“Davide Bacca”
“corriere.it 07.06.2013”
Cinque anni fa era «il modello». Oggi è «l'amico» e il vicino di casa, tornato
per sostenere la corsa alla riconquista della Loggia. Adriano Paroli incassa il
sostegno di Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, riconfermato lo scorso anno
con un piccolo plebiscito. Ieri, in serata, Tosi ha voluto abbracciare il
candidato del centro destra nel suo comitato elettorale e dargli man forte in
vista del ballottaggio di domenica e lunedì. Il leader della Liga Veneta è
andato dritto al sodo: «Conosco bene Brescia. Cinque anni fa aveva un tasso di
degrado impressionante. In particolare il centro storico non era più dei
cittadini bresciani, ma apparteneva a una minoranza di stranieri». Il
risultato? Strade insicure, venditori abusivi nelle vie dello shopping, piazze
deserte. Un'amministrazione che «non controllava il territorio - insiste Tosi -
In questi anni vi è stato un netto miglioramento. Fabio Rolfi ha fatto un
ottimo lavoro. Il centro è rinato. Se ne accorge chiunque. Se vincesse il
candidato della sinistra Brescia rischierebbe di tornare a quei tempi». Perché
secondo il sindaco di Verona la sfida tra Paroli e Del Bono è anche sfida tra
due modelli diversi di città: «Una differenza sostanziale», quasi culturale,
tra centro destra e centro sinistra; Paroli è un sindaco al servizio della
città, Del Bono è prigioniero dei partiti e in particolare della sinistra «che
ritiene che sui temi della sicurezza, della criminalità e dell'immigrazione non
si debba agire», ha spiegato Tosi, applauditissimo.
Ad attenderlo, all'angolo tra via IV Novembre e via X Giornate, un centinaio di sostenitori. Con lui anche il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, e una decina di primi cittadini bresciani, Tavernole, Lumezzane, Gambara, Fiesse, Montirone, Bagnolo Mella, Ghedi, San Felice, Rodengo Saiano, Soiano, Chiari, Bassano Bresciano, Travagliato. Tosi ha insistito su sicurezza e tasse («dove governa il centro sinistra la pressione fiscale è più alta perché lì aumenta la spesa corrente, ma non i servizi») ma anche sulla necessità di recarsi al voto: «Giusto lo slogan "vince chi vota". Chi vince lo deve decidere chi si reca alle urne, non chi sta a casa». Sodano ha invece spiegato come, scegliendo il candidato di centro destra, si sceglie «una persona che mette al primo posto l'interesse della città mentre la sinistra privilegia l'interesse di parte». Fabio Rolfi ha invece attaccato sul tema commercio, dopo che il Comune di Roncadelle, guidato da un'amministrazione di centro sinistra, ha approvato il nuovo centro commerciale di fronte all'Ikea. «Mentre la Regione si appresta ad approvare una moratoria contro i nuovi centri commerciali, il Pd, al contrario di quanto pontifica Del Bono, prosegue in direzione opposta». Nemmeno Adriano Paroli si è tirato indietro: «Noi vogliamo essere amministratori responsabili attenti ai bisogni della città. Lo facciamo per spirito di servizio, e non per ricerca del potere, come la sinistra. Purtroppo il Pd ha impostato una campagna dai toni fetidi, fatta di insulti e delegittimazione». Poi l'affondo sulle telefonate sospette: «L'avevano già fatto al primo turno. Si sta mascherando dietro un sondaggio un'azione per denigrarmi. Il Pd dice di non saperne nulla? Non credo che i call center facciano telefonate gratis. Provo grande delusione e amarezza. Se questa è l'aria nuova... La verità è che sta tornando la peggiore sinistra, quella interessata solo alla presa del potere, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo». Infine l'appello al voto: «La possibilità di vincere passa attraverso l'affluenza alle urne».
Ad attenderlo, all'angolo tra via IV Novembre e via X Giornate, un centinaio di sostenitori. Con lui anche il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, e una decina di primi cittadini bresciani, Tavernole, Lumezzane, Gambara, Fiesse, Montirone, Bagnolo Mella, Ghedi, San Felice, Rodengo Saiano, Soiano, Chiari, Bassano Bresciano, Travagliato. Tosi ha insistito su sicurezza e tasse («dove governa il centro sinistra la pressione fiscale è più alta perché lì aumenta la spesa corrente, ma non i servizi») ma anche sulla necessità di recarsi al voto: «Giusto lo slogan "vince chi vota". Chi vince lo deve decidere chi si reca alle urne, non chi sta a casa». Sodano ha invece spiegato come, scegliendo il candidato di centro destra, si sceglie «una persona che mette al primo posto l'interesse della città mentre la sinistra privilegia l'interesse di parte». Fabio Rolfi ha invece attaccato sul tema commercio, dopo che il Comune di Roncadelle, guidato da un'amministrazione di centro sinistra, ha approvato il nuovo centro commerciale di fronte all'Ikea. «Mentre la Regione si appresta ad approvare una moratoria contro i nuovi centri commerciali, il Pd, al contrario di quanto pontifica Del Bono, prosegue in direzione opposta». Nemmeno Adriano Paroli si è tirato indietro: «Noi vogliamo essere amministratori responsabili attenti ai bisogni della città. Lo facciamo per spirito di servizio, e non per ricerca del potere, come la sinistra. Purtroppo il Pd ha impostato una campagna dai toni fetidi, fatta di insulti e delegittimazione». Poi l'affondo sulle telefonate sospette: «L'avevano già fatto al primo turno. Si sta mascherando dietro un sondaggio un'azione per denigrarmi. Il Pd dice di non saperne nulla? Non credo che i call center facciano telefonate gratis. Provo grande delusione e amarezza. Se questa è l'aria nuova... La verità è che sta tornando la peggiore sinistra, quella interessata solo alla presa del potere, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo». Infine l'appello al voto: «La possibilità di vincere passa attraverso l'affluenza alle urne».

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