“Paolo Francesconi”
“gazzettino.it 12.07.2013”
VENEZIA - «Una vera presa in giro»: è il giudizio
di Luca Zaia, governatore del Veneto, sul
provvedimento del 18 aprile a firma Consiglio superiore della magistratura e
ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha assegnato i 69 magistrati
vincitori di concorso alle sedi di Napoli Nord (63) e Spoleto (sei), lasciando
il Veneto a bocca asciutta. Una
decisione che ha indotto l’Unione triveneta dei Consigli dell’Ordine
degli avvocati e
gli Ordini provinciali di Belluno, Treviso e Verona a depositare, in giugno, un ricorso al Tar del Lazio,
davanti al quale è stato impugnato il decreto di nomina delle piante organiche
che doveva ridisegnare la geografia di tutti i tribunali d’Italia. Ricorso che
sarà presentato domani in un’assemblea a Belluno. Il ricorso ha come primo
firmatario il presidente dell’Unione, il veronese Antonio Francesco Rosa:
«Diciamo che il decreto ha fatto viaggiare i tribunali ma non i giudici -
spiega - Nel senso che hanno soppresso il tribunale di Bassano, spostato
svariate sedi distaccate sul territorio, ma i numeri dei giudici sono rimasti
gli stessi. Il Veneto era e resta fanalino di coda.
Eppure, in fase
istruttoria, il Csm aveva previsto un’assegnazione di 18 magistrati al Veneto».
Invece, a fine corsa, niente. «Le decisioni non hanno minimamente risposto -
aggiunge Rosa - alle necessità del territorio. È stata privilegiata la scelta
di una ridistribuzione non funzionale a parametri collegati al bacino di utenti
e all'effettivo carico di lavoro dei magistrati, ma esclusivamente legata
all'esistente e alla stratificazione storica del contenzioso, spesso frutto di
dati inattendibili». Il Veneto, invece, secondo lo stesso capo dipartimento
dell’amministrazione giudiziaria, Luigi Biritteri, avrebbe bisogno di 23
magistrati. Ci sarebbe, poi, la beffa nella beffa perché la sede di Napoli
Nord, cui è destinata la gran parte delle assegnazioni (63 su 69), non è ancora
stata indicata: il Comune di Giugliano, dove fisicamente dovrebbe essere
collocata, non l’ha ancora individuata tra i suoi immobili. Non è neanche la
prima volta che le piante organiche degli uffici giudiziari del Nordest vengono
penalizzate a vantaggio delle sedi meridionali. Nel 2011 le 253 nuove
assunzioni di magistrati erano andate tutte al Sud. Da qui la rinnovata ira del
presidente della Regione. «Gli avvocati hanno ragione da vendere - dice Zaia -
Il Nord ha bisogno di strutture pubbliche efficienti». E invece il cittadino e
l’impresa veneta sanno di non poter avere giustizia civile prima di quasi dieci
anni, di non poter contare su giudici del lavoro. Oppure anche, come ricorda
Zaia, sanno di dover «attendere anni per vedersi riconosciuto un credito o
sanzionato un fornitore disonesto, assistere impotenti a procedure fallimentari
che non trovano mai fine». Con un impatto pesantissimo sulle attività
economiche.

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