venerdì 5 luglio 2013

Maroni: «Province, la Consulta ha cancellato l’ASSURDITA' decisa dal governo MONTI»

“Giovanni Polli”
“La Padania 05.07.2013”


«La Corte Costituzionale ha cancellato un'altra norma assurda del governo Monti, quella che con un decreto legge aveva  posto fine alle province. Le province sono un organo costituzionale, previsto dalla Costituzione, non si può intervenire con un decreto legge. L'ignoranza istituzionale di chi la ha fatta è stata giustamente cancellata dalla sentenza della Corte». Così Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, commenta la decisione di mercoledì della Corte Costituzionale, durante la conferenza stampa a Palazzo Lombardia a Milano. «Sono molto interessato come governatore a ciò che avverrà nella province, perché se le province dovessero venire meno tutte le loro competenze passerebbero in carico a noi, come la manutenzione delle scuole e delle strade e le politiche di avviamento al lavoro» conclude Maroni. «Il governo ha  annunciato un ddl costituzionale per l'abolizione delle Province? Vedremo , anche se dall'esecutivo delle proroghe non ci aspettiamo niente di più se non un ulteriore rinvio», afferma invece il capogruppo leghista al Senato Massimo Bitonci. «Intanto - aggiunge Bitonci - il problema resta e si aggrava.
La sentenza della Consulta era scontata. Il decreto Monti doveva essere cassato subito perché incostituzionale. Ora però si apre una questione gravissima con il commissariamento delle Province che non si capisce più se siano legittimate ad operare. Ci chiediamo chi pagherà per tutto questo. L'ex  premier Mario Monti? Più probabilmente, come al solito, a pagare saranno i cittadini», conclude Bitonci. Sulla sentenza della Corte costituzionale ieri è intervenuto anche Massimo Garavaglia, responsabile economico della Lega Nord e assessore al bilancio della Lombardia «La Consulta ha scoperto l'acqua calda ovvero che con un decreto non si può modificare la Costituzione. Noi lo sapevamo già ma il problema vero è che nel frattempo il Governo Monti ha  completamente definanziato le funzioni delle province. Ora noi ci domandiamo chi garantirà il servizio calore, ovvero il  riscaldamento nelle scuole o il servizio neve cioè lo spazzamento delle nevi sulle strade d'inverno. Dopo questo pronunciamento il Governo ha questo semplice problema: trovare i soldi per rifinanziare competenze che erano finite nel nulla e che ora sono tornate in capo alle province». Per la presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, «la Corte costituzionale ha ristabilito il rispetto delle regole istituzionali. Tutti i progetti, i disegni di riforma o di riordino della pubblica amministrazione locale sono stati ricollocati nella loro giusta sede. La consulta ha confermato quanto i nostri tecnici dicevano e scrivevano da tempo: la Costituzione si cambia per via istituzionale, con legge costituzionale. Forse se avessero seguito questa via, avrebbero potuto in questi ultimi anni, a partire da tutto il dibattito per l'abolizione delle  Province avviato da Patroni Griffi, concludere un percorso di riforma effettivo». «Una riforma che deve riguardare le Province, soprattutto quelle che non funzionano, che non sono efficienti, ma non solo: andiamo a vedere gli Aato, Ater, e partecipate in genere - spiega Zaccariotto - E poi andiamo a vedere i costi delle regioni, dell'amministrazione centrale dello Stato, e il riordino delle migliaia di piccoli comuni. Noi il nostro compito lo abbiamo svolto, abbiamo fatto ordine e pulizia, ma gli altri a che punto sono?» Massimo Sertori, Presidente dell'Unione Province Lombarde (Upl) e della Provincia di Sondrio, ha detto ieri in conferenza stampa che «alla sentenza della Corte Costituzionale, che ha confermato quanto Upl ha sempre sostenuto, ovvero che la riforma del sistema istituzionale non si può fare né a suon di decreti né con una legge ordinaria, il Governo ha risposto nel peggiore dei modi». «Confermata dalla Corte la scorrettezza della procedura - ha sottolineato Sertori - è ora il momento di un confronto serio sui contenuti e non di un disegno di legge costituzionale che non mira ad una riforma organica ma si limita invece alle "solite note" Province». «Tra l'altro - spiega ancora il presidente Upl - occorre oggi porsi il problema di come garantire la manutenzione di scuole e strade, che anche a causa degli scellerati decreti precedenti sono rimaste definanziate». «Il Presidente Maroni, che ho avuto modo di sentire e che incontrerà il Presidente del Consiglio su Expo – dice ancora Sertori - si farà carico delle istanze di Upl chiedendo al Premier un incontro a breve con le Province Lombarde».   

Nessun commento:

Posta un commento