“Andrea Accorsi”
“La Padania 11.06.2013”
«La
sconfitta è colpa nostra, ce la siamo andati a cercare. Perché in un momento in
cui la gente è alle prese con tanti problemi,
polemizzare fra di noi non fa altro che allontanarla dalla Lega». Non cerca
scuse Matteo Salvini nel commentare la Caporetto del Carroccio alle
Amministrative. E guarda avanti, trovando motivi di ottimismo. Ma esorta anche
gli amministratori leghisti ad osare: «Mostrino coraggio, anche quello di
disubbidire a Roma e a Bruxelles se serve». Il Segretario nazionale della Lega
Lombarda esordisce prendendo atto della débâcle. «Abbiamo preso una batosta, abbiamo
sbattuto la faccia contro il muro, ma ogni tanto questo fa bene. Ora dobbiamo
tapparci la bocca, nessuno dica che è colpa di tizio o di caio, e guardare
avanti, perché chiunque voglia guardare indietro sbaglia». Poi, parlando con i
giornalisti nella sede di via Bellerio a Milano Salvini ribadisce: «Il
messaggio lo abbiamo ricevuto forte e chiaro, e la lezione è che quando litighi
non risolvi i problemi, ma spingi gli elettori all'astensione. Chi litiga
allontana la gente e qui c'è qualcuno che litiga troppo». Sul campo sono
rimaste anche due piazze eccellenti, come Brescia e Treviso. «Abbiamo perso
palesemente e mi spiace - commenta - anche perché abbiamo lavorato bene in
questi capoluoghi, che con la Lega hanno cambiato volto. Treviso, poi, secondo
uno studio dell'Università Bocconi è, insieme a Verona, all'avanguardia nell'integrazione
degli stranieri, diversamente da quello che dice il ministro Kyenge, che
ancora una volta ha parlato a sproposito (il ministro dell'Integrazione ha
interpretato la sconfitta della Lega Nord a Treviso come il segnale che «è
arrivato il momento di cambiare l'approccio
sulle politiche per l'integrazione», nda).
Ripeto, paghiamo i litigi e le divisioni. Dobbiamo essere più umili, ma anche più furbi e "cattivi" . Il consenso nei paesi e sul territorio si guadagna metro per metro». Da qui il vicesegretario federale del Carroccio alza lo sguardo al futuro. «Quando cadi, ti rialzi. Occorre lavorare tanto e parlare poco. Possiamo prendere questa sconfitta come motivo per litigare ancora, ma non ho voglia di farlo. Se saremo meno litigiosi, i voti torneranno. Sono ottimista, perché vedo la voglia dei militanti, le nuove sezioni che aprono, il presidente di Assolombarda che parla di Macroregione del Nord sulla linea della Lega...». Insomma, i fatti sui quali far leva per rilanciare il Movimento non mancano. «Anche a Milano - ricorda Salvini - due anni fa abbiamo perso, e ora i milanesi si stanno pentendo di non essere andati a votare, finendo col far vincere Pisapia. I risultati si ottengono lavorando bene, sia stando in maggioranza che in minoranza. Se questo è il punto di partenza andremo lontano, sennò perderemo ancora». Matteo Salvini invita quindi «i più di cento amministratori della Lega, governato ricompresi» ad essere «meno prudenti e meno rispettosi delle regole imposte da Roma come da Bruxelles, che sono regole folli che impediscono di amministrare nell'interesse della gente. Gli amministratori della Lega - insiste - devono uscire dai binari dell'ordinaria amministrazione. Se si seguono certe regole, non si ottiene altro che inaugurare una rotonda in più o sistemare una scuola materna. Invece bisogna ribaltare il tavolo delle regole, partendo dai soldi che sono alla base di qualunque politica. Se serve, occorre disubbidire, tornare ad avere coraggio. Forse - è la conclusione del Segretario lumbard - qualcuno dei nostri si è disabituato a rischiare».
Ripeto, paghiamo i litigi e le divisioni. Dobbiamo essere più umili, ma anche più furbi e "cattivi" . Il consenso nei paesi e sul territorio si guadagna metro per metro». Da qui il vicesegretario federale del Carroccio alza lo sguardo al futuro. «Quando cadi, ti rialzi. Occorre lavorare tanto e parlare poco. Possiamo prendere questa sconfitta come motivo per litigare ancora, ma non ho voglia di farlo. Se saremo meno litigiosi, i voti torneranno. Sono ottimista, perché vedo la voglia dei militanti, le nuove sezioni che aprono, il presidente di Assolombarda che parla di Macroregione del Nord sulla linea della Lega...». Insomma, i fatti sui quali far leva per rilanciare il Movimento non mancano. «Anche a Milano - ricorda Salvini - due anni fa abbiamo perso, e ora i milanesi si stanno pentendo di non essere andati a votare, finendo col far vincere Pisapia. I risultati si ottengono lavorando bene, sia stando in maggioranza che in minoranza. Se questo è il punto di partenza andremo lontano, sennò perderemo ancora». Matteo Salvini invita quindi «i più di cento amministratori della Lega, governato ricompresi» ad essere «meno prudenti e meno rispettosi delle regole imposte da Roma come da Bruxelles, che sono regole folli che impediscono di amministrare nell'interesse della gente. Gli amministratori della Lega - insiste - devono uscire dai binari dell'ordinaria amministrazione. Se si seguono certe regole, non si ottiene altro che inaugurare una rotonda in più o sistemare una scuola materna. Invece bisogna ribaltare il tavolo delle regole, partendo dai soldi che sono alla base di qualunque politica. Se serve, occorre disubbidire, tornare ad avere coraggio. Forse - è la conclusione del Segretario lumbard - qualcuno dei nostri si è disabituato a rischiare».

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