“Fabrizio Carcano”
“La Padania 23.05.2013”
La sintesi
della trasferta di Roberto Maroni a Mantova l'ha fornita lo stesso Governatore della
Lombardia con un tweet di una perfetta efficacia riepilogativa: «A Mantova ho
incontrato i sindaci dei comuni terremotati. Ho trovato nuovi fondi e dato
risposte concrete. Zero chiacchiere, solo fatti?». In due righe ecco spiegato il
senso e il contenuto di una riunione di lavoro che ha visto da una parte una
quarantina di sindaci dei Comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 e il
presidente della Provincia, Alessandro Pastacci, e dall'altra il Governatore lombardo
insieme ad una delegazione di assessori formata dall'assessore alla Cultura,
Cristina Cappellini, dai mantovani Gianni Fava, titolare per l'Agricoltura, e Paola
Bulbarelli, responsabile per la Casa.
Due ore di confronto, per fare il punto della situazione con i sindaci e
riaggiornarsi dopo il precedente incontro
dello scorso 24 aprile. «Una riunione utile e costruttiva, nella quale abbiamo analizzato
tutte le questioni sul tappeto.
Un incontro al quale seguiranno altri con cadenza mensile, fino a quando l'emergenza non sarà cessata», ha spiegato al termine del vertice lo stesso Maroni che ha confermato che resterà commissario per l'emergenza e che continuerà a seguire in prima persona la vicenda, pur avendo indicato nell'assessore Bulbarelli il suo referente locale alla guida di un comitato di lavoro allo Ster, il 'pirellino' locale, come vengono definiti gli uffici periferici della Regione, che farà da punto di riferimento per tutte le esigenze dei vari sindaci: «Ogni mese verrò qui per seguire passo a passo. La situazione L'assessore Paola Bulbarelli sarà la mia referente sul territorio mantovano, mentre io rimarrò commissario per il terremoto. Abbiamo grande attenzione per il territorio mantovano colpito dal sisma e l'obiettivo è fare bene e in fretta le cose che occorrono». Tra le novità annunciate da Maroni durante la riunione tenutasi nella sede della Provincia il reperimento, da parte della Regione, di nuove importanti risorse economiche per favorire non solo la ricostruzione di infrastrutture e immobili ma anche per sostenere le attività produttive e agricole locali e gli stessi lavoratori. «Come Regione Lombardia abbiamo reperito 6 milioni di euro con cui finanziare le 390 domande presentate dalle imprese danneggiate e abbiamo reperito altri 30 milioni di euro per la ricostruzione di un'infrastruttura fondamentale quale il ponte sul Po a San Benedetto. Definiremo insieme alla Provincia di Mantova le modalità e le procedure per la realizzazione delle opere con l'obiettivo di trovare la soluzione più rapida. Per questo la Regione mette a disposizione le sue strutture tecniche, anche attraverso la collaborazione di Infrastrutture Lombarde, e nell'Accordo di programma che faremo, decideremo insieme chi farà la stazione appaltante». Non solo, Maroni, che ha firmato l'ordinanza, che proroga al 31 dicembre 2014 le autonome sistemazioni, ha poi aggiunto che, grazie ad un suo intervento in sede di Conferenza delle Regioni, è stata elevata la quota di ripartizione, dal 4 al 6,8%, destinata alla Lombardia dell'apposito fondo speciale per la cassa integrazione in deroga in supporto delle aziende mantovane in crisi (in questo caso le domande sono state circa 230) a causa del terremoto: in tutto 4,7 milioni di euro, anche se la richiesta complessiva per i lavoratori mantovani che necessitano di questo ammortizzatore sociale ammonta a 5,5 milioni. Una differenza che colmerà la stessa Regione Lombardia come confermato dal Governatore: «Per coprire tutto il fabbisogno di 5,5 milioni ci impegniamo a trovare le risorse nel corso della manovra di assestamento di bilancio della Regione a fine giugno». E poi ci sono altri 37 milioni che arriverebbero dal fondo europeo per la solidarietà, ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo le solite complicazioni di Bruxelles e Roma. In pratica questi fondi, secondo quanto stabilito dalla Corte dei Conti, non possono essere ripartiti dalla Regione Lombardia ma devono essere ripartiti dal Governo. «Noi abbiamo predisposto il piano di utilizzo, ma la Corte dei Conti ha stabilito che non si tratta di una competenza regionale ma del Governo. E non vorrei che ci mettessero mesi o persino anni», è stato tranciante Maroni che per questo, per far sbloccare i fondi europei per il dopo terremoto, nel pomeriggio di ieri è sceso a Roma «per chiedere a Enrico Letta di emettere un decreto che deleghi le regioni a fare le ordinanza. Appena c'è la firma, io come governatore sono pronto a dare il via libera per erogare i fondi visto che per 34 milioni è già stata fatta la ripartizione». Annunciati infine emendamenti, in Parlamento, per snellire una serie di complicazioni burocratiche come la proroga di sei mesi per le verifiche di agibilità sismica che le imprese dovrebbero produrre entro il 7 giugno. Insomma risposte concrete a problematiche concrete poste dagli amministratori locali. E a margine dei lavori Maroni ha anche spiegato la sua intenzione di farsi sentire, nelle sedi opportune, per colmare la disparità di trattamento avuta finora nell'erogazione degli aiuti tra l'Emilia e la Lombardia. «Una situazione che ho ereditato ha chiarito Maroni - ma bisogna porre fine alla discriminazione tra i danneggiati lombardi e quelli emiliani». Dal canto suo l'assessore Cappellini ha voluto raccogliere dai sindaci del mantovano «le loro richieste per quanto concerne l'enorme patrimonio artistico di questa provincia, che vanta assolute eccellenze, che intendiamo coinvolgere e valorizzare in vista del grande evento che sarà l'Expo del 2015». Il mantovano doc Gianni Fava si è detto invece soddisfatto «perché Maroni ha portato risposte concrete e risultati importanti, come le risorse reperite per la ricostruzione e le chiacchiere sono state sostituite dalle cose concrete. Ed è quello di cui questo territorio ha bisogno», prima di concedersi una chiosa velenosa: «Una seduta di lavoro costruttiva e questo non sarebbe stato possibile se ci fossero stati anche i parlamentari mantovani…»
Un incontro al quale seguiranno altri con cadenza mensile, fino a quando l'emergenza non sarà cessata», ha spiegato al termine del vertice lo stesso Maroni che ha confermato che resterà commissario per l'emergenza e che continuerà a seguire in prima persona la vicenda, pur avendo indicato nell'assessore Bulbarelli il suo referente locale alla guida di un comitato di lavoro allo Ster, il 'pirellino' locale, come vengono definiti gli uffici periferici della Regione, che farà da punto di riferimento per tutte le esigenze dei vari sindaci: «Ogni mese verrò qui per seguire passo a passo. La situazione L'assessore Paola Bulbarelli sarà la mia referente sul territorio mantovano, mentre io rimarrò commissario per il terremoto. Abbiamo grande attenzione per il territorio mantovano colpito dal sisma e l'obiettivo è fare bene e in fretta le cose che occorrono». Tra le novità annunciate da Maroni durante la riunione tenutasi nella sede della Provincia il reperimento, da parte della Regione, di nuove importanti risorse economiche per favorire non solo la ricostruzione di infrastrutture e immobili ma anche per sostenere le attività produttive e agricole locali e gli stessi lavoratori. «Come Regione Lombardia abbiamo reperito 6 milioni di euro con cui finanziare le 390 domande presentate dalle imprese danneggiate e abbiamo reperito altri 30 milioni di euro per la ricostruzione di un'infrastruttura fondamentale quale il ponte sul Po a San Benedetto. Definiremo insieme alla Provincia di Mantova le modalità e le procedure per la realizzazione delle opere con l'obiettivo di trovare la soluzione più rapida. Per questo la Regione mette a disposizione le sue strutture tecniche, anche attraverso la collaborazione di Infrastrutture Lombarde, e nell'Accordo di programma che faremo, decideremo insieme chi farà la stazione appaltante». Non solo, Maroni, che ha firmato l'ordinanza, che proroga al 31 dicembre 2014 le autonome sistemazioni, ha poi aggiunto che, grazie ad un suo intervento in sede di Conferenza delle Regioni, è stata elevata la quota di ripartizione, dal 4 al 6,8%, destinata alla Lombardia dell'apposito fondo speciale per la cassa integrazione in deroga in supporto delle aziende mantovane in crisi (in questo caso le domande sono state circa 230) a causa del terremoto: in tutto 4,7 milioni di euro, anche se la richiesta complessiva per i lavoratori mantovani che necessitano di questo ammortizzatore sociale ammonta a 5,5 milioni. Una differenza che colmerà la stessa Regione Lombardia come confermato dal Governatore: «Per coprire tutto il fabbisogno di 5,5 milioni ci impegniamo a trovare le risorse nel corso della manovra di assestamento di bilancio della Regione a fine giugno». E poi ci sono altri 37 milioni che arriverebbero dal fondo europeo per la solidarietà, ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo le solite complicazioni di Bruxelles e Roma. In pratica questi fondi, secondo quanto stabilito dalla Corte dei Conti, non possono essere ripartiti dalla Regione Lombardia ma devono essere ripartiti dal Governo. «Noi abbiamo predisposto il piano di utilizzo, ma la Corte dei Conti ha stabilito che non si tratta di una competenza regionale ma del Governo. E non vorrei che ci mettessero mesi o persino anni», è stato tranciante Maroni che per questo, per far sbloccare i fondi europei per il dopo terremoto, nel pomeriggio di ieri è sceso a Roma «per chiedere a Enrico Letta di emettere un decreto che deleghi le regioni a fare le ordinanza. Appena c'è la firma, io come governatore sono pronto a dare il via libera per erogare i fondi visto che per 34 milioni è già stata fatta la ripartizione». Annunciati infine emendamenti, in Parlamento, per snellire una serie di complicazioni burocratiche come la proroga di sei mesi per le verifiche di agibilità sismica che le imprese dovrebbero produrre entro il 7 giugno. Insomma risposte concrete a problematiche concrete poste dagli amministratori locali. E a margine dei lavori Maroni ha anche spiegato la sua intenzione di farsi sentire, nelle sedi opportune, per colmare la disparità di trattamento avuta finora nell'erogazione degli aiuti tra l'Emilia e la Lombardia. «Una situazione che ho ereditato ha chiarito Maroni - ma bisogna porre fine alla discriminazione tra i danneggiati lombardi e quelli emiliani». Dal canto suo l'assessore Cappellini ha voluto raccogliere dai sindaci del mantovano «le loro richieste per quanto concerne l'enorme patrimonio artistico di questa provincia, che vanta assolute eccellenze, che intendiamo coinvolgere e valorizzare in vista del grande evento che sarà l'Expo del 2015». Il mantovano doc Gianni Fava si è detto invece soddisfatto «perché Maroni ha portato risposte concrete e risultati importanti, come le risorse reperite per la ricostruzione e le chiacchiere sono state sostituite dalle cose concrete. Ed è quello di cui questo territorio ha bisogno», prima di concedersi una chiosa velenosa: «Una seduta di lavoro costruttiva e questo non sarebbe stato possibile se ci fossero stati anche i parlamentari mantovani…»

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