venerdì 7 giugno 2013

«Non è matto, nessuna pietà per Kabobo»

“Giancarlo Cattaneo”
“La Padania 07.06.2013”


Mentre la giustizia italiana condanna cinque ragazzi a pene da 40 giorni fino a tre mesi di carcere per dei cori da stadio (magari fuori dalle righe ma certo non degni di codice penale), il Tribunale di Milano concede un trattamento di favore per Mada Kabobo, il picconatore di Niguarda che, con la sua lucida follia, ha lasciato sull'asfalto le vite di tre cittadini. Se la Lega, che ieri ha manifestato davanti al Palazzo di giustizia, chiede che l'assassino marcisca in galera, il Tribunale ha concesso addirittura 90 giorni di tempo (tre mesi!), a partire dal prossimo 10 giugno, affinché i periti medico-legali nominati dal gip Andrea Ghinetti effettuino la perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere del cittadino ghanese. Duro l'affondo del segretario provinciale di Milano Igor lezzi: «Milano sta diventando una terra di nessuno dove tutti possono andare in giro a dare picconate o a sparare». Iezzi, insieme a decine di militanti leghisti e semplici cittadini, ha anche personalmente vergato lo striscione «Kabobo in galera» esposto in occasione del presidio, il cui motto scandito a ripetizione è stato «Non è un pazzo, è un criminale».
«Nessuno provi a regalargli la scappatoia per uscire dal carcere. Kabobo non è un malato di mente, è solo un assassino. Mettiamolo in galera e buttiamo via le chiavi», ha ribadito Iezzi. «Ieri hanno condannato cinque tifosi della Pro Patria per un "buh" e se c'è la galera per loro non ci dev'essere per Kabobo? Ha puntato il dito Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda e vicesegretario federale - Qualcuno vuoi farlo passare per matto, ma non è matto uno che ha precedenti penali e che va in giro per tre ore ad uccidere con una mazza e un piccone: deve andare in galera e possibilmente al suo Paese, per non costare più un euro al contribuente italiano. Ogni volta che questo tizio sarà in Tribunale saremo qui anche noi per ribadire che non è matto ma solo un assassino». La posizione dei legali del pluri-omicida non ha bisogno di commenti. «Kabobo - spiegano gli avvocati - è analfabeta e parla un inglese elementare. Per il momento si limita ad ascoltare e risponde a monosillabi. Siamo riusciti a spiegargli per sommi capi cosa sia un incidente probatorio ma per effettuare la perizia ci sarà bisogno di comunicare meglio». 

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