"comunicato Stampa"
"Certezza della pena per chi viene giudicato colpevole di aver usato la propria auto come un'arma. Il deputato milanese della Lega Nord, on. Marco Rondini, presenterà a breve un progetto di legge per introdurre pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Vogliamo fare in modo - spiega - che chi si macchia di gravi reati di sangue sconti la pena in carcere e non guidi mai più una macchina in vita sua".Il parlamentare del Carroccio ha anche depositato un'interrogazione a Montecitorio in seguito ai grave episodio accaduto a Gorgonzola (Milano) la sera del 10, quando un pirata della strada ha spezzato la vita della giovane Federica Papetti, continuando poi nella sua folle corsa senza fermarsi a prestare soccorsi. Un episodio tragico, che purtroppo ricorda molto un altro drammatico fatto di cronaca, che riguarda sempre un ragazzo giovane, Andrea De Nando, il 15enne di Peschiera Borromeo (Milano), anche egli travolto e ucciso da un’auto pirata il 29 gennaio 2011, mentre attraversava la strada a piedi all’uscita dall’oratorio. "Considerato che è del tutto condivisibile il pensiero della madre di Andrea De Nando, ossia che solo la certezza della pena può fare da deterrente agli atteggiamenti irresponsabili di qualcuno e che il c.d. decreto svuota-carceri, così come altri provvedimenti similari, rappresenta l’ennesimo schiaffo morale alle vittime e alle loro famiglie che aspettano giustizia",
si legge nell'interrogazione del deputato leghista, si chiede al ministero della Giustizia "quali interventi e iniziative intenda adottare, in particolare se abbia intenzione di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale a carico di chi provoca incidenti mortali e di assicurare a chi si macchia di tale reato l’espiazione della pena negli appositi istituti penitenziari, e che non possa beneficiare di alcuno sconto o di pene alternative al carcere".
si legge nell'interrogazione del deputato leghista, si chiede al ministero della Giustizia "quali interventi e iniziative intenda adottare, in particolare se abbia intenzione di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale a carico di chi provoca incidenti mortali e di assicurare a chi si macchia di tale reato l’espiazione della pena negli appositi istituti penitenziari, e che non possa beneficiare di alcuno sconto o di pene alternative al carcere".
Atto Camera
Al Ministro della Giustizia
Per sapere -PREMESSO CHE:
la sera di martedì 10 luglio, a
mezzanotte circa, la sedicenne Beatrice Papetti, mentre attraversava la strada
provinciale Padana Superiore a Gorgonzola, è stata investita da un’auto pirata
ad altissima velocità, che ha poi continuato nella sua folle corsa senza
fermarsi per prestare soccorso;
il gravissimo incidente si è
verificato a poche centinaia di metri dalla casa di Beatrice, dove la ragazza
stava tornando in bicicletta, accompagnata dal cugino di Giovanni, dopo aver
trascorso la serata in piazzetta con altri amici;
proprio il cugino Giovanni, anche
lui investito ma miracolosamente rimasto illeso, è riuscito a chiamare i
soccorsi ma, purtroppo, il destino ha voluto che sulla prima ambulanza giunta
sul posto ci
fosse proprio il padre di Beatrice, quella notte di turno;
la giovane ragazza è deceduta
poco dopo l’arrivo in ambulanza all'ospedale di Melzo per le gravissime
lesioni interne riportate;
la tragica vicenda di Beatrice Papetti
richiama alla memoria un altro drammatico fatto di cronaca, che riguarda sempre
un ragazzo giovane, Andrea De Nando, il 15enne di Peschiera, anche egli
travolto e ucciso da un’auto pirata il 29 gennaio 2011, mentre attraversava la
strada a piedi all’uscita dall’oratorio;
la madre del ragazzo, dopo aver
saputo che l’investitore del figlio, già condannato in primo e secondo grado a
tre anni e otto mesi, sarebbe intenzionato anche a ricorrere in Cassazione, ha espressamente
protestato
contro il decreto svuota-carceri proposto dal ministro Anna Maria Cancellieri;
CONSIDERATO CHE
è del tutto condivisibile il pensiero della madre di Andrea De
Nando, ossia che solo la certezza della pena può fare da
deterrente agli atteggiamenti irresponsabili di qualcuno e che il c.d. decreto
svuota-carceri, così come altri provvedimenti similari, rappresenta l’ennesimo
schiaffo morale alle vittime e alle loro famiglie che aspettano giustizia;
Se codesto Ministero è a
conoscenza dei fatti sopra esposti e quali
interventi e iniziative intenda adottare, in particolare se abbia
intenzione di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale a carico
di chi provoca incidenti mortali e di assicurare a chi si macchia di tale reato
l’espiazione della pena negli appositi istituti penitenziari, e che non possa
beneficiare di alcuno sconto o di pene alternative al carcere.

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