“La Padania 18.07.2013”
Caduto il Muro di Berlino e sconfitto il
comunismo, la sinistra è rimasta senza ideologia. Come sostituirla? Ce lo
spiega Giovanni Sartori, noto editorialista del Corriere, sulle colonne del
quotidiano di via Solferino (edizione di ieri): «In Italia la trovata è stata
il terzomondismo, abbracciare la causa del Terzo mondo". A suo tempo,
scrive, fu l'allora ministro Livia Turco la “pasionaria" di questo “terzomondismo
dogmatico e pressoché fanatico". E la sua lezione è continuata: “purtroppo
risulta che la Turco ha continuato a essere il consigliere occulto (e ascoltato)
di tutti i nostri presidenti, da Ciampi in poi". Secondo il noto
polito/ago, il governo Letta sarebbe “il più scombinato, in fatto di competenze
e di in competenze, della nostra storia. Nullità che diventano ministri, brave
persone messe al posto sbagliato. Eppure Letta è del mestiere, conosce bene il
mondo politico nel quale vive. Chi gli ha imposto, allora, una donna (nera,
bianca o gialla non fa nessunissima differenza) specializzata in oculistica
all'Università di Modena per il delicatissimo dicastero della integrazione?".
La Kyenge, spiega, si batte per lo ius soli mentre in realtà il suo ministero si dovrebbe occupare, appunto, di integrazione. “E non sa, a quanto pare, - scrive Sartori - che l'integrazione non ha niente a che fare con il luogo di nascita: è una fusione che avviene, o anche non avviene, tra un popolo e un altro". Ora cosa c'entra l'immigrazione e l'eventuale integrazione con le competenze di un 'oculista? ·Ovviamente niente". E a cosa debba la sua posizione la Kyenge, per Sartori è un mistero, “tra i tanti della politica italiana", da scoprire. misteri della politica italiana questo sarebbe davvero da scoprire. Un'altra “raccomandata” anch'essa “di ferro" sarebbe per lui la presidente della Camera Boldrini. “In questo caso – scrive - le “credenziali sono davvero irrisorie. Molta sicumera, molto presenzialismo femminista ma scarsa correttezza e anche presenza nel mestiere che dovrebbe fare". L'Italia, conclude, in un momento di grande crisi come questo “non si può permettere governi combinati (o meglio scombinati) da misteriose raccomandazioni di misteriosissimi poteri. Siamo forse arrivati alla P3?".
La Kyenge, spiega, si batte per lo ius soli mentre in realtà il suo ministero si dovrebbe occupare, appunto, di integrazione. “E non sa, a quanto pare, - scrive Sartori - che l'integrazione non ha niente a che fare con il luogo di nascita: è una fusione che avviene, o anche non avviene, tra un popolo e un altro". Ora cosa c'entra l'immigrazione e l'eventuale integrazione con le competenze di un 'oculista? ·Ovviamente niente". E a cosa debba la sua posizione la Kyenge, per Sartori è un mistero, “tra i tanti della politica italiana", da scoprire. misteri della politica italiana questo sarebbe davvero da scoprire. Un'altra “raccomandata” anch'essa “di ferro" sarebbe per lui la presidente della Camera Boldrini. “In questo caso – scrive - le “credenziali sono davvero irrisorie. Molta sicumera, molto presenzialismo femminista ma scarsa correttezza e anche presenza nel mestiere che dovrebbe fare". L'Italia, conclude, in un momento di grande crisi come questo “non si può permettere governi combinati (o meglio scombinati) da misteriose raccomandazioni di misteriosissimi poteri. Siamo forse arrivati alla P3?".

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