lunedì 15 luglio 2013

Maroni e lo Ius soli: «Noi nettamente contrari. l problemi veri sono ben altri»

“La Padania 14-15.07.2013”

Contrari. Anzi, più lapidario: «Nettamente contrari allo Ius soli», che garantisce la cittadinanza ai nati in un Paese straniero. A ribadire il concetto, se mai ve ne fosse stato ancora bisogno, è il leader del Carroccio Roberto Maroni, intervistato ieri  sera da Radio2 Days. Per Maroni, si tratta di una situazione che «non esiste in nessun Paese europeo», e, tra l'altro, in una «nazione di frontiera come l' Italia sarebbe devastante e darebbe effetti incontrollabili». Per il governatore lombardo l'attuale legislazione italiana sulla concessione della cittadinanza, basata sullo ius sanguinis, «funziona» e quindi «non vedo  motivi per mettersi a rovistare in questo armadio, con tutti i problemi che abbiamo». E al ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, che è tra i principali sostenitori dello Ius soli, seppure con qualche mitigazione ed eccezione, Maroni fa sapere di non essere d'accordo con quello che dice ma, «e ci mancherebbe altro, la rispetto».
Tanti i temi toccati dal leader ,leghista durante la trasmissione radiofonica. Si è detto «molto scettico» sulla possibilità che il governo riesca a evitare  l'innalzamento dell'Iva e a rimodulare l'Imu. Anzi, «scommetto un euro che non riusciranno a fare né l'uno né l'altro», ha specificato. Anche per questo Maroni prevede che «Ci sarà un autunno molto caldo», con un «Governo incapace di mantenere i propri impegni». Nel dubbio, ha aggiunto Maroni nella sua veste di presidente della Regione Lombardia, «noi  ci attrezziamo per darci da fare da soli in vista dell'autunno ». «Mi attrezzo – ha specificato - nel caso in cui il governo non  faccia nulla», in modo tale che «la Lombardia possa intervenire a sostegno delle imprese». Il Governatore leghista, a questo proposito, ha ricordato il miliardo di euro messo a disposizione per sbloccare i crediti che le imprese vantano nei confronti degli enti locali lombardi. Maroni sposa quindi la richiesta del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e chiede al governo che sia concessa una deroga al Patto di Stabilità per velocizzare i lavori di Expo 2015. Proprio in considerazione «della straordinarietà di questo evento: un'opportunità straordinaria per la Lombardia, Milano, e l'Italia tutta che noi non  vogliamo perdere», ha sottolineato Maroni ai microfoni di Radio2 Days. Maroni ha comunque ribadito «il clima di grande intesa con il governo» sui preparativi in vista di Expo 2015, anche "per recuperare i ritardi accumulati negli anni  precedenti». Poi il retroscena della chiamata a Silvio Berlusconi. «L'ho sentito per dirgli che non è nulla di persona le nei suoi confronti. Noi non siamo tra quelli che vogliono mandarlo in esilio ma era solo una questione politica ». In ballo il voto il voto contrario della Lega al blocco dei lavori del Parlamento. «Era una netta contrarietà all'atteggiamento tenuto in aula dal Pdl - ha ricordato il governatore lombardo - non concordato con noi, che chiedeva di sospendere a tempo  indeterminato, così avevamo capito, la seduta del Parlamento. Ci è sembrato eccessivo e abbiamo votato contro. Poi,  questa opposizione non è stata gradita dal Pdl e da Berlusconi. Chiarito questo - ha concluso Maroni - siamo tornati a tenere gli ottimi rapporti personali che abbiamo sempre tenuto, io e Berlusconi». Quanto alla sentenza dell'ex premier che la Cassazione dovrà emettere il 30 luglio prossimo, Maroni ha risposto con un metafora calcistica: «1X2...». «Ne ho viste tante e così incredibili che non mi aspetto nulla - ha sottolineato Maroni . Immagino che quello che succederà avrà una qualche influenza sugli assetti politici, sulla maggioranza. Berlusconi continua a dire di no, però mi pare che nel Pdl ci sia  molto nervosismo per questo. Dopo di che io ho altro di cui occuparmi in questo momento». Ultima questione: il partito. Qui il segretario della Lega Nord si è detto «tranquillo e sereno» per quanto riguarda gli equilibri interni». Bossi? «Ci parliamo e lunedì ci sarà una segreteria importante della Lega, cui parteciperà anche lui». Un appuntamento definito «importante» da Maroni perché delineerà gli assetti «della Lega del futuro». 




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