mercoledì 17 luglio 2013

PASTICCIO KAZAKO Dove sono Letta e Bonino? E' il Governo... A SUA INSAPUTA

“Iva Garibaldi”
“La Padania 17.07.2013”

Alla fine le dimissioni sono arrivate. Ma non sono quelle del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, come avrebbero voluto Sei e il movimento stellato, né quelle del titolare della Farnesina Emma Bonino, né quelle, per ora almeno, di alti  funzionari della Farnesina. E soprattutto ieri sera in Aula c'erano due grandi assenti: Enrico Letta ed Emma Bonino. La responsabilità del pasticcio kazako non può e non deve essere di uno solo ma è collettiva. Massimo Bitonci attacca a testa bassa in Aula del Senato dove il ministro dell'Interno è venuto ieri a riferire su Ila vergognosa vicenda delle espulsioni delle due donne kazake. Ieri però la prima testa a cadere è stata invece quella del prefetto Giuseppe Procaccini, capo di Gabinetto di Alfano. Dimissioni che sono state accettate da Alfano. Il prossimo passo, ha annunciato il titolare del Viminale sarà un avvicendamento del capo della pubblica sicurezza.
Che qualcosa in questa brutta vicenda che ha visto l'espulsione  immotivata di Alma Shalabayeva e di sua figlia di appena sei anni deportate con fretta sospetta in Kazakistan ad affrontare  un destino molto incerto visto che sono moglie e figlia del rifugiato politico Ablyazov. «In nessuna fase della vicenda i  funzionari italiani - ha detto in Aula Alfano - hanno avuto informazione alcuna che Ablyazov fosse un rifugiato politico e  non un pericoloso latitante». Ma Alfano non sapeva, Letta non sapeva, Sonino non sapeva. E' l'immagine sconcertante che lo stesso ministro dell' Interno ha dato ieri nelle Aule parlamentari. «Appare evidente che ieri sera in Aula c'era un grande  assente ha detto Bitonci - è il presidente Letta. Avrebbe dovuto essere proprio lui a rispondere e a chiarire questa vergognosa vicenda. A riferire su quanto accaduto avrebbe dovuto esserci con lui anche un'altra persona, il ministro Emma Sonino. Anche lei assente ingiustificata». «E' sconcertante quello che è accaduto: due persone, una bambina e la sua mamma sono state espulse pur avendo documenti regolari. Non c'è stata tutela dei diritti umani. Un minore è stato  deportato, c'è una vera e propria responsabilità politica che non è individuale, non è solo di Alfano ma collettiva . Per questo avremmo voluto che ci fosse anche Letta. Bonino non poteva non sapere. Letta non poteva non sapere. Ma evidentemente a loro manca anche il coraggio di affrontare le Aule parlamentari». Bitonci ha anche sottolineato il ritardo con cui è stata fornita l'informativa del prefetto Pansa, un ritardo che certamente impedisce un adeguato commento. «Comunque, quanto accaduto è - a nostro giudizio - sconcertante. Noi pensiamo soprattutto alla minore - dice il  capogruppo - ma in ogni caso, il fatto che una mamma e una bambina, due cittadine kazache con documenti regolari,  vengano espulse e poi rimpatriate con queste modalità, ci imbarazza. Deve essere altrettanto chiaro ed evidente che la tutela dei diritti umani in questo caso non è stata rispettata». «C'è una vera e propria responsabilità politica in quanto è accaduto. Ma non si tratta di una responsabilità solo individuale. Noi piuttosto la individuiamo come responsabilità collettiva, dell'intero Governo». La vicenda dell'espulsione della signora Alma Shalabayeva e della piccola figlia ha creato certamente «Un forte imbarazzo al Governo italiano sul piano sia interno che internazionale. Le prime dichiarazioni rilasciate da esponenti dell'Esecutivo riferivano, infatti, di procedure regolari nonostante, s in dalle prime ricostruzioni, la vicenda apparisse quantomeno non limpida e, come tale, va lutata poi nel merito da altri esponenti del Governo in carica, nonché dal tribunale del riesame in seconda convalida». Bitonci sottolinea anche che «risulta peraltro inverosimile la giustificazione addotta dal Ministero degli esteri circa l'essere stati indotti in errore a causa del cognome da nubile della signora, dato che la richiesta di verifica sul passaporto è avvenuta soltanto dopo il blitz nell'abitazione della donna. Se fosse  realmente questa l'imbarazzante giustificazione della Farnes ina, ci troveremmo di fronte ad una manifestazione di pericoloso dilettantismo. Se al contrario non lo fosse, sarebbe ipotizzabile una condotta in malafede da parte di elementi del persona le del Ministero». Insomma l'interrogativo è: come ha fatto il Governo Letta a non essere informato su Un'operazione così delicata? «Questi sono i chiarimenti che dovete dare. Per quale motivo sono stati calpestati i diritti  fondamentali di status e di protezione diplomatica della signora e della figlia di sei anni? La magistratura, che si è più volte pronunciata, si era effettivamente confrontata con le autorità se si trattava o meno di rifugiati politici. Al riguardo non  può trattarsi solo del problema di un singolo Ministero. Lo riteniamo un problema collettivo, un problema dell'intero Governo Letta e anche di struttura». Alfano ha spiegato, riferendo in Senato e alla Camera, sul caso Shalabayeva, che «non è stata seguita per nulla dal Dipartimento della pubblica sicurezza la fase relativa all'espulsione di Alma Shalabayeva, espulsione alla quale gli organi territoriali hanno attribuito un mero valore di ordinarietà burocratica, come si evince anche dal tipo di coinvolgimento della Prefettura di Roma che ha predisposto il provvedimento di espulsione, la cui richiesta è pervenuta ordinariamente via fax e senza sollecitazioni o particolari avvertimenti». Il ministro, ribadendo che la relazione del prefetto Pansa verrà pubblicata integralmente sul sito del ministero dell'Interno, ha aggiunto: «Farò quello che è nelle mie possibilità affinché un episodio del genere non accada mai più». Da parte sua il ministro Bonino fa sapere di aver convocato il ministro Kazako per chiarimenti. Sconcertante la risposta: sono in vacanza, ha fatto sapere. E questo la dice lunga sulla considerazione che anche i kazaki hanno nei confronti di Letta e compagni.  

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