“Max Ferrari”
“ininsubria.it 24.07.2013”
Domenica, quel che resta del Belgio ha festeggiato
l’incoronazione del nuovo re, Filippo, ultimo simbolo di unità di un paese
sempre più diviso tra fiamminghi e francofoni. Che non a caso, nel suo primo
discorso ufficiale davanti al Parlamento, ha focalizzato tutta la sua
attenzione sull’unità nazionale. I secessionisti fiamminghi del Vlaams
Belang però non erano seduti tra i banchi ad ascoltarlo: decisamente
antimonarchici e repubblicani, hanno deciso di boicottare una
cerimonia per loro senza senso e buona parte dei giovani del movimento
identitario, capitanati dal deputato Filip Dewinter, hanno preferito
trascorrere la “storica” giornata sul Lago di Como, a Sala Comacina, in
compagnia del Movimento Giovani Padani e di Roberto Maroni. Impegnati in
una settimana di studi e vacanze denominata “Università d’Estate in
Padania”, i giovani del Vlaams Belang Jongeren sono stati raggiunti
da Dewinter,
fondatore e figura storica dell’indipendentismo fiammingo, che per tutta la domenica è stato tempestato di telefonate da giornali e tv belghe che gli chiedevano dov’era e come mai non fosse a Bruxelles a rendere omaggio al nuovo monarca. «Sono in Padania a parlare di Europa delle identità e la vostra cerimonia mi è estranea», rispondeva Dewinter che poi ha atteso Maroni, lo ha presentato ai giovani e gli ha lasciato la parola. Il segretario della Lega Nord, in un lungo discorso rigorosamente in inglese, ha detto che l’euroburocrazia Ue non è l’Europa federale dei popoli e delle regioni che noi vogliamo. Ha spiegato che la Lombardia, con i suoi oltre 10 milioni di abitanti (come l’intero Belgio), deve essere considerata una vera e propria nazione e come tale, insieme a Veneto e Piemonte, d’ora in poi si muoverà in seno alla Ue. E ha ricordato che il fine della battaglia leghista è l’indipendenza della Padania, esattamente come quello dei fiamminghi è la totale libertà delle Fiandre. Concludendo un intervento molto applaudito, il segretario del Carroccio ha auspicato una sempre maggior sinergia tra movimenti autonomisti e identitari e ha invitato i Giovani Padani a continuare il loro percorso internazionale. Maroni, seguito dai fiamminghi, si è poi recato sull’altro ramo del Lago e nel comizio tenuto a Lezzeno ha denunciato i continui sbarchi di clandestini e ha annunciato lotta dura contro l’immigrazione incontrollata, che finisce quasi tutta in Padania, e contro i progetti della sinistra miranti all’abolizione del reato di clandestinità e al diritto di cittadinanza e voto basato sullo ius soli. Parole del tutto condivise da un attentissimo Filip Dewinter, vero alfiere della lotta all’immigrazione incontrollata e all’islamizzazione del Belgio e per questo spesso censurato e violentemente attaccato dalla sinistra immigrazionista. Il Vlaams Belang infatti è considerato “colpevole” di pubblicizzare e denunciare quel che i dati statistici già oggi raccontano: tra circa dieci anni il Belgio potrebbe essere a maggioranza musulmana e già ora alcuni quartieri di Bruxelles, di fatto delle città nella città, hanno una percentuale di extracomunitari superiore al 30%. Anche a scuola, secondo i dati pubblicati dai giornali, l’islam ha superato il cristianesimo, visto che il 43% degli alunni delle scuole primarie sceglie l’ora di religione islamica, mentre solo il 23% si dedica al cattolicesimo e gli altri optano per lezione di morale civica. Il 40% dei “bruxellesi”, d’altra parte, non sono fiamminghi ma immigrati e di questi la grande maggioranza sono islamici. Altro dato significativo è che sette tra i primi dieci nomi maschili assegnati ai nuovi nati sono nomi di origine araba. E, considerato che ogni due nati uno è figlio di immigrati, i conti sono estremamente semplici e, per una volta mettono “d’accordo” i fiamminghi del Vlaams Belang e gli estremisti islamisti di “Shariah for Belgium” che sono fortissimi, reclutano volontari per la guerra santa in Siria e in Europa e hanno già dichiarato la prossima costituzione del califfato belga. Se a questo aggiungiamo che il 45% dei detenuti sono musulmani e che persino tra i poliziotti si sono infiltrati alcuni elementi che rifiutano di prendere ordini e di rapportarsi con le colleghe donne, il quadro non è dei migliori. Contro tutto questo lottano gli indipendentisti fiamminghi, che chiedono la messa al bando dei predicatori fondamentalisti, la revoca della nazionalità agli estremisti residenti in Belgio che hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria e un giro di vite contro una migrazione di massa cui è seguito un totale flop del processo di integrazione. Le elezioni del 2014 diranno se gli allarmi lanciati dal Vlaams Belang prevarranno sui sonniferi distribuiti dalla Ue. In tal caso una sinergia con i “cugini” indipendentisti di “Nuova Allenza Fiamminga” potrebbe portare alla nascita delle Fiandre Nazione e aprire la strada ad altri popoli in cerca di libertà. A cominciare dai padani.
fondatore e figura storica dell’indipendentismo fiammingo, che per tutta la domenica è stato tempestato di telefonate da giornali e tv belghe che gli chiedevano dov’era e come mai non fosse a Bruxelles a rendere omaggio al nuovo monarca. «Sono in Padania a parlare di Europa delle identità e la vostra cerimonia mi è estranea», rispondeva Dewinter che poi ha atteso Maroni, lo ha presentato ai giovani e gli ha lasciato la parola. Il segretario della Lega Nord, in un lungo discorso rigorosamente in inglese, ha detto che l’euroburocrazia Ue non è l’Europa federale dei popoli e delle regioni che noi vogliamo. Ha spiegato che la Lombardia, con i suoi oltre 10 milioni di abitanti (come l’intero Belgio), deve essere considerata una vera e propria nazione e come tale, insieme a Veneto e Piemonte, d’ora in poi si muoverà in seno alla Ue. E ha ricordato che il fine della battaglia leghista è l’indipendenza della Padania, esattamente come quello dei fiamminghi è la totale libertà delle Fiandre. Concludendo un intervento molto applaudito, il segretario del Carroccio ha auspicato una sempre maggior sinergia tra movimenti autonomisti e identitari e ha invitato i Giovani Padani a continuare il loro percorso internazionale. Maroni, seguito dai fiamminghi, si è poi recato sull’altro ramo del Lago e nel comizio tenuto a Lezzeno ha denunciato i continui sbarchi di clandestini e ha annunciato lotta dura contro l’immigrazione incontrollata, che finisce quasi tutta in Padania, e contro i progetti della sinistra miranti all’abolizione del reato di clandestinità e al diritto di cittadinanza e voto basato sullo ius soli. Parole del tutto condivise da un attentissimo Filip Dewinter, vero alfiere della lotta all’immigrazione incontrollata e all’islamizzazione del Belgio e per questo spesso censurato e violentemente attaccato dalla sinistra immigrazionista. Il Vlaams Belang infatti è considerato “colpevole” di pubblicizzare e denunciare quel che i dati statistici già oggi raccontano: tra circa dieci anni il Belgio potrebbe essere a maggioranza musulmana e già ora alcuni quartieri di Bruxelles, di fatto delle città nella città, hanno una percentuale di extracomunitari superiore al 30%. Anche a scuola, secondo i dati pubblicati dai giornali, l’islam ha superato il cristianesimo, visto che il 43% degli alunni delle scuole primarie sceglie l’ora di religione islamica, mentre solo il 23% si dedica al cattolicesimo e gli altri optano per lezione di morale civica. Il 40% dei “bruxellesi”, d’altra parte, non sono fiamminghi ma immigrati e di questi la grande maggioranza sono islamici. Altro dato significativo è che sette tra i primi dieci nomi maschili assegnati ai nuovi nati sono nomi di origine araba. E, considerato che ogni due nati uno è figlio di immigrati, i conti sono estremamente semplici e, per una volta mettono “d’accordo” i fiamminghi del Vlaams Belang e gli estremisti islamisti di “Shariah for Belgium” che sono fortissimi, reclutano volontari per la guerra santa in Siria e in Europa e hanno già dichiarato la prossima costituzione del califfato belga. Se a questo aggiungiamo che il 45% dei detenuti sono musulmani e che persino tra i poliziotti si sono infiltrati alcuni elementi che rifiutano di prendere ordini e di rapportarsi con le colleghe donne, il quadro non è dei migliori. Contro tutto questo lottano gli indipendentisti fiamminghi, che chiedono la messa al bando dei predicatori fondamentalisti, la revoca della nazionalità agli estremisti residenti in Belgio che hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria e un giro di vite contro una migrazione di massa cui è seguito un totale flop del processo di integrazione. Le elezioni del 2014 diranno se gli allarmi lanciati dal Vlaams Belang prevarranno sui sonniferi distribuiti dalla Ue. In tal caso una sinergia con i “cugini” indipendentisti di “Nuova Allenza Fiamminga” potrebbe portare alla nascita delle Fiandre Nazione e aprire la strada ad altri popoli in cerca di libertà. A cominciare dai padani.

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