“ininsubria.it
10.06.2013”
La normativa sull'asilo in Svizzera sarà inasprita,
ossia resa più congrua alle necessità del Paese ed anche alla tutela
dei veri aspiranti allo "status" di rifugiato. Ad esempio è
stato eliminato il diritto di chiedere asilo alle ambasciate svizzere
e l'esclusione dell'obiezione di coscienza quale motivo per
richiedere lo status di rifugiato. Prevista anche la limitazione a cento
giorni della durata dei processi per ottenere l'asilo. Vengono poi creati centri
sorvegliati dove possono essere rinchiusi i richiedenti asilo che non
rispettano l'ordine pubblico. Pieno successo, in questo caso, per la tesi
sostenuta da Berna con l'approvazione, nel settembre dello scorso anno, di
provvedimenti urgenti al fine sia di alleggerire il carico sui Cantoni, sia di
accelerare le procedure. In base ai dati pubblicati dal quotidiano online
Il Giornale del Ticino, il "via libera" è stato ratificato, stando
agli ultimi dati, dal 78.3 per cento dei circa due milioni di cittadini
partecipanti al voto, con 22 Cantoni su 22 a favore (mancano ancora i soli dati
dal Canton Soletta).
Eloquente anche il responso dal Ticino: 58'381 favorevoli, 19'551 contrari, ossia 74.91 per cento contro 25.09; 1'938 - un'enormità - le schede bianche, 104 quelle nulle. In sede parlamentare, il consenso era stato manifestato in termini chiari: 122 contro 49 e 14 astenuti al Consiglio nazionale; 36 contro nove e zero astenuti al Consiglio degli Stati. IN ITALIA... PORTE APERTE E così, mentre il popolo svizzero decide di dare un giro di vite all'ingresso degli stranieri - sia per tutelare la sicurezza e le risorse finanziarie del Paese, e concedere aiuto a chi ne ha realmente bisogno, ossia i rifugiati autentici - in Italia il "diritto di asilo" non si nega praticamente a nessuno, mentre continua l'afflusso indiscriminato di clandestini con tutto il carico di costi sociali e di rischio per la sicurezza che ne consegue. Di dati sulle espulsioni nessuno ne parla più, ammesso che vengano ancora fatte. In compenso gli sbarchi dalle coste dell'Africa sono già cominciati e a breve si intensificheranno con l'arrivo dell'estate. Inoltre, a qualcuno è venuto anche in mente di invocare lo Ius soli, giusto per non farci mancare nulla e rendere ancora più "appetibile" l'ingresso in Italia. Possibile avere un giorno un referendum sul tema anche di quà dal confine o la "troppa democrazia" non si addice all'Italia?
Eloquente anche il responso dal Ticino: 58'381 favorevoli, 19'551 contrari, ossia 74.91 per cento contro 25.09; 1'938 - un'enormità - le schede bianche, 104 quelle nulle. In sede parlamentare, il consenso era stato manifestato in termini chiari: 122 contro 49 e 14 astenuti al Consiglio nazionale; 36 contro nove e zero astenuti al Consiglio degli Stati. IN ITALIA... PORTE APERTE E così, mentre il popolo svizzero decide di dare un giro di vite all'ingresso degli stranieri - sia per tutelare la sicurezza e le risorse finanziarie del Paese, e concedere aiuto a chi ne ha realmente bisogno, ossia i rifugiati autentici - in Italia il "diritto di asilo" non si nega praticamente a nessuno, mentre continua l'afflusso indiscriminato di clandestini con tutto il carico di costi sociali e di rischio per la sicurezza che ne consegue. Di dati sulle espulsioni nessuno ne parla più, ammesso che vengano ancora fatte. In compenso gli sbarchi dalle coste dell'Africa sono già cominciati e a breve si intensificheranno con l'arrivo dell'estate. Inoltre, a qualcuno è venuto anche in mente di invocare lo Ius soli, giusto per non farci mancare nulla e rendere ancora più "appetibile" l'ingresso in Italia. Possibile avere un giorno un referendum sul tema anche di quà dal confine o la "troppa democrazia" non si addice all'Italia?

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