“La Padania 09.07.2013”
Chiamatela
pure "sindrome Boldrini". Per la politica italiana, e in particolare
per la presidente della Camera e il ministro Kyenge, la prima visita di Papa
Francesco si trasforma nell'occasione per rilanciare la strategia delle
«porte aperte a tutti». Tradotto: «il Papa fa il Papa ma certa sinistra è solo
a caccia dei voti degli stranieri», come annota Matteo Salvini. Di
fatto, dopo aver abolito, pochi giorni fa, dal vocabolario italiano la parola "clandestini"
(«Non esistono. E' solo un'invenzione... Sono soltanto rifugiati»), Laura
Boldrini ha fatto proprie le riflessioni del Santo Padre. «La sua visita a
Lampedusa - spiega - è un messaggio epocale che restituisce dignità alle
migliaia di vittime della guerra a bassa intensità che da 15 anni si combatte nel
Mediterraneo». Un appello secco e diretto ad alleggerire la legge sull'immigrazione
che trova già parecchi favori a sinistra. Asilo (che nulla ha a che vedere con
quello dei bambini) e cittadinanza facile.
Ma soprattutto tanta, a volte troppa, retorica nelle parole del presidente della Camera. La sensazione, spesso, è che Boldrini sia una donna confusa (e assente al meno nelle istituzioni). Lo spingere con vigore su temi così delicati pare prima di tutto ingiusto verso le tantissime famiglie del nostro Paese stremate quotidianamente dalla crisi. Gente che vive di umiliazioni e sacrifici silenziosi a cui sono negati elementari diritti come la casa o un lavoro. Non si può continuamente dare le colpe a una norma sull'immigrazione, ai politici di centrodestra o alla coscienza delle nostre famiglie, se l'immigrazione clandestina preoccupa. E non poco. Come preoccupa un presidente della Camera che si offende se sul web la "spernacchiano" ma fa finta di nulla quando lo stesso mondo virtuale porta al suicidio un ragazzo gay o una giovane studentessa derisa. Che non dice nulla se ad essere aggredite sono le donne del Pdl. Ma parla se c'è da rivendicare anche un solo diritto per l'immigrato irregolare. E' la "sindrome" Boldrini che cancella la parola clandestino ma resta in silenzio sull'azzoppamento sistematico delle leggi sull'espulsione e su certa magistratura politicizzata. Due ingredienti che hanno permesso a Mada Kabobo di fare una mattanza a Milano o a Ablaye Ndoye di massacrare una ragazza a Castagneto soffocandola nel suo stesso sangue. Anche di fronte a questi ultimi fatti di cronaca ha preferito riflettere di Ius soli e abolizione del reato di immigrazione clandestina (In fondo erano solo rifugiati, non irregolari. Con il diritto di uccidere...). E ieri Boldrini è risalita sul carro delle strumentalizzazioni. Ha usato le parole del Papa come pretesto per ridare spinta a una possibile nuova legge sull'immigrazione e imprimere un'accelerata sullo Ius soli. Uniche voci fuori dal coro quelle del Carroccio. «Sono convinto che l'unica risposta giusta sia quella di aiutarli a casa loro». Ha spiegato Salvini rimarcando il fatto che se da una parte «Papa Francesco ha detto no alla globalizzazione dell'indifferenza, io da cittadino e amministratore dico anche un forte "no" alla globalizzazione della clandestinità». Per Flavio Tosi, sindaco di Verona, «i governanti locali hanno responsabilità diverse da quelle altissime del Santo Padre che si occupa delle anime e delle persone di tutto il mondo e quindi credo che quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) sia un gesto che ci sta assolutamente rispetto a quello che è il suo ruolo». Duro Manes Bernardini, responsabile del dipartimento Sicurezza, Giustizia e Immigrazione della Lega: «Con quasi 8 mila sbarchi registrati da gennaio è folle censurare l'emergenza. Boldrini sta cercando di esorcizzare una potenzia le bomba umanitaria per non essere costretta ad ammettere il fallimento politico di una mancata gestione del problema. Servono meno incontri da salotto e più coraggio». «Boldrini - conclude Bernardini - apra gli occhi: negare il problema è il modo migliore per non essere costretti ad affrontarlo». Chissà se la "Papessa" lo farà...
Ma soprattutto tanta, a volte troppa, retorica nelle parole del presidente della Camera. La sensazione, spesso, è che Boldrini sia una donna confusa (e assente al meno nelle istituzioni). Lo spingere con vigore su temi così delicati pare prima di tutto ingiusto verso le tantissime famiglie del nostro Paese stremate quotidianamente dalla crisi. Gente che vive di umiliazioni e sacrifici silenziosi a cui sono negati elementari diritti come la casa o un lavoro. Non si può continuamente dare le colpe a una norma sull'immigrazione, ai politici di centrodestra o alla coscienza delle nostre famiglie, se l'immigrazione clandestina preoccupa. E non poco. Come preoccupa un presidente della Camera che si offende se sul web la "spernacchiano" ma fa finta di nulla quando lo stesso mondo virtuale porta al suicidio un ragazzo gay o una giovane studentessa derisa. Che non dice nulla se ad essere aggredite sono le donne del Pdl. Ma parla se c'è da rivendicare anche un solo diritto per l'immigrato irregolare. E' la "sindrome" Boldrini che cancella la parola clandestino ma resta in silenzio sull'azzoppamento sistematico delle leggi sull'espulsione e su certa magistratura politicizzata. Due ingredienti che hanno permesso a Mada Kabobo di fare una mattanza a Milano o a Ablaye Ndoye di massacrare una ragazza a Castagneto soffocandola nel suo stesso sangue. Anche di fronte a questi ultimi fatti di cronaca ha preferito riflettere di Ius soli e abolizione del reato di immigrazione clandestina (In fondo erano solo rifugiati, non irregolari. Con il diritto di uccidere...). E ieri Boldrini è risalita sul carro delle strumentalizzazioni. Ha usato le parole del Papa come pretesto per ridare spinta a una possibile nuova legge sull'immigrazione e imprimere un'accelerata sullo Ius soli. Uniche voci fuori dal coro quelle del Carroccio. «Sono convinto che l'unica risposta giusta sia quella di aiutarli a casa loro». Ha spiegato Salvini rimarcando il fatto che se da una parte «Papa Francesco ha detto no alla globalizzazione dell'indifferenza, io da cittadino e amministratore dico anche un forte "no" alla globalizzazione della clandestinità». Per Flavio Tosi, sindaco di Verona, «i governanti locali hanno responsabilità diverse da quelle altissime del Santo Padre che si occupa delle anime e delle persone di tutto il mondo e quindi credo che quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) sia un gesto che ci sta assolutamente rispetto a quello che è il suo ruolo». Duro Manes Bernardini, responsabile del dipartimento Sicurezza, Giustizia e Immigrazione della Lega: «Con quasi 8 mila sbarchi registrati da gennaio è folle censurare l'emergenza. Boldrini sta cercando di esorcizzare una potenzia le bomba umanitaria per non essere costretta ad ammettere il fallimento politico di una mancata gestione del problema. Servono meno incontri da salotto e più coraggio». «Boldrini - conclude Bernardini - apra gli occhi: negare il problema è il modo migliore per non essere costretti ad affrontarlo». Chissà se la "Papessa" lo farà...

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