mercoledì 29 maggio 2013

Salvini: «Ora occorre forzare la mano»

“Elisabetta Colombo”
“La Padania 29.05.2013”


La premessa d'obbligo a ogni commento sul risultato elettorale è, per Matteo Salvini, un grazie. «Grazie ai candidati, grazie agli elettori, grazie ai militanti» dice il segretario nazionale della Lombardia e vice segretario federale che, con obiettività, affronta il dopo amministrative e le analisi sul voto che non ha premiato la Lega Nord. «Come segretario nazionale dico che non mi accontento dei risultati lombardi. Abbiamo perso alcuni dei nostri ma abbiamo sei sindaci leghisti riconfermati, tre nuovi e tre al ballottaggio insieme a 5 di coalizione. Non è un risultato drammatico ma non mi accontento» Salvini punta il dito sul dato più eloquente: gli astenuti «perché - dice – se non votano a Roma non mi interessa, ma se non si vota a Sondrio, Brescia o in Brianza non posso ignorarlo». E non si può nemmeno dare la colpa agli altri come ha fatto Grillo; Salvini non cede a questa logica e non scarica le responsabilità sugli elettori che "non capiscono o sono ingrati" come ha dichiarato Seppe Grillo. Pensa invece al futuro e si dice ottimista «Se non lo fossi non farei il segretario» aggiunge.
L'anno prossimo più di 1000 comuni saranno coinvolti in una nuova tornata elettorale di fronte alla quale Salvini vuole farsi trovare più che preparato e per la quale conta sul lavoro della Regione: «In Lombardia stiamo  lavorando bene e da qui al prossimo voto avremo risultati concreti che costituiranno un'arma in più per vincere» E poi liste pronte già a settembre per giocare d'anticipo e avviare una campagna elettorale lunga, articolata e ben costruita: «In alcun i comuni abbiamo litigato e questo non giova, siamo arrivati con candidati e programmi troppo in ritardo, abbiamo perso tempo. Tutti errori da evitare» Critico sì, ma anche fiducioso: serve un'iniezione di entusiasmo, un entusiasmo da recuperare e diffondere. «Il problema non è un progetto nuovo: il nostro progetto c'è, ed è vincente. quello che serve invece è spiegarlo, farlo conoscere, divulgarlo» E come vede la situazione a 360 gradi, da vicesegretario federale? «Si tratta di un voto amministrativo e contano molto le storie dei singoli comuni, degli uomini, degli amministratori locali.  Sicuramente non è un quadro positivo a livello generale ma io non appartengo al genere "mal comune, mezzo gaudio" e non mi paro dietro al fatto che anche il Movimento 5 Stelle e il Pdl hanno perso. Quelli che non hanno votato sono nostri potenziali elettori e lì ci dobbiamo concentrare». Come? Con quali strategie? Semplicemente osando di più perché è di questo che la gente ha bisogno. «Dobbiamo rischiare e osare, non possiamo aspettare e rispettare le regole di Bruxelles e di Roma perché non abbiamo più tempo» Insomma, la prossima mossa sarà quella di aggiornare il progetto della Lega, che è di per sé vincente, alla situazione disperata in cui si trova il Nord, anche forzando la mano se è necessario. Salvini ammette che alcune percentuali del 2% al Nord sono preoccupanti: «Il litigio non aiuta, i giornali ci hanno messo del loro come inventarsi uno yacht che non c'è, però in alcune zone ci siamo seduti, ci siamo preoccupati più dei Consigli di Amministrazione che del territorio» Durante la campagna elettorale Salvini ha toccato con mano la disperazione della gente che chiede in primis lavoro, e poi prospettive e futuro e si dice convinto che il progetto della Lega è l'unico che possa salvarci dal baratro, «ma serve una forzatura perché la gente vuole risposte concrete e non si può più aspettare». 

Nessun commento:

Posta un commento