venerdì 5 luglio 2013

Lombardia, tre mesi di fatti. Totale investimenti: 2 miliardi

“Andrea Ballarin”
“La Padania 05.07.2013”


Quanto valgono cento giorni alla guida della Regione più produttiva del Paese? Almeno due miliardi di euro, o giù di li. Una cifra colossale che Roberto Maroni e la sua squadra sono riusciti a investire in poco più di tre mesi dall'elezione a Palazzo Lombardia. Numeri veri che si basano su fatti - e non su chiacchiere - e che sono stati riassunti in un concetto molto chiaro: la rivoluzione della concretezza. Le cifre, presentate ieri ufficialmente alla stampa, si distinguono per alcuni record  d'eccellenza, primo tra tutti il finanziamento della Cig in deroga da parte della Regione per una quota pari a 94 milioni di euro. Lo Stato (leggi governo Letta) ne ha promessi 550 alle Regioni su un miliardo necessario, ma - ovviamente - nella migliore tradizione italiana, non è ancora arrivato nulla. Maroni ha, dunque, deciso di "forzare" la mano mettendo in approvazione proprio ieri pomeriggio in giunta il provvedimento, anche se la ripartizione dei fondi non è ancora stata  approvata dal ministero dell'Economia. «La nostra è una forzatura sì - ha confermato Maroni ai giornalisti - ma la facciamo lo stesso». A mali estremi, infatti , urgono risposte concrete: «Dobbiamo farlo perché il governo non ci ha ancora dati i soldi, è in ritardo. Ci siamo stufati, al ministero dell'Economia dormono», ha tagliato corto un caustico Maroni.
A confermare l'atteggiamento letargico di Palazzo Chigi sulla questione Cig, anche l'assessore lombardo al Lavoro, Valentina Aprea: «La Regione - ha detto - è pronta ad anticipare 94 milioni per supplire alle richieste di cassa integrazione in deroga presentate nel 2013. Si tratta dell'anticipo di fondi il cui stanziamento è già stato deciso dal governo, ma che non saranno disponibili prima del tardo autunno». «L'anticipo della Regione, invece - ha reso noto Valentina Aprea - dovrebbe arrivare a partire dal 10 agosto», dando così un sostegno irrinunciabile ai lavoratori e alle imprese. È francamente impossibile sintetizzare in poche righe 2 miliardi di investimenti ma tra i provvedimenti sicuramente da segnalare vi sono,  in termini di risorse economiche, il miliardo e mezzo di euro "liberato" dalla Regione a favore delle imprese, i 500 milioni di euro stanziati per il Welfare lombardo, per un sostegno concreto a famiglie, giovani e soggetti più deboli. Tagli ai costi della politica per 24 milioni, 3 .000 cantieri edili sbloccati per rimettere in moto uno dei volani più importanti dell'economia regionale, i 212 milioni assegnati a Comuni e Province della Lombardia per poter pagare i fornitori e finanziare nuovi investimenti, superando i limiti del Patto di Stabilità. Una necessità, quest'ultima, sulla quale si è soffermato il pensiero del governatore: «Non faremo trucchetti - ha spiegato Maroni - ma azioni concrete per dare la sveglia a Roma su quello che la maggior parte dei sindaci chiama da tempo Patto di Stupidità». «Il Patto va cambiato - ha aggiunto il presidente della Lombardia - deve premiare gli amministratori virtuosi e penalizzare quelli viziosi. Oggi è stupido perché non distingue.  Quindi il nostro impegno è quello di convincere il Parlamento a modificarlo, se non ci sarà questa modifica prenderemo delle misure anche simboliche, a viso aperto, che lancino una sfida al Parlamento e al Governo». Poi la sanità, l'obiettivo dell'azzeramento dei ticket, strada verso la quale l'azione della giunta si è già incamminata. «È partita infatti quella che abbiamo chiamato "Operazione Ticket" - ha informato Maroni - lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per sospendere fino al 31 dicembre il pagamento di alcune prestazioni sanitarie». «Ma l'obiettivo politico - ha garantito - è l'azzeramento totale. Lo faremo, basterebbe trattenere più risorse sul territorio, come abbiamo spiegato nel programma elettorale». Si tratta di quel noto 75% che aggiungerebbe al bilancio della Regione circa 16 miliardi di euro, con i quali non si pagherebbero più le prestazioni sanitarie, si riuscirebbero a garantire libri di testo gratis per le scuole di ogni ordine e grado e si darebbe impulso a investimenti colossali in grado di rivitalizzare l'economia e la produzione della Lombardia, se non dell'intero Nord. Del resto Maroni l'ha detto chiaramente, si tratta di una rivoluzione. Partire dalla concretezza è lusinghiero, porta bene e fa segnare sin da subito risultati incoraggianti. Due miliardi di euro di investimenti, in cento giorni, ne sono la testimonianza più autentica.

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