“Iva Garibaldi”
“La Padania 23.05.2013”
Avanti tutta sulle riforme. Si, no, anzi forse.
Comunque con il freno tirato. Nonostante l'ennesimo appello del presidente
della Repubblica a far presto e a far bene per realizzare, finalmente, le
riforme strutturali dello Stato, a Roma si continua solo a chiacchierare. La
tanto sbandierata Convenzione, cioè la commissione speciale citata dal premier
nel suo discorso di insediamento alle Camere, sembra diventare sempre più evanescente
con il passare dei giorni, mentre l'unico argomento a tenere banco è la
modifica della legge elettorale. Ma anche in questo caso è ancora tutto da
dimostrare se siamo di fronte alla solita chiacchiera da Palazzo o se c'è
qualcosa di più. Ieri, intanto, è stato anche il giorno della relazione del neo
ministro Gaetano Quagliariello sulle riforme. Un battesimo di fuoco in vista del
dibattito in Aula sul tema che ci sarà mercoledì prossimo. «Dopo la relazione del
ministro - ha detto a caldo Roberto Calderoli - posso dire che in questo
momento siamo sul trampolino di una piscina vuota.
Se entro mercoledì, giorno in cui verranno discusse le riforme, la piscina non sarà riempita dal Governo e dalla sua maggioranza, rischiamo tutti una cragnata. Per il momento le ipotesi emerse suonano come lo spartito dell'orchestra del Titanic». Insomma, per il vice presidente del Senato «per adesso il giudizio sull'Esecutivo è sospeso, mercoledì ci sarà il dibattito su riforme e vedremo. Certo che a oggi - spiega non mi sembra che ci siano elementi per potersi esprimere in maniera positiva. Il ministro ha smontato la Convenzione. Il motivo per cui abbiamo espresso credito al Governo con l'astensione sulla fiducia era proprio legato alla realizzazione della Convenzione. Se questa viene meno, è chiaro, si chiude anche il nostro credito». Calderoli ricorda che la prossima settimana in Aula «si parlerà della mia mozione. Chiediamo che siano fatte partire le due commissioni speciali e che queste siano prodromo della Convenzione, uno strumento che si possa occupare solo delle riforme da raggiungere». Le priorità sono «il dimezzamento del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, la realizzazione del Senato federale, il rafforzamento del progetto federalista. Dopo esser stato preso in giro nella fase di attuazione del federalismo fiscale ora è chiaro che il principio dei costi costandard deve entrare in Costituzione». Certo è che la maggioranza non sembra partire con il piede giusto, nemmeno sulla riforma della legge elettorale. «Da sette anni cerchiamo di cambiarla, ma siamo sempre da soli nel deserto. Abbiamo fatto una serie infinita di proposte, già due legislature fa, e anche in questa tutto ciò che viene propagandato come il ritorno al mattarellum da parte della Finocchiaro noi l'abbiamo chiesto fin da subito. Abbiamo proposto già nella passata legislatura una cosa di buonsenso prevedendo non solo una soglia ma anche il premio progressivo per garantire governabilità. Credo che questa potrebbe essere la soluzione. Ci dicano gli a Itri cosa voglio no fare». Per quanto riguarda la Lega Nord, conclude Calderoli «faremo di tutto perché la Convenzione si realizzi. E' uno degli strumenti perché anche il tacchino non voti contro l'anticipazione del Natale». Che poi questo accada è tutta un'altra storia.
Se entro mercoledì, giorno in cui verranno discusse le riforme, la piscina non sarà riempita dal Governo e dalla sua maggioranza, rischiamo tutti una cragnata. Per il momento le ipotesi emerse suonano come lo spartito dell'orchestra del Titanic». Insomma, per il vice presidente del Senato «per adesso il giudizio sull'Esecutivo è sospeso, mercoledì ci sarà il dibattito su riforme e vedremo. Certo che a oggi - spiega non mi sembra che ci siano elementi per potersi esprimere in maniera positiva. Il ministro ha smontato la Convenzione. Il motivo per cui abbiamo espresso credito al Governo con l'astensione sulla fiducia era proprio legato alla realizzazione della Convenzione. Se questa viene meno, è chiaro, si chiude anche il nostro credito». Calderoli ricorda che la prossima settimana in Aula «si parlerà della mia mozione. Chiediamo che siano fatte partire le due commissioni speciali e che queste siano prodromo della Convenzione, uno strumento che si possa occupare solo delle riforme da raggiungere». Le priorità sono «il dimezzamento del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, la realizzazione del Senato federale, il rafforzamento del progetto federalista. Dopo esser stato preso in giro nella fase di attuazione del federalismo fiscale ora è chiaro che il principio dei costi costandard deve entrare in Costituzione». Certo è che la maggioranza non sembra partire con il piede giusto, nemmeno sulla riforma della legge elettorale. «Da sette anni cerchiamo di cambiarla, ma siamo sempre da soli nel deserto. Abbiamo fatto una serie infinita di proposte, già due legislature fa, e anche in questa tutto ciò che viene propagandato come il ritorno al mattarellum da parte della Finocchiaro noi l'abbiamo chiesto fin da subito. Abbiamo proposto già nella passata legislatura una cosa di buonsenso prevedendo non solo una soglia ma anche il premio progressivo per garantire governabilità. Credo che questa potrebbe essere la soluzione. Ci dicano gli a Itri cosa voglio no fare». Per quanto riguarda la Lega Nord, conclude Calderoli «faremo di tutto perché la Convenzione si realizzi. E' uno degli strumenti perché anche il tacchino non voti contro l'anticipazione del Natale». Che poi questo accada è tutta un'altra storia.

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