venerdì 5 luglio 2013

Pd e Pdl aprono LE PORTE DEL CARCERE a stalker, ladri e pedofili

“Iva Garibaldi”
“La Padania 05.07.2013”

Il Pd ne è orgoglioso perché è stato compiuto un «passo storico» se non proprio di vera e propria civiltà, il Pdl invece cerca un posto in seconda fila lontano dalle luci della ribalta (ma ha votato a favore). Ma c'è qualcuno che ha portato avanti una battaglia durissima perché dare un premio a un ladro o a uno stalker non solo non ha nulla di civile ma uno schiaffo a tutte le persone oneste. Il Carroccio è salito sulle barricate, e l'altro giorno l'ha fatto non solo metaforicamente ma concretamente occupando i banchi del Governo nell'Aula di Montecitorio, per opporsi alla legge delega che prevede, tra l'altro, la possibilità dei domiciliari per i reati con pene fino a sei anni. Nonostante il duro ostruzionismo della Lega, esempio seguito anche dai parlamentari di Fdi, il Salva delinquenti, come l'ha realisticamente battezzato la Lega Nord, è stato approvato dall'Aula della Camera con 357 sì, 123 no e un astenuto. L'esame ora passa al Senato che ha già messo in cantiere un altro provvedimento che intende contribuire con il solito indegno sistema premiai e ad aprire le porte delle  carceri ai delinquenti. Intanto solo ieri il ministro della giustizia, già chiamata a gran voce dalla Lega Nord si è presentata in Aula per rivendicare una sorta di "controllo e monitoraggio" sugli effetti del provvedimento che di fatto permette a migliaia di delinquenti d i trascorrere tranquillamente distesi sul divano di casa una pena che invece dovrebbe essere scontata in carcere. «L'impegno che posso prendere - ha detto il Guardasigilli in Aula - è che dopo l'approvazione la norma sarà monitorata e riferiremo al parlamento».
Un passaggio che non ha per niente convinto la Lega: «Il ministro Cancellieri non dica di aver partecipato ai lavori - ha detto in Aula Nicola Molteni - perché non è affatto vero. Non è sufficiente presentarsi discussione già avvenuta. Prendiamo atto che il ministro abbia annunciato rigore nei confronti di alcuni reati di particolare allarme sociale, come lo stalking, anche se questa precisazione lascia trasparire una coda di paglia inaccettabile. Se l'obiettivo fosse realmente stato il rigore sarebbe stato sufficiente accogliere i numerosi emendamenti di buonsenso che sono stati presentati dalla Lega Nord». Ciò che pensa su questa legge non l'ha certo mandato a dire Gianluca Buonanno: «Con questo testo - ha detto in Aula il vicepresidente leghista - facciamo uscire dal carcere gente colpevole, anche se recidiva, di prostituzione e pornografia minorile, di truffa, ricettazione, incesto, stalking, incendi boschivi. Diamogli anche una medaglia d'oro». «Questa legge va contro le esigenze delle persone e la sicurezza dei cittadini - insiste Buonanno - e i responsabili sono il governo e la maggioranza. Un esecutivo bugiardo che vota un provvedimento senza copertura di spesa. Volete dare dignità ai carcerati ma il Governo e la maggioranza dimenticano colpevolmente quella delle vittime e dei loro parenti. Noi vogliamo tutelare chi si comporta bene e lasciare in galera fino all'ultimo giorno chi delinque. La verità è che centrodestra e centrosinistra hanno votato insieme questa legge per meri interessi economici e a pagare le conseguenze di questo provvedimento saranno come sempre le fasce più deboli e le persone oneste». «Noi non siamo populisti ma popolari - ha concluso Buonanno - e vogliamo difendere i cittadini mentre Pd e Pdl faranno uscire diecimila criminali dal  carcere in due anni». Ma non pago di queste misure, che ora passano all'esame del Senato, dove tra l'altro è appena iniziato l'iter di un altro decreto, sempre in tema di svuotacarceri. «Dopo il provvedimento approvato dall'aula di Montecitorio, il vergognoso svuota-carceri, il governo ci riprova. Anzi, raddoppia al Senato - incalza Erika Stefani - con un decreto che libererà altri detenuti che si sono macchiati di reati anche dal gravissimo impatto sociale e che potranno  godersi il resto della pena comodamente sdraiati nelle loro abitazioni». «Il ministro Cancellieri non pago di rimettere in libertà stalker, truffatori, pedopornografi, scippatori e delinquenti di ogni tipo permetterà a chi non rispetta gli obblighi derivanti dagli arresti domiciliari di continuare a godere dei benefici della detenzione a casa. Non ci vuole un genio per comprendere che il sovraffollamento delle carceri non si risolve con piccoli tamponamenti che servono solo a liberare criminali. In questo Paese serve rigore applicato attraverso pene esemplari che funzionino da deterrente per chi delinque ». Il provvedimento che ha approvato ieri la Camera, è in sostanza una delega al Governo a introdurre nell'ordinamento pene detentive non carcerarie. Viene inoltre disciplinata la sospensione del procedimento penale con messa alla prova dell'imputato ed è disciplinata la sospensione del procedimento penale nei confronti degli irreperibili. Si delega il Governo  all'introduzione di pene detentive non carcerarie (reclusione e arresto presso il domicilio). In sostanza il testo prevede la possibilità per i giudici di comminare come pena principale (non più come misura alternativa) la detenzione domiciliare per i delitti puniti con la reclusione fino a sei anni. Non si sta parlando di reati minori. Tra questi ci sono la corruzione per un atti d'ufficio, l'abuso d'ufficio, il commercio di prodotti contraffatti. Ma anche atti contro i minori come la prostituzione minorile, la pornografia minorile e l'impiego di minori nell'accattonaggio. Proprio questo reato l'aveva fortemente voluto la Lega Nord per mettere un freno a un vergognoso sfruttamento. Ma ci sono anche il furto, la truffa e lo stalking, anche se il ministro assicura uno scrupoloso monitoraggio sugli effetti delle norme introdotte. Altra novità introdotta nel testo è la  cosiddetta messa alla prova , ossia la sospensione del processo per consentire un programma di rieducazione dell'imputato, che può includere ad esempio un lavoro di pubblica utilità. Insomma un altro regalo. La messa alla prova può essere disposta, per non più di due volte, per reati puniti con il carcere fino a un massimo di quattro anni e per i delitti a citazione diretta. E può portare anche all'estinzione del reato. Inoltre viene introdotta la sospensione dei processi in cui l'imputato è irreperibile. Una vergogna con pochi precedenti che ha trovato la durissima opposizione della Lega Nord che continuerà imperterrita anche al Senato dove è già pronta a salire sulle barricate.  

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