martedì 23 luglio 2013

Banlieue parigine in fiamme per una donna in burqa. Integralisti contro le regole.

“Paolo Brera”
“La Padania 23.07.2013”


A sette chilometri da Trappes i re di Francia avevano la loro reggia, la più grande d'Europa. Non avrebbero mai potuto  prevedere l'insurrezione che nei giorni scorsi ha de· vastato questa banlieue parigina. Causa scatenante: il controllo d'identità su una donna completamente coperta da un burqa. Di lì un primo tafferuglio con il marito e nelle due notti seguenti auto incendiate e guerriglia urbana, con bombe molotov e morta retti , contro la polizia. L'ordine è stato riportato e non si lamentano morti, solo feriti e qualche arresto. Ma la causa sottostante, naturalmente, è la presenza di zone multietniche in cui una popolazione musulmana non troppo integrata fa da brodo di cultura a minoranze molto agguerrite di integralisti. La reazione del governo socialista è stata immediata, e più ferma di quanto non ci si aspetterebbe da un governo di sinistra. Il ministro degli Interni Manuel Valls ha inviato rinforzi e si è recato lui stesso nella città. «La sicurezza non è né di sinistra né di destra, è un valore», ha detto il ministro: «La calma sta tornando grazie all'impegno delle forze dell'ordine.
C'è una sola legge nel nostro Paese, la legge della Repubblica. Non ci può essere il minimo sentimento di impunità. La polizia francese è nel cuore di questi quartieri, di queste città, questo dà fastidio ma non esistono zone di non legalità». Valls ha invitato però a non confondere «l'immensa maggioranza dei nostri compatrioti musulmani con una minoranza che vorrebbe imporre un'altra legge». Più duri gli esponenti del centro-destra e del Front National. Eric Ciotti, deputato delle Alpi-Marittime, ha detto che «niente potrebbe scusare questa violenza inaudita e inedita nella storia del nostro Paese, contro i simboli della Repubblica, ossia la polizia nazionale». E il sindaco di Nizza Christian Estrosi, deputato dell'Ump (centro-destra), ha denunciato: «Trappes è territorio della Repubblica e lo Stato deve farvi rispettare la legge. Il governo deve reagire e non può più dare prova di lassisma». «Si deve notare una volta di più che queste rivolte sono legate all'ascesa di un deleterio spirito di comunità, esacerbato dall'immigrazione di massa», scrive la presidente del Front national (estrema destra), Marine Le Pen, nel suo comunicato: «Simili scene di sommossa si stanno moltiplicando da anni, tanto sotto i governi Ump quanto sotto quelli socialisti», prosegue il comunicato. «La Repubblica francese ha il braccio davvero troppo debole: a causa del lassisma dei diversi governi, sta perdendo il suo braccio di ferro con i criminali, gli islamisti e i capi bastone» è la conclusione. Tanto venerdì sera quanto sabato i tumulti sono stati opera di duecento o trecento persone soltanto (Trappes ha 30.000 abitanti, dei quali la maggioranza è araba o comunque musulmana), ma i danni sono stati ingenti. Sono stati effettuati sei fermi e arresti che daranno luogo a giudizi per direttissima. L'atmosfera rimane molto tesa. Gli scontri si sono subito estesi ai due comuni limitrofi di Élancourt e Guyancourt, anch'essi con una forte popolazione musulmana. I trappesi interrogati dai media dicono che i controlli d'identità in città prendono di mira i soli musulmani, perché ci sarebbe una forte islamofobia: «Tutta la città è arrabbiata! Pensate che ci rivoltiamo solo per uno storia di controlli finiti male? È tutta l'atmosfera di Trappes che ci dà voglia di rivoluzione!» s i sfoga con i giornalisti un trentenne davanti a un centro commerciale. Le grandi periferie multietniche (o magari monoetniche, ma maghrebine) sono un vivaio di guai.  

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