"Il Cittadino 29.07.2013"
«Mi hanno scagliato contro bottiglie e recipienti di vetro: sono stato aggredito dai nomadi che sono stanziati in via Mincio a Sesto Ulteriano». Il consigliere della Lega Nord Michele Rizzi racconta così un episodio che lo ha visto protagonista nella giornata di venerdì, che si è concluso con l’intervento dei carabinieri. «Viste le tante segnalazioni che mi sono arrivate dai cittadini della zona - racconta -, nel pomeriggio mi ero recato con apparecchio fotografico presso il parcheggio occupato da questa famiglia, che è attrezzata con due roulotte e una casetta di legno, a cui si aggiungono in questo periodo estivo anche due piscine gonfiabili». Prosegue: «Ero animato da intenzioni pacifiche, volevo solamente chiedere loro a che titolo si trovano abusivamente su un’area pubblica della frazione, ma appena sono sceso dalla macchina, una donna si è messa ad urlare nella sua lingua, che non capivo, poi sono arrivati due uomini che hanno cominciato a scagliarmi contro bottiglie e recipienti di vetro, a quel punto, spaventato, sono salito velocemente sulla macchina e mi sono allontanato, mentre dallo specchietto retrovisore vedevo che mi stavano inseguendo». Ad un certo punto l’esponente del Carroccio si è fermato in una via della zona e ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti sul posto. «Ho raccontato l’accaduto - spiega -, e sono tornato insieme a loro nell’accampamento: vedendo gli uomini in divisa sono stati meno aggressivi, ma hanno comunque proseguito con parolacce e intimidazioni rivolte a me e anche alla mia famiglia». Nella mattina di sabato Rizzi si è quindi recato alla tenenza dei carabinieri di San Giuliano, dopodiché è tornato ancora una volta sul posto insieme agli stessi militari sangiulianesi in via Mincio.
«Mi hanno accolto con una stretta di mano - dice -, e all’improvviso hanno cambiato totalmente atteggiamento, pronti anche a mostrarsi amichevoli, ma ormai sulla questione andrò a fondo, loro dicono che hanno un’autorizzazione del comune a sostare lì, sebbene poi da approfondimento sia emerso che in realtà si tratta solo di un accordo verbale: vorrei che venisse fatta chiarezza, non ce l’ho con quella famiglia, ma è il metodo che non va bene, in quanto se si consente a queste persone di vivere abusivamente, un domani ci troveremo un campo rom tra le aziende di Se”, che si mostra determinato a formalizzare nella giornata odierna un esposto ai carabinieri rispetto all’accaduto, annuncia anche la ferma intenzione di presentare un’interrogazione consigliare e di chiedere agli onorevoli della Lega Nord di fare arrivare la questione in parlamento. Intanto l’assessore alla sicurezza Gennaro Piraina, spiega: «La famiglia in questione arriva da Zagabria e si trova sul territorio da diversi anni, come è del resto noto ai carabinieri e a alla polizia locale: i bambini vanno a scuola, la situazione è sempre stata monitorata, e sino ad ora non si erano mai verificati fatti spiacevoli, non hanno alcuna alcuna autorizzazione, ma c’è stata solo un minimo di tolleranza».
«Mi hanno accolto con una stretta di mano - dice -, e all’improvviso hanno cambiato totalmente atteggiamento, pronti anche a mostrarsi amichevoli, ma ormai sulla questione andrò a fondo, loro dicono che hanno un’autorizzazione del comune a sostare lì, sebbene poi da approfondimento sia emerso che in realtà si tratta solo di un accordo verbale: vorrei che venisse fatta chiarezza, non ce l’ho con quella famiglia, ma è il metodo che non va bene, in quanto se si consente a queste persone di vivere abusivamente, un domani ci troveremo un campo rom tra le aziende di Se”, che si mostra determinato a formalizzare nella giornata odierna un esposto ai carabinieri rispetto all’accaduto, annuncia anche la ferma intenzione di presentare un’interrogazione consigliare e di chiedere agli onorevoli della Lega Nord di fare arrivare la questione in parlamento. Intanto l’assessore alla sicurezza Gennaro Piraina, spiega: «La famiglia in questione arriva da Zagabria e si trova sul territorio da diversi anni, come è del resto noto ai carabinieri e a alla polizia locale: i bambini vanno a scuola, la situazione è sempre stata monitorata, e sino ad ora non si erano mai verificati fatti spiacevoli, non hanno alcuna alcuna autorizzazione, ma c’è stata solo un minimo di tolleranza».

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