martedì 23 luglio 2013

«A settembre mobilitazione per le Province e contro il patto di stabilità»

“Giovanni Polli”
“La Padania 23.07.2013”

«Contro il caos creato dal Governo sulle Province, la Regione Lombardia a settembre presenterà una sua proposta». È  quanto ha annunciato ieri il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della premiazione di alcuni negozi storici lombardi. «Il Governo- ha sottolineato Maroni - sulle Province è riuscito a creare un caos istituzionale. Dal primo gennaio non ci sarà nemmeno più la città metropolitana - ha precisato - aggiungendo così caos al caos». «Per questo, per uscire dalla nebbia - ha spiegato il governatore lombardo - avanzeremo una nostra proposta sul superamento delle Province e sull'area metropolitana. Proposta che sottoporremo al governo a settembre. C'è una specificità lombarda e milanese - ha poi spiegato Maroni - perché nel 2015 avremo l'Expo. Per questo - ha concluso - bisogna  intervenire subito, perché siamo in una situazione e in un momento speciale».
La sera precedente, a Maroni aveva già anticipato le mosse politiche subito dopo la pausa agostana: «A settembre inizieremo una mobilitazione totale di tutti gli amministratori, dei sindaci, delle Regioni del Nord per cancellare il patto di stabilità», aveva detto in un incontro a Sala Comacina (Como). Maroni aveva detto di augurarsi che il governo sappia dare risposte giuste altrimenti «ci sarà un braccio di ferro, perché non possiamo attendere l'inerzia del governo romano». «Faremo - ha spiegato il presidente lombardo - un'azione di supplenza come governatori delle regioni del Nord se sarà necessario per ottenere quello che dobbiamo ottenere». Per questo Maroni ha detto di essere pronto «ad aprire un contenzioso tra territori e centro». «Sappiamo che il Federalismo in salsa romana è stato trasferire la pressione fiscale dal centro alla periferia», aveva aggiunto. «E dopo tutti questi anni forse c'è da fare una riflessione se sia possibile ottenere il Federalismo vero ancora con i metodi seguiti fino ad oggi, cioè riformare dal centro». E il governo Letta non è senza alternative, ha spiegato il segretario del Carroccio. «O questo governo di larghe intese - ha detto sempre in occasione dell'incontro a Sala Comacina - o un altro governo, anche andando a votare. Ci vuole un governo che governi» mentre questo invece è «sembra un governo impazzito, non regge più». «Io sono molto preoccupato - ha aggiunto - perché un governo del genere non dà risposte». «Il governo si è salvato in corner sulla vicenda Kazaka, su Alfano. Ma non tiene più, è un impazzimento generale», ha precisato. Ed è per questo che Maroni si sta preparando a «lanciare l'offensiva, la campagna d'autunno sul patto di stabilità». Come esempi «dell'impazzimento» del governo, Maroni ha citato la richiesta fatta da Maurizio Gasparri a Letta di assumere le deleghe del ministro Zanonato, e anche il fatto che ci sia una parte, cioè il Pdl «che rivendica più ministeri, perché si sono accorti adesso che hanno solo lo 0,3% in meno». «Mi sembra - ha concluso - una roba un po' da matti». Considerazioni sintetizzate anche in un tweet, sempre scritto domenica: «Gasparri: "Zanonato ama l'oppressione fiscale, Letta assuma guida politiche economiche". La maggioranza romana continua a sfaldarsi» Maroni era anche tornato ad occuparsi, con un altro tweet, dei continui sbarchi a Lampedusa: «Altri 200 clandestini arrivati oggi a Lampedusa. Governo sveglia!!». Ieri, infine, un pensiero per la morte del sindaco di Cardano al Campo, Laura Prati, colpita all'inizio di luglio dall'ex comandante dei vigili: «Dolore per Laura e rabbia per una tragedia assurda. L'assassino deve pagare senza sconti di pena», ha scritto Maroni su Facebook.









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