“La Padania 02.07.2013”
Il Nord
non diventi il Mezzogiorno d'Europa» Con queste parole la Lega torna a sollecitare
il governo sulla continua emergenza legata all'occupazione. Lo fa in un'
interpellanza urgente al premier Enrico Letta e al ministro del Lavoro Enrico
Giovannini, tornando a sottolineare come anche su questo tema esista una
questione settentrionale da affrontare. Per questo, ricordando come l'attività
dell'esecutivo in materia si sia concentrata esclusivamente sul Meridione, i parlamentari
del Carroccio ritengono «doveroso ed altrettanto urgente varare un "piano occupazione
per il Nord"· Il testo, primo firmatario il capogruppo Giancarlo
Giorgetti, è stato presentato alla Camera giovedì scorso {di qui l'accenno
al summit europeo), da Massimiliano Fedriga. Seguono le firme di Stefano
Allasia, Stefano Borghesi, Umberto Bossi, Matteo Bragantini, Gianluca Buonanno,
Filippo Busin, Roberto Caon, Davide Caparini, Paolo Grimoldi, Guido Guidesi,
Cristian lnvernizzi, Marco Marcolin, Nicola Molteni, Emanuele Prataviera,
Gianluca Pini, Marco Rondini.
L'interpellanza prende spunto da un'indagine del centro studi Datagiovani. I deputati leghisti spiegano che «incrociando i dati Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, con quelli Istat sulla disoccupazione negli ultimi cinque anni, cioè quelli del picco della crisi, emerge che la disoccupazione si è fatta sentire maggiormente nelle zone settentrionali del Paese". In particolare secondo lo studio le regioni più colpite sono state Emilia Romagna, «dove i disoccupati sono più che raddoppiati passando da circa 65mila a 150mila, e Lombardia, «dove da 168mila disoccupati del 2008 si è passati a oltre 346mila nel 2012". La ricerca, si legge ancora nell'interpellanza, «conferma un comportamento dei giovani rispetto al lavoro ed un loro approccio mentale all'occupazione in senso lato già comunemente noto, ovvero che i giovani del Nord sono pronti ad emigrare pur di cercare un posto di lavoro, mentre quelli del Sud preferiscono restare disoccupati e/o assistiti piuttosto che lasciare casa e famiglia d'origine". Il governo però ha previsto finora di stanziare 1 miliardo per le soli regioni meridionali e, nonostante le promesse fatte proprio al Carroccio di interventi a beneficio di tutta la popolazione, ha rifinanziato con 80 milioni le misure relative all'autoimpiego e all'autoimprenditorialità esclusivamente per le imprese del Mezzogiorno. I dati esposti dalla Lega prefigurerebbero invece tutt'altro tipo di intervento. «Valutati alla luce delle politiche occupazionali intraprese da questo Governo, scrivono gli autori dell'interpellanza, i dati «confermano con rammarico la scelta di persistere su una strada di penalizzare chi è più industrioso ed intraprendente".
L'interpellanza prende spunto da un'indagine del centro studi Datagiovani. I deputati leghisti spiegano che «incrociando i dati Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, con quelli Istat sulla disoccupazione negli ultimi cinque anni, cioè quelli del picco della crisi, emerge che la disoccupazione si è fatta sentire maggiormente nelle zone settentrionali del Paese". In particolare secondo lo studio le regioni più colpite sono state Emilia Romagna, «dove i disoccupati sono più che raddoppiati passando da circa 65mila a 150mila, e Lombardia, «dove da 168mila disoccupati del 2008 si è passati a oltre 346mila nel 2012". La ricerca, si legge ancora nell'interpellanza, «conferma un comportamento dei giovani rispetto al lavoro ed un loro approccio mentale all'occupazione in senso lato già comunemente noto, ovvero che i giovani del Nord sono pronti ad emigrare pur di cercare un posto di lavoro, mentre quelli del Sud preferiscono restare disoccupati e/o assistiti piuttosto che lasciare casa e famiglia d'origine". Il governo però ha previsto finora di stanziare 1 miliardo per le soli regioni meridionali e, nonostante le promesse fatte proprio al Carroccio di interventi a beneficio di tutta la popolazione, ha rifinanziato con 80 milioni le misure relative all'autoimpiego e all'autoimprenditorialità esclusivamente per le imprese del Mezzogiorno. I dati esposti dalla Lega prefigurerebbero invece tutt'altro tipo di intervento. «Valutati alla luce delle politiche occupazionali intraprese da questo Governo, scrivono gli autori dell'interpellanza, i dati «confermano con rammarico la scelta di persistere su una strada di penalizzare chi è più industrioso ed intraprendente".

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