sabato 8 giugno 2013

GRIMOLDI e RONDINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00263
presentato da
GRIMOLDI Paolo
testo di
Mercoledì 5 giugno 2013, seduta n. 29

GRIMOLDI e RONDINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: 
la chimica Saronio ha rappresentato per il comune di Melegnano uno dei più importanti insediamenti industriali, con una attività che ha inizio nel lontano 1926 fino alla data di chiusura della fabbrica nel 1966; l'attività ha interessato la produzione di vernici e, come area militare, fino al 1943, la produzione di gas urticanti; a tutt'oggi il Ministero della difesa sembra che intima a chiunque di non avvicinarsi; la situazione è resa ancora più grave, dall'abbandono in cui versa l'ex area militare della Saronio, una vera e propria chemical city; nei quarant'anni di attività il polo chimico si è espanso notevolmente occupando 200 mila metri quadri sul territorio del comune di Melegnano e su quello confinante di Cerro al Lambro, lasciando, dopo la chiusura, stratificazioni di fanghi residui della produzione, vasche di decantazione inquinate, discariche; si tratta di terreni altamente contaminati da ammine aromatiche che sono «sostanze fondamentali nel processo produttivo dei coloranti per tessuti, e impiegate
nello stabilimento senza alcuna misura di prevenzione o di protezione nei confronti dello sviluppo di vapori e polveri»; le ammine sono generalmente tossiche e quelle aromatiche sono composti cancerogeni sospetti o accertati; le analisi effettuate dall'Asl hanno evidenziato anche importanti quantitativi di benzene, oltre a cloroformio, diclorobenzene e cloronitrobenzene in concentrazioni anche mille volte superiori ai limiti della soglia di contaminazione stabiliti dalla legge; i risultati di un'indagine condotta nel 1977 dallo SMAL (Servizio medicina ambiente di lavoro) evidenziano nell'area 38 casi di morte per tumori alla vescica accertati, pari a tre volte la mortalità media nazionale per tale malattia; negli anni settanta e ottanta sono state realizzate urbanizzazioni incuranti del fatto che sui terreni sorgesse una fabbrica chimica e che i terreni erano ad elevato inquinamento legato alla tossicità delle lavorazioni e produzioni che vi venivano svolte; il 13 gennaio 2003 il comune di Melegnano ha affidato la società Edison succeduta nella proprietà dell'area, a «provvedere ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo n. 22 del 1997, agli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate»; le operazioni di bonifica sul terreno inquinato consistono nel confinamento dei terreni limitatamente lungo il nuovo tracciato dell'alta velocità, con relativa raccolta controllata delle acque meteoriche, e nell'inizio della bonifica in un'area di 26 mila metri quadrati, destinata in passato ad ospitare spettacoli viaggianti, che in realtà interessa un decimo del totale delle aree di proprietà della fabbrica; fra polemiche, contrattempi e ritardi i lavori di quest'ultima bonifica si protraggono fino al 12 luglio 2006; contestualmente al collaudo dell'ARPA la provincia di Milano ha creato una decina di pozzetti di controllo della falda acquifera nella periferia ovest; in una riunione del 19 luglio 2007, presso la direzione generale sanità della regione, tra ASL MI2, ARPA, provincia di Milano, regione Lombardia (unità organizzativa prevenzione e ufficio bonifiche), con oggetto «Sito di interesse regionale denominato ex Società Saronio. Interventi o tutela della pubblica salute», è stata ritenuta indispensabile l'installazione di una barriera idraulica, come ne sono già state realizzate in provincia di Lodi, con l'obiettivo di raccogliere l'acqua inquinata e mandarla a un depuratore allo scopo di salvaguardare le falde più profonde dalla contaminazione; da notizie stampa si apprende che sono stati decisi controlli da parte dell'ARPA sull'inquinamento indoor, sostanzialmente quello provocato dalle evaporazioni del benzene e degli idrocarburi in locali tipo cantine e garage, ed è stato inoltre deciso il coinvolgimento dell'Istituto superiore di sanità nella valutazione dei dati e delle azioni da intraprendere e dell'ICPS (Centro internazionale per gli antiparassitari e la prevenzione sanitaria) per una valutazione sulle possibili interazioni tra inquinanti e ortaggi e coltivazioni in generale su terreni contaminati; sono emersi inquinamenti nella prima e seconda falda; nell'ottobre 2007, a circa due anni dall'inizio dell'operazione di bonifica, sono stati rimossi anche gli ultimi vincoli imposti dalla provincia e l'area è diventata libera e pronta per l'attuazione di un piano di lottizzazione; tra scarico di responsabilità e contenziosi aperti tra Edison e amministrazioni comunali, l’iter per l'approvazione del piano di urbanizzazione dell'area è proseguito; il progetto prevede un complesso residenziale composto da 115 appartamenti distribuiti su due palazzine, proprio su una parte dell'area inquinata; il 27 ottobre 2008 hanno inizio i lavori del complesso residenziale; nonostante le analisi effettuate abbiano dimostrato la presenza di veleni come arsenico, diossine e piombo, tutt'attorno all'area inquinata, nel frattempo, è nata un'intera città –: se il Ministro, nell'ambito delle proprie competenze per la tutela dell'ambiente, intenda approfondire lo stato di inquinamento del suolo e della falda idrica dell'area della chimica Saronio, anche sulla base delle indagini e degli accertamenti già effettuati. (5-00263) 

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