venerdì 12 luglio 2013

PaTreVe, Zaia e la Lega all’attacco «E’ solo un nuovo carrozzone»

“Marco Bonet”
“corrieredelveneto.corriere.it 10.07.2013”

VENEZIA — «Una perdita di tempo». Di più: «Un carrozzone ». Peggio ancora: «Un carrozzone rosso». Di fronte all’inesorabile incedere dei tre sindaci della PaTreVe, Giorgio Orsoni (Venezia), Ivo Rossi (Padova) e Giovanni Manildo (Treviso), manco scalfiti dalla sentenza della Corte costituzionale che ha riportato in vita le Province, la Regione alza il fuoco di sbarramento, sfoderando gli obici pesanti. Il governatore Luca Zaia, da sempre contrario alla città metropolitana (anche perché questa finirebbe per «svuotare» la Regione, sminuendone il ruolo) ieri ha utilizzato la fusione tra i Comuni di Este e Ospedaletto come miccia per far deflagrare una nuova polemica: «Loro sono sulla strada giusta e voglio che sappiano che la Regione li incoraggia. Piuttosto che ipotizzare nuovi carrozzoni come la PaTreVe, si pensi piuttosto a razionalizzare costi, avviare sinergie, snellire le burocrazie locali, al fine di migliorare i servizi ai cittadini, come stanno facendo in queste settimane tanti virtuosi Comuni veneti». La Regione, assicura Zaia, continua a rivendicare «su tutti i tavoli e in tutte le sedi» una reale autonomia amministrativa e un vero federalismo fiscale, ma proprio non può dare la sua benedizione alla PaTreVe, «di cui non si è ancora ben compreso portata e scopi. Ad esempio perché lasciar fuori Verona e Vicenza?
Vale l’omogeneità politica o anche quella sociale e produttiva?». Nel duello che da mesi vede Palazzo Balbi e i tre sindaci scambiarsi vibranti sciabolate sull’argomento, tocca all’assessore agli Enti locali Roberto Ciambetti replicare al padovano Ivo Rossi, che anche lunedì, nella cornice di un convegno allestito dalla Fondazione Venezia 2000, ha accusato la Regione di immobilismo di fronte alle trattative che si svolgono in queste ore nei palazzi romani: «Il tempo ci ha dato ragione - replica Ciambetti - vista la sentenza della Consulta abbiamo fatto bene a lavarci le mani di questa vicenda, che si è rivelata soltanto una gran perdita di tempo. Non siamo contrari alle riforme e il percorso che stiamo portando avanti tra aggregazioni e fusioni dei Comuni lo dimostra, ma non possiamo appoggiare la formazione di un sistema che vede veneti di serie A, quelli della città metropolitana, e veneti di serie B, e cioè tutti gli altri, peraltro lasciati orfani pure delle Province. Qui si sta travisando l’idea originaria, europea, che è quella dell’area vasta nella gestione dei servizi e non di un "super Comune" guidato da un "super sindaco"». A chiudere la sequenza di fuoco, tutta di matrice leghista, si aggiunge il senatore Massimo Bitonci, che parla addirittura di «un asse falce e martello Rossi- Manildo-Orsoni». Quindi rincara: «Non è possibile che tre sindaci, di cui uno, Rossi, non è nemmeno stato eletto, procedano con il tentativo di creare dei carrozzoni che servono più a spartirsi posti in enti e consigli di amministrazione, che a fare il bene dei cittadini. I veneti hanno votato per un governatore e un consiglio regionale e la PaTreVe è un tentativo non democratico di metterli in difficoltà, in barba alla volontà popolare. La Lega vigilerà contro questo attacco: ogni centesimo che sarà speso inutilmente per tentare di realizzare questo mostro rosso, verrà segnalato alla Corte dei Conti».


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