mercoledì 17 luglio 2013

Voto di scambio la Lega blocca GLI SCONTI DI PENA

“Laura Negri”
“La Padania 17.07.2013”


Il tempestivo intervento della Lega Nord ha fermato la proposta shock del Pdl che ieri, presentando alcuni emendamenti per modificare il testo sul reato di scambio elettorale politico-mafioso, aveva proposto di ammorbidire la pena a chi accettasse consapevolmente il procacciamento invece che dai 4 ai 10 anni, come prevede attualmente il testo, dai 2 ai 6 o dai 3 agli 8 anni. Durissimo l'attacco di Nicola Molteni: «Se il Pdl pensa davvero di proporre in Aula la riduzione delle pene per il voto di scambio sappia che troverà la ferma opposizione della Lega Nord - ha dichiarato durante il dibattito alla Camera. Noi riteniamo questa legge un tassello fondamentale nel processo di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata e abbiamo sempre sostenuto la necessità di norme  chiare e severe che colmassero  le lacune sul voto di scambio. La riforma dell'art. 416 ter rappresenta un ulteriore vittoria contro la criminalità organizzata dopo il lavoro svolto da Roberto Maroni come ministro dell'Interno, che  ha portato risultati eccellenti sia in termini di repressione che di confisca dei beni».
A storcere il naso di fronte alla vergognosa iniziativa legislativa targata Pdl anche i loro stessi compagni d'avventura governativa. A parlare della strampalata ipotesi dei soci di centro-destra è stato, senza mezzi termini, il segretario del Pd Guglielmo Epifani: «la Commissione giustizia ha approvato un testo sul voto di scambio di assoluto rilievo quindi un fatto importante che andrebbe salutato come tale. Oggi ho visto emendamenti non della nostra parte che vogliono annacquarlo, per questo dico che è un combattimento giorno dopo giorno». Il Partito Democratico sembra non gradire troppo alcune idee dei colleghi azzurri e, a giudicare dalle dichiarazioni di Epifani, sembra proprio che la pazienza si stia esaurendo in tempi da record. Pioggia di critiche anche dai deputati a cinque stelle. Secondo Andrea Colletti, infatti, «il Parlamento ha trovato un compromesso al ribasso. Su questi temi non si indietreggia, non si indietreggia sulla lotta alla mafia». Ma il grillino ne ha anche perii comitato dei 9 che, a parer suo, «si è riunito solo per pochi minuti» perché «si  rischiava di far barcollare la maggioranza». Insomma, ancora una volta tra gli scranni del Parlamento l'aria si tagliava con la mannaia, almeno fino a quando i pidiellini hanno saggiamente deciso di ritirare quegli ignominiosi emendamenti. Superata l'empasse, tra l'emozione e gli applausi, la Camera ha approvato. Don Ciotti, citato in molti interventi come promotore di questa straordinaria iniziativa trasversale, avrà certamente apprezzato gli interventi. Unico neo, in un dibattito pulito e intriso di senso di giustizia, un dibattito che poteva consegnare alla storia un ricordo unico per trasparenza e civiltà, la vergognosa proposta targata Pdl. Peccato. Peccato provenisse da un partito che sulla parola libertà ha costruito il suo nome e la sua bandiera.  

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