“Simone Girardin”
“La Padania 17.05.2013”
Una due
giorni per abolire l'odioso canone Rai ma soprattutto per firmare la petizione
che obbliga gli stranieri condannati a scontare la pena nel proprio paese d'origine.
Con tanto di spot sul sito di YouTube. Domani e domenica il Carroccio in Veneto
si mobilita con migliaia di gazebo in tutte le più importanti piazze cittadine.
E nonostante le previsioni meteo non promettano nulla di buono (prevista ancora
pioggia). ci si aspetta il tutto esaurito. Parola di Lorenzo Fontana, europarlamentare
leghista che nei mesi scorsi ha depositato alla commissione Ue una risoluzione «perché
si prenda in esame con urgenza il tema del sovraffollamento delle nostre carceri
e della possibilità di trasferire i detenuti stranieri nei loro penitenziari». Fontana,
si tratta di un tema caro alla Lega. In questi anni però la situazione non è
cambiata. Che cosa si può fare ora? Lo diciamo da sempre: i detenuti
stranieri devono scontare la pena nei rispettivi paesi d'origine. Certo non basta dirlo e sarebbe anche importante non
essere i soli. Gli altri preferiscono parlare di amnistia e indulto. Noi no. La
ricetta è un'altra». Quale sarebbe? «Appunto di rendere obbligatorio e non
discrezionale di trasferire i condannati stranieri nelle carceri del loro paese
di provenienza». Mi scusi ma oggi come funziona? «Dipende tutto dagli
accordi tra Stati. Si parla quindi di patti bilaterali dove però c'è un se...».
Ossia? «Si può far scontare la pena al detenuto straniero nel suo paese
solo se il condannato è consenziente. E si capisce bene che un cittadino rumeno
o albanese o nordafricano preferisca stare nei penitenziari di casa nostra». E
costano... «Parecchio. Il totale è stato quantificato in circa 1 miliardo
di euro all'anno a livello nazionale».
Quanti detenuti stranieri ci sono oggi nelle carceri italiane? ˊSono poco meno del 37 per cento con punte del 60 nella mia Regione, il Veneto, ma anche in Lombardia e Piemonte. Una presenza elevata che accentua inevitabilmente le criticità con cui quotidianamente si devono confrontare le forze di polizia penitenziaria ma anche le casse dello Stato». E trasferirli a scontare la pena a casa loro farebbe risparmiare tanti soldi... «Molti come detto. Ma si ridurrebbe anche il sovraffollamento carcerario che rende spesso invivibili i nostri stessi penitenziari. E ci sarebbe un altro fattore positivo...». Prego. «Con una normativa del genere si disincentiverebbe la criminalità straniera. Se sai che ti prendo e ti condanno per il crimine commesso e andrai a scontare la pena nelle carceri del tuo paese e non qui da noi, sono sicuro che ci penserebbero due volte prima di commettere un reato». Quindi sarebbe necessario introdurre la parola "obbligo" quando si stipula un accordo bilaterale, è così? «Sì, ma non solo. C'è bisogno di un'Europa più forte politicamente. Si capisce facilmente che se si muove l'Europa nel suo insieme non è come la firma tra due Stati. La forza d'urto sarebbe maggiore». Insomma, la commissione si dia una svegliata... «Anche perché se per il momento si limitano a emettere procedure di infrazione come nei confronti del nostro paese a causa del sovraffollamento carcerario. Ma così non si ottengono risultati. L'Europa si attivi invece nella direzione indicata dalla Lega. Tra l'latro nella nostra situazione ci sono altre nazioni come Belgio, Inghilterra e non solo che lo chiedono a gran voce». Provo a riassumere: introdurre l'obbligo di trasferimento e un patto interno all'Europa ma anche tra il Vecchio Continente e gli Stati extraUe, corretto? «Giusto. Come Lega abbiamo già depositato una risoluzione alla commissione europea perché prenda in esame la situazione con urgenza. Nel documento abbiamo scritto quelle linee guida di cui abbiamo appena parlato». Tempi? «Di sicuro verrà discussa prima dell'estate. E speriamo si metta nero su bianco una soluzione definitiva. Sarebbe un grande successo, soprattutto per i cittadini onesti. Intanto sabato e domenica saremo nelle piazze del Veneto per spiegare alla gente il nostro progetto».
Quanti detenuti stranieri ci sono oggi nelle carceri italiane? ˊSono poco meno del 37 per cento con punte del 60 nella mia Regione, il Veneto, ma anche in Lombardia e Piemonte. Una presenza elevata che accentua inevitabilmente le criticità con cui quotidianamente si devono confrontare le forze di polizia penitenziaria ma anche le casse dello Stato». E trasferirli a scontare la pena a casa loro farebbe risparmiare tanti soldi... «Molti come detto. Ma si ridurrebbe anche il sovraffollamento carcerario che rende spesso invivibili i nostri stessi penitenziari. E ci sarebbe un altro fattore positivo...». Prego. «Con una normativa del genere si disincentiverebbe la criminalità straniera. Se sai che ti prendo e ti condanno per il crimine commesso e andrai a scontare la pena nelle carceri del tuo paese e non qui da noi, sono sicuro che ci penserebbero due volte prima di commettere un reato». Quindi sarebbe necessario introdurre la parola "obbligo" quando si stipula un accordo bilaterale, è così? «Sì, ma non solo. C'è bisogno di un'Europa più forte politicamente. Si capisce facilmente che se si muove l'Europa nel suo insieme non è come la firma tra due Stati. La forza d'urto sarebbe maggiore». Insomma, la commissione si dia una svegliata... «Anche perché se per il momento si limitano a emettere procedure di infrazione come nei confronti del nostro paese a causa del sovraffollamento carcerario. Ma così non si ottengono risultati. L'Europa si attivi invece nella direzione indicata dalla Lega. Tra l'latro nella nostra situazione ci sono altre nazioni come Belgio, Inghilterra e non solo che lo chiedono a gran voce». Provo a riassumere: introdurre l'obbligo di trasferimento e un patto interno all'Europa ma anche tra il Vecchio Continente e gli Stati extraUe, corretto? «Giusto. Come Lega abbiamo già depositato una risoluzione alla commissione europea perché prenda in esame la situazione con urgenza. Nel documento abbiamo scritto quelle linee guida di cui abbiamo appena parlato». Tempi? «Di sicuro verrà discussa prima dell'estate. E speriamo si metta nero su bianco una soluzione definitiva. Sarebbe un grande successo, soprattutto per i cittadini onesti. Intanto sabato e domenica saremo nelle piazze del Veneto per spiegare alla gente il nostro progetto».

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