mercoledì 5 giugno 2013

Macroregione, Maroni assicura: determinato ad andare fino in fondo

“Simone Boiocchi”
“La Padania 05.06.2013”

«Ripartiamo dall'industria... con i giovani». Questo il titolo dell'assemblea annuale di Confindustria Lecco riunita per tracciare il bilancio dell'ultimo anno, nell'Aula Magna del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano. Ospiti del presidente Giovanni Maggi, tra gli altri, il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi e il Governatore di regione Lombardia, Roberto Maroni. E proprio il Governatore lombardo e Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, ha tracciato la linea: «Mi aspetto - ha detto ai cronisti che lo hanno incalzato nel classico capannello prima che iniziasse l'incontro - si prosegua sulla strada intrapresa tanti anni fa dalla Lega, il federalismo, la modernizzazione l'autonomia per tenerci i nostri soldi. Questo resta l'obiettivo strategico, poi ci sono tanti modi per arrivarci». Uno su tutti, quello della Macroregione.
E proprio sulla Macroregione Maroni ha chiarito: «sono determinato ad andare fino in fondo. Per arrivare all'obiettivo - ha spiegato - abbiamo provato con la secessione, con l'indipendenza, con il federalismo, con e senza accordo con Berlusconi. Adesso la strada che ho indicato al congresso federale è quella della macroregione, una strada irta di difficoltà ma sono determinato ad andare fino in fondo». Poi una prima "stoccata" al governo Letta. «la richiesta che faccio al governo è di bloccare l'aumento dell'Iva previsto per il primo di luglio, perché i soldi li deve trovare tagliando gli sprechi. Aumentare l'Iva - ha aggiunto - sarebbe un danno gravissimo per il mondo del commercio e per le famiglie». Incalzato a commentare le parole pronunciate da Umberto Bossi, nell'intervista a La Repubblica, Maroni ha spiegato che interviste così «danneggiano la Lega e contribuiscono a rendere più difficile la vittoria ai ballottaggi». E a chi gli chiedeva se fosse preoccupato, il segretario della Lega ha risposto: «Non sono per nulla preoccupato sono tranquillissimo». Quanto alle dichiarazioni del vicepresidente della Giunta, Mario Mantovani, Maroni ha chiarito che tra i due «non c'è nessuna difficoltà. Ho parlato con lui sia ieri che oggi, mi ha spiegato cosa intendeva. Queste dichiarazioni non determinano nessun problema, nessuna conseguenza, con Mantovani c'è un ottimo rapporto di leale collaborazione, il resto sono cose che scrivete voi giornalisti». Accolto con un lungo applauso dai tantissimi presenti all'Assemblea di Confindustria Lecco, il  presidente di regione Lombardia ha poi partecipato a una tavola rotonda con il presidente di viale dell'Astronomia e con Luigi Nicolais, presidente del Cnr. Proprio davanti alla platea degli imprenditori, Maroni e Squinzi si sono trovati subito d'accordo su molti temi: su tutti sulla revisione del titolo V della Costituzione e sulla Macroregione. «Rivedere il titolo  quinto - ha detto Maroni - è una necessità. Le competenze concorrenti creano solo contenzioso. Troppo spesso definire il confine tra la competenza regionale e quella nazionale è difficile. Quando poi accade quello che accade in Italia dove, finite le utopie sono rimaste le ideologie, succede anche che una Regione fa opposizione a leggi del governo solo perché quello nazionale è di colore politico opposto. E così non si va avanti». Nel merito della Macroregione, Maroni ha poi chiarito che non si tratta di una sovrastruttura, ma di un modo per affrontare temi strategici per il territorio in maniera coordinata in modo da muovere tutti nella stessa direzione. Parole che hanno raccolto il plauso di Squinzi che ha rassicurato i presenti: «Sono sicuro che Roberto Maroni sarà appieno sulle nostre scelte». Ma, ha ammonito «dobbiamo essere capaci di fare proprio delle scelte. Troppo spesso siamo come un pendolo, un giorno siamo tutti federalisti; poco dopo siamo tutti centralisti...». Spunto che Maroni ha colto al balzo: «Non solo bisogna scegliere, ma bisogna scegliere in fretta. Come Regione, ad esempio, vista l'urgenza imposta dalla situazione, non solo abbiamo scelto, ma siamo stati capaci di farlo in fretta. Se in Canton Ticino per dare risposte alle imprese e ai Comuni ci mettono pochi giorni, perché non dobbiamo far lo anche noi?». Infine, invitato da Confindustria Lecco che ha presentato al governatore un documento con richieste e suggerimenti per il futuro, il numero uno di Palazzo Lombardia ha raccolto la sfida e ha accettato di fare di Lecco un 'area test per una Pubblica Amministrazione virtuosa a servizio delle imprese e dei cittadini con l'introduzione di forme particolarmente flessibili e innovative. «Questo - ha concluso Maroni - è il metodo che io seguo: ascoltare i territori, chi ha idee e proposte da fare e vuole partecipare con la Regione alla risoluzione dei problemi». 




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