mercoledì 29 maggio 2013

Sblocca-debiti: è proprio il governo DI PULCINELLA...

“Simone Girardin”
“La Padania 29.05.2013”

Non ci sono più dubbi: questo è il governo di Pulcinella. Il motivo? Semplice: i soldi stanziati dall'esecutivo per pagare i debiti delle Pubbliche Amministrazioni finiscono tutti o quasi al Sud. Non lo scriviamo noi. Lo mette nero su bianco il Sole 24 Ore. l numeri sono a dir poco impietosi: l'86% dei fondi stanziati dalla Cassa depositi e prestiti hanno preso la via del Mezzogiorno. A fare la voce grossa sono soprattutto tre Regioni: Campania, Lazio e Calabria. Per essere precisi: i Comuni campani si sono beccati la bellezza di un terzo dei fondi disponibili (588 milioni su 1,76 miliardi), seguiti dal Lazio (200/0) e dalla Calabria (14%). Un primato, quello del Comune guidato da De Magistris, spiegato dal fatto che Napoli aveva bussato alle porte della Cassa depositi e prestiti per ottenere una maxi-anticipazione da 949 milioni di euro, cioè quasi la metà dei  circa 2 miliardi messi sul piatto per tutti gli enti locali dell'intero Paese.
Una richiesta da record a cui si è aggiunta quella presentata dai commissari che guidano Reggio Calabria, e che ambivano a 300 milioni (187,5 concessi). Sia chiaro: i conti in pre dissesto della finanza locale non si concentrano solo al Sud. Roma, per esempio, ha chiesto 557,6 milioni e se n'è visti  riconoscere 348,5, Torino 381,8 e ha ottenuto un'assegnazione da 238,6 (Milano non figura negli elenchi dei municipi che si sono rivolti alla Cassa). Comuni che stanno utilizzando il cosiddetto fondo rotativo varato dallo Stato per salvare le amministrazioni dal default. Anche in questo caso il metodo è lo stesso: anticipazioni da parte dello Stato da ripagare negli anni successivi. Il problema è semmai capire se quelle risorse saranno effettivamente ridate. l dubbi restano. Come quelli sulla divisione geografica degli anticipi. Un sistema che ha avuto come risultato quello di premiare le regioni meno virtuose nella gestione delle casse pubbliche. Di fatto non si capisce perché ora il premier Letta e il suo governo non debbano firmare un accordo con la Lombardia, il Veneto e il Piemonte per lasciare sul territorio il 75 per cento delle tasse pagate da quei cittadini. Leggendo i dati, questo sarebbe un dovere non più un regalo. Gli anticipi onerosi destinati agli enti locali del Sud arrivano perché la loro quota di debiti supera la liquidità di cassa, con una priorità per le amministrazioni che devono saldare le fatture più vecchie. Il risultato, come si può facilmente immaginare, è quantomeno paradossale. Con queste modalità di erogazione, infatti, gli enti locali meno virtuose si trovano nella condizione di poter soddisfare le richieste delle imprese in maniera più rapida di quegli enti locali che hanno invece fatto più attenzione ai conti e agli impegni verso i fornitori dei servizi!. Così si scopre come a Lazio e Campania sono state assegnate rispettivamente il 18,2% e il 16,9% delle risorse previste dal decreto rispetto al 7,7% della Lombardia, l'8,15 del Veneto e l'11,1% del Piemonte. La colpa? Essere governati da leghisti o essere Regioni del Nord? I numeri sono incontrovertibili. E parlano di un Comune, quello di Napoli, che da solo incasserà dallo Stato più di quanto farà l'intera Regione Veneto. Saranno infatti 328 i milioni di euro per i Comuni e le Province del Veneto. A livello nazionale, il valore complessivo è di oltre 8,4 miliardi: di questi 2  miliardi sono appunto delle anticipazioni della Cassa depositi e prestiti (CDP) per gli enti privi di liquidità. «In Veneto - spiega il capogruppo leghista Federico Caner - sono stati concessi pagamenti per 328.165.747 euro; di questi, ben 326 milioni sono in realtà risorse già disponibili in cassa (il 99% del totale) mentre i prestiti della CDP sono appena 2 milioni». Una conferma del fatto che qui le risorse ci sarebbero ma vengono bloccate da un Patto assurdo. Ecco perché, beffa delle beffe, il provvedimento diventa solo un contentino per le amministrazioni virtuose, mentre rappresenta il salvagente per quelle spendaccione. Meglio sarebbe invece rivedere «totalmente - spiega Caner - il meccanismo e i vincoli del Patto,  magari privilegiando gli Enti che finora hanno contribuito maggiormente al risanamento della finanza pubblica nazionale». Durissimo Maurizio Fugatti, responsabile economia per la Lega: «Non bastavano i due miliardi regalati alla sanità del Sud.  Ora anche questo. E' l'ennesimo furto ai danni del Nord». Intanto i costi standard sono fermi in qualche cassetto romano a prendere polvere. Con il Paese sull'orlo del collasso. E il Nord che inizia a incazzarsi... 



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