martedì 9 luglio 2013

Ma in Vaticano la legge è molto più severa...

“La Padania 09.07.2013”

«Anche nell'ordinamento dello Stato del Vaticano è previsto il carcere per l'immigrazione clandestina, è una norma che lì funziona molto bene. Noi, invece, che siamo più buoni, abbiamo previsto solo una multa, una pena accessoria, perché non  ci interessa il carcere per le persone, ma solo rimpatriarle nei loro Paesi». Lo ricordava a suo tempo, quando era ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferendosi alla legislazione, risalente al lontano 1929 e modificata solo nel 2000 in  occasione del Giubileo (ma ovviamente solo per quanto riguarda la regolamentazione di masse ingenti di pellegrini in visita). Ecco alcun i stralci della regolamentazione dell'accesso e del soggiorno nella Città del Vaticano. «Coloro che non siano cittadini vaticani per accedere alla Città del Vaticano debbono munirsi di un permesso, secondo un modulo, da stabilirsi con provvedimento del Governatore, che, previo accertamento dell'identità personale, è rilasciato dai funzionari o agenti incaricati della custodia degli ingressi.
Per giusti e gravi motivi, da apprezzarsi insindacabilmente dai funzionari ed agenti suindicati, il permesso può essere rifiutato. Il permesso ha effetto per rimanere nella Città del Vaticano soltanto per le ore stabilite con provvedimento del Governatore. Il permesso deve essere conservato ed esibito a qualsiasi richiesta»... «Nessuno può dare alloggio né temporaneo, né permanente, con o senza corrispettivo, anche a persona autorizzata al soggiorno, senza l'autorizzazione del Governatore o dell' ufficio all'uopo delegato»... «Coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza le autorizzazioni previste negli articoli precedenti o dopo che esse siano scadute o revocate, possono essere espulsi anche colla forza pubblica» ... Chissà che cosa si direbbe se la legge italiana fosse altrettanto severa...

 

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