martedì 20 agosto 2013

E Pisapia apre Milano a tutti i centri islamici


“Andrea Accorsi”
“La Padania 20.08.2013” 
Via libera a tutti i centri islamici di Milano. Ecco la risposta del s indaco Giuliano Pisapia all'emergenza immigrazione e alla più che probabile prossima invasione di clandestini dall'Egitto, dove i Fratelli Musulmani si sono abbandonati al saccheggio e alla devastazione delle chiese cristiane e sono pronti a dichiarare guerra al governo che ha spodestato il loro leader. L'intenzione del sindaco di Milano di trasformare la città in una sorta di mecca (in tutti i sensi...) per gli immigrati è nota fin dalla campagna elettorale del 2011 ed è stata ribadita dal primo cittadino nella settimana di Ferragosto. «Per quanto riguarda i luoghi di culto - ha detto il capo della Giunta "arancione" al Giorno - non si tratta di pensare solo a quelli per i fedeli islamici, ma di tutte le confessioni religiose. Stiamo lavorando affinché, in tempi ragionevoli, non ci sia chi è costretto a pregare nei garage e in situazioni di abusivismo».
Nessun colpo di sole, purtroppo: quella annunciata da Pisapia è la politica dell'apertura di credito totale e incondizionata ai musulmani e ai loro predicatori, compresi gli imam carichi di odio per i "cani" cristiani e occidentali, nonché a quanti da anni vivono nell'illegalità. A partire dai cosiddetti centri sociali dell'ultrasinistra. «Ana logo discorso ha tenuto a precisare lo stesso Pisapia – intendiamo fare per luoghi di aggregazione giovanile, come i centri sociali». Insomma, a due anni dall' inizio del suo mandato, nulla di nuovo sotto la Madonnina (e chissà se in futuro si dirà ancora così...): Palazzo Marino procede spedito sulla strada della multirazzialità e del pluralismo confessionale, pronto a soddisfare qualsiasi pretesa avanzata dagli ultimi venuti. Con buona pace della storia, della religiosità e della cultura milanese. Ma anche di quanti paventano una Milano del XXI secolo sempre più simile al Cairo o, nel peggiore dei casi, alla Beirut di qualche decennio fa. A partire dalla Lega, sempre più sola ma nel contempo risoluta a sbarrare il passo alla politica immigrazionista della Giunta. «A Milano Pisapia dà il via libera a tutti i centri islamici - postava giusto ieri sul suo profilo di Facebook il Segretario nazionale della Lega Lombarda e vicesegretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini -. In Egitto e in giro per il mondo nel nome dell'Islam mettono a ferro e fuoco le città, e noi gli apriamo le porte di casa nostra. Non abbiamo scelta: la Lega, anche da sola, farà le barricate». Uno dei primi atti della Giunta Pisapia, del resto, non fu ripulire la città dai delinquenti che la percorrono indisturbati, o bonificare le case popolari ridotte a casbah invivibili per gli anziani milanesi che si ostinano ad abitarci. No: fu incontrare nella sede del Comune una delegazione del Caim, il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano (una decina in tutto: Fajr di via Quaranta, Associazione islamica di Cascina Gobba, Istituto cultura le islamico di viale Jenner, Comunità islamica turca, Islamic Forum associazione cultura le Bangla composta dalla comunità bengalese, l'associazione di welfare islamica, Dar al Quran di via Stadera, Alleanza Islamica d'Italia, Associazione donne musulmane d' Italia e Giovani musulmani d'Italia). Oggetto dell'incontro: raccogliere le richieste di tali associazioni, principalmente quella di disporre di sedi adeguate per svolgervi le loro attività di proselitismo, in vista della legittimazione delle sede già esistenti e dell'apertura di nuove. Il tutto per la soddisfazione dei musulmani milanesi. Resta da vedere di quanti milanesi non musulmani.

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