli altri che a poco a poco stanno nascendo in varie zone periferiche della città hanno acquistato piena legittimità. Stiamo parlando di aree "invendibili" sotto alle tangenziali o a ridosso dell'autostrada, soggette a verde pubblico o a fasce di rispetto per cui non si può edificare. Ma i nomadi comprano il terreno pagando in contanti e a prezzi  scontati. Poi ci piazzano la roulotte alla quale, talvolta tolgono le ruote. Basta questo per la legge anagrafica per dimostrare che la casa viaggiante è diventata fissa". «Ma il Comune – prosegue l'inchiesta del quotidiano veneto - ha fatto di più, redigendo qualche tempo fa un nuovo regolamento per la numerazione civica che favorisce questo tipo di insediamenti, circostanza che fa a pugni con le ordinanze di sgombero per le carovane. Dunque non si sa quanto consapevolmente o meno ma all'articolo 8 del nuovo regolamento è scritto che cda numerazione civica esterna può essere attribuita anche in presenza di aree non edificate ma dedicate in modo permanente a residenza o ad attività economiche, purché siano recintate e provviste di un accesso all'area di circolazione. I rom acquistano un terreno, ci portano la roulotte o alzano un prefabbricato, poi recintano e mettono un cancello. Basta questo per avere il numero civico dal Comune".



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